Ferrari: l'incubo Lotus si è materializzato di nuovo

Ferrari: l'incubo Lotus si è materializzato di nuovo

Alonso ha guadagnato tre punti su Vettel o ne ha persi sette dietro a Raikkonen?

Sarà che il Gp di Abu Dhabi si corre al far della sera, ma è ormai un dato di fatto che le ombre scure sulla pista di Yas Marina stanno diventando un vero incubo per Fernando Alonso e la Ferrari. Nel 2010 lo spagnolo ha perso il titolo mondiale non riuscendo a scavalcare le Renault di Vitaly Petrov e Robert Kubica, restando inchiodato al settimo posto, mentre Sebastian Vettel andava a vincere la gara e il titolo piloti. Domenica la “macchia nera” si è materializzata di nuovo nella Lotus-Renault di Kimi Raikkonen che si è aggiudicata la corsa con pieno merito davanti alla F2012 dell’asturiano. Sono trascorsi due anni, ma non è cambiata la sostanza: la Rossa si è incagliata dietro a quella che nel 2010 era la Renault e che ora si è trasformata nella Lotus, ma al di là delle etichette è sempre il team di Enstone. LA LOTUS INCUBO DI ALONSO Nel furioso inseguimento della Lotus che Alonso ha tentato nelle tornate finali sono mancati solo due decimi di secondo per consentire allo spagnolo di aprire l’ala mobile e tentare sul dritto l’impresa che non doveva essere impossibile. La Ferrari è arrivata ad un passo dal sogno: quella E20, invece, che era là davanti non era un miraggio, ma una realtà concreta e imprendibile. TRE PUNTI GUADAGNATI O SETTE PERSI? Giornali e televisioni hanno commentato con toni trionfalistici il fatto che Fernando Alonso abbia guadagnato tre punti nella classifica iridata piloti su Sebastian Vettel, nel giorno in cui il tedesco è stato costretto a partire ultimo dalla pit lane. Nessuno può mettere in discussione la prestazione dell’iberico: partito sesto, dopo una delle peggiori qualifiche della stagione, è arrivato alle spalle dell’eccellente Kimi Raikkonen (il finlandese è tornato sul gradino più alto del podio dal Gp del Belgio 2009), ma con il tedesco fuorigioco per la vittoria, doveva essere la Ferrari a centrare il bersaglio grosso. DA SENNA AD ICEMAN E, invece, la “macchia nera” rischia di segnare un’altra annata della Rossa per la grande occasione sprecata. Scopriremo a Interlagos se saranno determinanti i sette punti che la squadra di Maranello avrebbe dovuto incasellare nel ricco Emirato arabo, dove il Cavallino ha installato un gigantesco parco tematico. “Iceman” ha riportato un nome glorioso agli onori della cronaca: la Lotus è tornata a vincere 25 anni dopo l’ultimo successo di Ayrton Senna al Gp di Detroit del 1987. Bisogna dare il giusto lustro all’impresa, soprattutto perché la squadra di Enstone non è certo un top team, per disponibilità economiche e risorse. Però ha idee fresche e le mette in pista con efficacia. LA F2012 NON CRESCE IN FRETTA La E20 ha beneficiato degli scarichi soffianti che Kimi è riuscito a mettere a punto ed è diventato l’ottavo vincitore di un Gp del 2012. Il finlandese ha raccolto quello che ha seminato, ma Fernando Alonso era mentalmente pronto a fare i conti con le Red Bull Racing e le McLaren, non con la Lotus del nordico. Lo stato dell’arte è che la F2012 non cresce al passo della concorrenza. Ormai è un dato di fatto ammesso dallo stesso Pat Fry, dt del Cavallino rampante. TANTE NOVITA’: QUANTE FUNZIONANO? Eppure lo spagnolo a Yas Marina ha beneficiato di un’ala anteriore nuova, di diversi turning vanes sotto la scocca e di un’ala dietro rivista, abbinata al diffusore che si era già notato la settimana precedente in India. Tanta fatica per troppo poco, verrebbe da dire. Per l’ennesima volta in questo scorcio di stagione, non tutte le soluzioni portate in pista hanno funzionato secondo le attese. FELIPE NON HA LE EVOLUZIONI Anzi, se si considera che Felipe Massa, con una configurazione della Rossa che non aveva molte delle modifiche concesse allo spagnolo, nelle prove era piuttosto vicino al capo-squadra, emerge in maniera ancora più evidente che è mancato proprio l’auspicato salto di qualità. Arriverà per Austin? I tecnici del Cavallino assicurano che porteranno negli Stati Uniti il pacchetto con cui si giocheranno le ultime due gare del campionato. O la va o la spacca… MANCA CARICO AERODINAMICO La Ferrari è carente di carico aerodinamico e ha scelto la via dell’efficienza (minore resistenza all’avanzamento) per sperare di contendere il passo a Sebastian Vettel. La F2012 nella prima parte della stagione era consistente nei curvoni d’appoggio, ma non eccelleva nelle velocità massime. Ora ha trovato lo spunto per cercare i sorpassi, ma costringe lo spagnolo a correre in una configurazione aerodinamica più scarica che rende la guida meno precisa e insidiosa e poco redditizia in qualifica, quando bisogna trarre il potenziale tutto e subito. A Maranello sono consapevoli di non aver una macchina in grado di dettare legge e hanno cercato di sfruttare le qualità del loro campione per “mascherare” i difetti della Rossa. EVOLUZIONE DELLA SPECIE Gli uomini della Red Bull Racing avevano sviluppato per Yas Marina una RB8 che aveva l’ambizione di stare davanti in griglia, capace di sfruttare al massimo la trazione in uscita dalle curve nella consapevolezza che il Super DRS sarebbe servito solo in qualifica e non in gara. Sebastian aveva ottenuto la penultima velocità massima (311,4 km/h) pur conseguendo il terzo miglior tempo ed Hamilton, che ha firmato la pole, non è andato oltre 313,7 km/h, mentre Alonso è arrivato a 319,7 km/h. Per vincere bisogna essere “carichi”, mentre per rimontare è meglio cambiare filosofia. Cosa che ha puntualmente fatto il team di Milton Keynes quando il tedeschino è stato retrocesso per l’annullamento dei tempi in qualifica: sono stati sostituiti i rapporti del cambio (più lunghi), l’incidenza delle ali e le regolazioni delle sospensioni. La “cenerentola” della speed trap è diventata un fulmine, risultando anche più veloce della Ferrari con un picco di 321,0 km/h, segno che se c’è bisogno la monoposto dei “bibitari” sa trovare anche le velocità di punta. A Maranello sono in grado di fare il contrario?

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Campionati Formula 1
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