F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola
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F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola

Ferrari F1 2022: sospensione pull anteriore e push posteriore?

I tecnici del Cavallino stanno analizzando diverse soluzioni sugli schemi delle sospensioni: con il muso che tornerà basso può avere senso il ritorno al pull rod anteriore, mentre nel retrotreno per fare spazio ai due tunnel Venturi è meglio rispolverare il push rod. La Ferrari studia anche i cinematismi attuali per fare la scelta migliore, proprio come gli ingegneri delle altre squadre. Chi avrà il coraggio di adottare idee innovative e chi resterà legato alla tradizione?

Ferrari F1 2022: sospensione pull anteriore e push posteriore?

Quando si dice che le monoposto 2022 stanno nascendo da un foglio bianco non è solo un modo di dire, ma una sacrosanta verità. Il regolamento che riporterà le vetture a effetto suolo nei GP è destinato a cambiare non solo la fisionomia della prossime F1, ma anche alcuni concetti tecnici che hanno caratterizzato le macchine di questi ultimi anni.

Un paio di mesi fa le dieci squadre hanno ricevuto da Formula 1 l’ultimo layout della monoposto 2022 dal punto di vista aerodinamico, con tutti gli aggiornamenti frutto delle continue revisioni delle regole, anche in funzione degli eventuali bachi che si possono trovare quando si scrivono da zero norme nuove.

E scandagliando con attenzione il modello aerodinamico realizzato dallo staff curato da Pat Symonds, consulente FOM, emerge che diversi team potrebbero rivoluzionare alcuni concetti fra le altre cose come gli schemi delle sospensioni.

In F1 sono ormai generalizzati da anni il sistema push rod nell’anteriore e il push rod nel posteriore. Non esiste una soluzioni migliore di quell’altra, ma un adattamento dei cinematismi alle scelte regolamentari che inducono i chief designer a puntare su una soluzione, per lo più per trarre importanti vantaggi di natura aerodinamica. E, quindi, idee finite in soffitta potrebbero tornare d'attualità...

Stando alle indiscrezioni che filtrano da Maranello la Rossa che dovrà lottare per il mondiale nel 2022 potrebbe avere sospensioni molto diverse come schema da quelle in uso sulla SF21.

La Ferrari, anzi, in materia di cinematismi non è certo il team che recentemente si è fatto apprezzare per soluzioni all’avanguardia, adottando concetti molto tradizionali e poco innovativi, mentre Mercedes e Red Bull si sono spinte con la W12 e la RB16B con idee molto più radicali.

Sapevamo che alla Gestione Sportiva stanno portando avanti una power unit Superfast che dovrebbe chiudere il gap di potenza con Mercedes e Honda, ma in Scuderia stanno valutando se abbandonare la sospensione anteriore push rod per passare alla versione pull rod: il muso della F1 2022 tornerà ad essere basso per cui potrebbe essere un vantaggio competitivo riuscire a spostare in basso le masse per abbassare il baricentro.

Il retrotreno, invece, sarà caratterizzato dalla prosecuzione dei canali Venturi che dovranno generare buona parte del carico aerodinamico e avere il tirante del pull rod che lo attraversa non sarebbe certo l’ideale se si vuole mantenere una fluidodinamica interna priva di nocive turbolenze.

Minardi PS01: nel 2001 la squadra faentina ha adottato le sospensioni a schema pull rod

Minardi PS01: nel 2001 la squadra faentina ha adottato le sospensioni a schema pull rod

Photo by: Giorgio Piola

La Ferrari, dunque, starebbe vagliando quali soluzioni adottare: pull anteriore e push posteriore significherebbero un taglio netto con la cultura degli ultimi anni, per quanto la squadra di Maranello sia stata l’ultima a schierare delle monoposto con il tirante anteriore nel quadriennio che è andato dal 2012 al 2015 e che ha percorso la storia di quattro Rosse che hanno ripreso uno schema della Minardi del 2001: F2012, F138, F14T e F15T, mentre il ritorno al puntone è avvenuto con la SF16-H nel 2016.

La sospensione posteriore della Ferrari F150° Italia con lo schema push rod

La sospensione posteriore della Ferrari F150° Italia con lo schema push rod

Photo by: Giorgio Piola

Per quanto attiene al push rod nel retrotreno bisogna tornare alla Ferrari F2012, quando la squadra del Cavallino si era allineata alle scelte che la Red Bull aveva introdotto già nel 2009, venendo poi seguita da tutti i team fino a oggi. L’ultima Rossa con il puntone posteriore è stata la Ferrari 150° Italia di Nicholas Tombazis e Aldo Costa del 2011.

Se l’obiettivo è realizzare una monoposto in grado di tornare a lottare per il mondiale sarà indispensabile introdurre concetti non scontati e innovativi. Siamo certi che anche altri team andranno nella stessa direzione, in particolare la Red Bull, e sarà importante scoprire in quale modo idee che ritornano d’attualità dalla storia potranno essere attualizzate con approcci molto più moderni e funzionali alla monoposto 2022.

A Maranello hanno pronto anche un piano B che prevede schemi sospensivi in linea con quello che vediamo oggi, come valida alternativa a un progetto che dovrebbe essere coraggioso se l’intenzione è quella di riportare la Scuderia a lottare per il primato.

La squadra del Cavallino, come altre del Circus, hanno già contribuito con tre giorni di test allo sviluppo delle nuove gomme Pirelli ribassate: le 18 pollici, infatti, sono uno dei grandi cambiamenti filosofici nella F1 del prossimo anno e i tecnici della Gestione Sportiva si sono potuti fare una chiara idea su quale sarà l’orientamento del fornitore unico nella gestazione degli pneumatici di nuova generazione e che potrebbero indirizzare anche certe scelte progettuali della monoposto.

La fase di analisi e di ricerca è molto interessante quando viene introdotto un nuovo regolamento perché ciascun team può sviluppare e adottare soluzioni molto diverse prima che le squadre con il tempo si orientino verso concetti che un po’ alla volta saranno scelti da tutti perché i più funzionali alle norme in vigore.

Laurent Mekies, vice di Mattia Binotto, in Spagna ha detto che il 90-95% dei tecnici Ferrari sono già impegnati a tempo pieno sul progetto della Rossa 2022: sarà interessante scoprire se avranno il coraggio di rischiare con un progetto che definisca il nuovo stato dell’arte della F1…

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