Ferrari: la Rossa di Vettel è agile, la Mercedes di Lewis è veloce ma ostica!

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Ferrari: la Rossa di Vettel è agile, la Mercedes di Lewis è veloce ma ostica!
Roberto Chinchero
Di: Roberto Chinchero
22 ott 2017, 09:53

Hamilton ha conquistato la 72esima pole dovendo fare ricorso a tutta la sua capacità per mettere davanti la Mercedes nel GP degli Usa. La Ferrari, senza problemi, sembra una macchina più guidabile: Vettel ne vuole approfittare in gara.

Sebastian Vettel, Ferrari SF70H
Sebastian Vettel, Ferrari festeggia nel parco chiuso
Sebastian Vettel, Ferrari, Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 nella c
Sebastian Vettel, Ferrari SF70H
Sebastian Vettel, Ferrari SF70H
Sebastian Vettel, Ferrari
Lewis Hamilton, Mercedes-Benz F1 W08
Il poleman Lewis Hamilton, Mercedes-Benz F1 W08 festeggia nel parco chiuso
Il poleman Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 festeggia con il fratello Nicolas Hamilton, nel parco chiuso

Mentre Lewis Hamilton festeggiava ieri la settantaduesima pole position della carriera, nel box del Cavallno si è tirato un sospiro di sollievo.

La zampata finale di Sebastian Vettel ha piazzato la Ferrari numero 5 in prima fila, a 239 millesimi dal leader del Mondiale. Si potrebbe considerare la seconda posizione come l’obiettivo minimo per chi, come Vettel, crede ancora in un miracolo iridato, ma non è questo il punto.

C’è voluto un Hamilton in forma stellare per mettere alle spalle la SF70H, che dalle immagini on-board è sembrata meno scorbutica della W08 portata in pole position da Lewis.

Il termometro è Valtteri Bottas. Il finlandese non è un gregario come tanti, ma un buon pilota come ha dimostrato nella prima parte di stagione.

Le evoluzioni portate in pista dalla Mercedes dopo la pausa estiva, hanno consentito di migliorare la performance della monoposto, ma alla condizione che alla guida ci sia un fuoriclasse assoluto, un Lewis Hamilton.

Bottas, che ad Austin è sembrato in ripresa, ha inflitto nove millesimi a Kimi Raikkonen: un soffio, che però gli è valso due posizioni di vantaggio sul connazionale. Hamilton è stato capace di infliggere 460 millesimi al compagno di squadra, il doppio di quanto sia riuscito a fare Vettel (su Raikkonen) con la zampata finale.

Seb ha tirato fuori gli artigli nel momento clou, ma non ha completato la progressione perfetta che forse gli avrebbe consentito di avvicinarsi maggiormente alla Mercedes numero 44.

Parliamo comunque di margini risicati, ma per questo ogni dettaglio può essere cruciale. La sostanza è che la Ferrari, quando tutto fila liscio, è una monoposto all’altezza della Mercedes, anche con una migliore guidabilità. Poi, per vincere un titolo, serve un cocktail perfetto che include molte altre componenti, e nel 2017 Rosso non tutto è andato come previsto.

Nella gara che scatterà in serata ci sono ancora molti interrogativi a caccia di una risposta, ad iniziare da strategia e gestione degli pneumatici. Se le temperature saliranno oltre i quaranta gradi di asfalto, si procederà senza alcun riferimento in termini di degrado ed usura delle gomme.

La Pirelli indica come strategia più veloce quella a due soste, con un doppio cambio (giro 18 e giro 36) che prevede un secondo stint con ultrasoft ed il terzo con supersoft.

In alternativa (sempre su due soste) è indicata la strategia due stint con supersoft. Se le temperature saranno più basse, potrebbe funzionare la singola sosta, con il passaggio dalle ultrasoft montate al via alle supersoft dopo ventuno giri.

C’è da scommettere che Hamilton non correrà pensando alla classifica di campionato, almeno fino a quando non ci saranno da correre rischi che potrebbero compromettere il suo passaggio sotto la bandiera a scacchi.
“Non penso che sarà una passeggiata – ha commentato Lewis – in diverse occasioni nel corso dell’anno abbiamo confermato un’ottima performance in qualifica senza però confermarci in gara. Credo che dovrò vedermela con Sebastian, ma questa è una pista dove superare non è impossibile, quindi ogni scenario è aperto”.

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