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F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola
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F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola

Ferrari: la Rossa tocca il... fondo per convogliare i vortici nel diffusore posteriore

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Ferrari: la Rossa tocca il... fondo per convogliare i vortici nel diffusore posteriore
Di:
Co-autore: Giorgio Piola

La SF71H non dispone solo del migliore motore del momento, ma può fare affidamento su un'aerodinamica molto raffinata grazie alla quale ha migliorato l'efficienza, aumentando il carico e le velocità massime.

Qual è il segreto della Ferrari? Gli inglesi hanno puntato l’occhio sulla power unit del Cavallino che avrebbe superato in potenza quella della Mercedes che in questi ultimi anni ha dominato la scena, almeno da quando la F1 è entrata nell’era ibrida nel 2014.

La crescita dello 062 EVO è indiscutibile dal momento che ben cinque motori di Maranello sono ormai stabilmente nei primi dieci, per cui anche i team clienti, Sauber e Haas, hanno potuto beneficiare di un’iniezione di potenza (soprattutto nella curva di coppia) che ha permesso loro di fare un importante salto di qualità.

La Scuderia, però, riesce a rivaleggiare con la SF71H anche con la Red Bull RB14 che, almeno sulla carta, è accreditata di possedere il miglior telaio della F1. E, allora, è importante riconoscere il lavoro che gli aerodinamici sono riusciti a fare nello sviluppo del fondo con aggiornamenti che sono continui nel tentativo di migliorare l’efficienza della Rossa, incrementando il carico aerodinamico senza aumentare la resistenza all’avanzamento.

All’inizio della stagione l’attenzione di Enrico Cardile e David Sanchez si era focalizzata nel grande canale che è stato scavato ai lati della trasmissione e che va a soffiare nella parte centrale dell’estrattore.

Poi si è notata l’evoluzione dei profili a delta che sono apparsi ai lati del T-tray. Con l’innalzamento del bordo d’entrata del pavimento sotto alla bocca delle pance è nata l’esigenza di… imboccare nel fondo quei flussi che servono a energizzare il diffusore posteriore, ripulendo la scia della ruota anteriore dalle turbolenze che si generano con la rotazione della gomma.

I ferraristi hanno provato due soluzioni diverse, puntando poi sulla versione che è dotata di tre elementi che sembrano delle mazze da golf tre soffiaggi che hanno il compito di facilitare il riempimento del fondo.

Terzo, ma non ultimo, tema di ricerca è dato dalla volontà di ridurre il tyre squirt, vale a dire la turbolenza che si crea con le deformazioni della spalla della gomma posteriore e che ha il potere di “oscurare” una parte del polmone di espansione dell’estrattore, limitandone in modo significativo l’efficienza.

Non deve sorprendere, quindi, se abbiamo visto comparire le ormai famose “rotaie” ai bordi laterali del fondo con un’estensione sempre maggiore: i soffiaggi diagonali che si contavano in maniera sempre crescente davanti alla ruota posteriore, hanno lasciato il posto a questi tagli molto lunghi che hanno preso il posto anche di quella che l’anno scorso era la scimitarra.

La Ferrari ha fatto un passo molto importante nella gestione dei vortici che le moderne monoposto creano, diventando la Rossa un punto di riferimento nello sviluppo…

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