Ferrari: la grande gioia regalata da Vettel e la delusione di Raikkonen

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Ferrari: la grande gioia regalata da Vettel e la delusione di Raikkonen
Roberto Chinchero
Di: Roberto Chinchero
09 giu 2018, 21:29

Tre piloti e tre monoposto diverse raccolte in 173 millesimi di secondo. Piccoli dettagli hanno fatto grandi differenze. Analizziamo come il tedesco ha costruito la quarta pole stagionale con la Rossa.

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Il poleman Sebastian Vettel, Ferrari SF71H festeggia nel parco chiuso
Il poleman Sebastian Vettel, Ferrari SF71H festeggia nel parco chiuso
Valtteri Bottas, Mercedes-AMG F1 W09
Max Verstappen, Red Bull Racing RB14
Kimi Raikkonen, Ferrari SF71H
Kimi Raikkonen, Ferrari
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09
Lewis Hamilton, Mercedes-AMG F1
Daniel Ricciardo, Red Bull Racing RB14

Ferrari, Mercedes e Red Bull separate da 173 millesimi. È questo il verdetto della tiratissima qualifica di Montreal, che ha visto Sebastian Vettel ‘regalare’ alla Ferrari una pole position che il Cavallino non conquistava in Canada da 17 anni. È sembrato di rivivere il copione del weekend di Baku: una Ferrari non impeccabile il venerdì, il cambio di passo confermato il sabato dopo le giuste modifiche al setup, la pole di Vettel e l’errore di Kimi Raikkonen nel momento cruciale della qualifica.

È stato un colpo importante quello messo a segno dalla Ferrari e da Sebastian Vettel, che riporta il Cavallino in pole position dopo due gare e, soprattutto, che permetterà a Seb di prendere il via da del Gran Premio da una posizione preziosa, considerando i rischi che comporta la staccata della prima curva di Montreal.

Ieri sera, al termine delle prove libere, nel box della Ferrari non c’era allarmismo, nonostante i riscontri della prima giornata non fossero stati esaltanti. Il lavoro in pista è un punto di forza della Ferrari 2018, e ancora una volta l’assetto giusto è arrivato nel momento migliore.

Il resto ce lo hanno messo Vettel ed una power unit ‘spec 2’ che alla prima uscita si è fatta onore. Alla vigilia del weekend di Montreal si era calcolato che sulla pista Gilles Villeneuve 10 cavalli in più avrebbero garantito un vantaggio di un decimo di secondo, ovvero la potenza attribuita alla nuova specifica. C’è da sottolineare che quel decimo è stato un contributo determinante, visto che Vettel ha preceduto Bottas di 93 millesimi…

In una giornata ottima per Sebastian è mancato Raikkonen. Andare forte nelle prove libere non fa classifica, e, purtroppo, per Iceman nel momento caldo del weekend il colpo di reni arriva di rado. Il suo errore alla curva 2 ha sicuramente comportato una perdita di tempo, ma ha comunque sorpreso che Kimi abbia deciso di abortire il giro alzando bandiera bianca.

Con un giro pulito il secondo o il terzo tempo era un obiettivo alla sua portata, e avrebbe significato molto per la Ferrari in ottica gara. Vettel ovviamente scatterà dalla posizione migliore, ma senza la possibilità di potersi permettere la minima sbavatura al via, perché al suo fianco ci sarà la Mercedes di Valtteri Bottas.

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Il finlandese è stato la sorpresa delle qualifiche, ed il suo crono ha confermato che un Mercedes ‘bolso’ resta sempre un gran motore, anche con 5.000 chilometri sul groppone.

C’è però una storia nel sabato del team campione del Mondo, e riguarda Hamilton, insolitamente quarto sulla sua pista più amica. Lewis non ha trovato il feeling giusto in frenata, soprattutto alla staccata del tornantino, e ha fatto mea-culpa al termine delle qualifiche. C’è però un’indiscrezione secondo la quale la sua power unit non sia stata spremuta come quella di Bottas, a causa dei timori sul fronte dell'affidabilità che comunque nel box Mercedes sono presenti.

Hamilton ha rimediato 139 millesimi da Bottas, tutti persi nel terzo settore, un rettilineo di 1,1 km in cui Lewis ha pagato 180 millesimi sul suo compagno di squadra. Parliamo sempre di cifre che sembrano infinitesimali, ma questi sono i valori che oggi hanno fatto la differenza a Montreal.

Poca roba è anche il distacco rimediato da un fantastico Max Verstappen: 173 millesimi. L’olandese al termine del secondo settore era virtualmente in pole, ma nel terzo tratto del circuito Gilles Villeneuve ha pagato oltre due decimi rispetto a Vettel, e uno nei confronti di Bottas.

Ovviamente in Red Bull non mancano di sottolineare che dal tornantino fino alla chicane del ‘muro dei Campioni’ la parola passa all’acceleratore e alla cavalleria della power unit, ma sembra comunque che la Renault abbia fatto un deciso passo avanti con la nuova specifica.

Dodici mesi fa Verstappen e Ricciardo si erano beccati un secondo tondo dal poleman Hamilton, oggi è un’altra storia. Indubbiamente la Red Bull ha messo in pista una monoposto la cui efficienza è un riferimento per tutti, ma non è solo il telaio ad aver contribuito alla riduzione del gap del 2017.

Verstappen e Ricciardo (l’australiano è stato rallentato anche da una power unit meno efficiente rispetto al compagno di squadra) contano comunque su una gara che possa premiare la loro scelta sul fronte pneumatici.

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