Ferrari: Abu Dhabi insegna che c'è stato fumo, ma anche tanto arrosto

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Ferrari: Abu Dhabi insegna che c'è stato fumo, ma anche tanto arrosto
Roberto Chinchero
Di: Roberto Chinchero
25 nov 2018, 19:16

Sebastian è arrivato a 2"5 dalla Mercedes di Hamilton nel GP di Abu Dhabi che ha chiuso la stagione, ma la Rossa è parsa di poco inferiore alla freccia d'argento. Un problema elettrico ha tolto di scena Raikkonen troppo presto nel commiato di Kimi con il Cavallino.

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Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Maurizio Arrivabene, Team Principal, Ferrari
Kimi Raikkonen, Ferrari SF71H
Kimi Raikkonen, Ferrari SF71H
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Sebastian Vettel, Ferrari
Kimi Raikkonen, Ferrari
Charles Leclerc, Sauber

Abu Dhabi non è mai stata tenera con la Ferrari. Mai una vittoria, il copione drammatico del Mondiale perso nel 2010, e negli ultimi anni un ruolo di valletta della Mercedes, sempre dominatrice sul circuito di Yas Marina nell’era ibrida. La tradizione si è confermata anche nella decima edizione del Gran Premio negli Emirati, ma Sebastian Vettel è stato attore protagonista, e non spettatore non pagante.

Senza obiettivi da inseguire, se non quello di tappa, Seb ha ottenuto il massimo possibile su una pista che per due terzi si è ben sposata con la SF71H, provando fino all’ultimo un’impresa (quella di complicare la vita a Lewis Hamilton) di fatto impossibile. 

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“Penso che la gara di oggi sia una perfetta sintesi di tutta la stagione – ha commentato Seb - alti e bassi, vicini nel finale, ma non abbastanza. Oggi ho cercato di lottare con tutte le mie forze, ma è stata difficile quando ero dietro a Valtteri. Credo che fossi un po’ più veloce di lui ma era difficile avvicinarsi, specie nell’ultimo settore (quello in cui la Ferrari ha faticato sin da venerdì) finché lui non ha avuto problemi e sono riuscito a passarlo. Eravamo veloci in rettilineo e avevamo un buon ritmo, ma faticavamo nel terzo settore a tenere il passo, specie nelle ultime due curve. A un certo punto ho anche sperato di poter vincere la gara, spingevo al massimo, ma alla fine non è stato sufficiente”.

La Ferrari, a differenza della Mercedes, non ha potuto differenziare le strategie di gara a causa dello stop prematuro di Kimi Raikkonen, fermo sul traguardo al termine del settimo giro. “E’ chiaro che sono un po’ deluso, non è così che avrei voluto che finisse la nostra ultima gara insieme. Volevamo un buon risultato e penso che avessimo la macchina giusta per farlo. Purtroppo abbiamo avuto un problema: nel rettilineo opposto ai box ho sentito che mancava potenza e poi si è spento tutto. E’ un peccato, ma è così che vanno le corse a volte”.

A bloccare Kimi è stato un problema elettrico, che pur non danneggiando la MGU-K, ha comunque messo fuori uso la monoposto di Iceman. In Ferrari hanno sottolineato la natura del problema per promuovere l’affidabilità che la power unit ha confermato nell’arco della stagione.

La Scuderia è stato l’unico tra i top-team e non scontare penalità legate all’affidabilità del motore, ed era uno degli obiettivi più temuti alla vigilia del Mondiale. È un traguardo importante, uno degli aspetti positivi emersi da una stagione il cui bilancio in cifre è il migliore dal 2008.
“E’ stato un anno molto intenso - ha aggiunto Vettel - penso che dobbiamo guardare a noi stessi, ci sono tante cose che possiamo migliorare e il potenziale di questo team è ancora enorme”.

Nonostante il ritiro, Raikkonen ha concluso al terzo posto un Mondiale per lui positivo, e non solo grazie al ritorno alla vittoria dopo 5 anni di digiuno. Kimi ha ritrovato continuità, come confermano i dodici piazzamenti sul podio.
“E’ stata una stagione più che discreta – ha sottolineato Kimi - ma i quattro ritiri non erano previsti e non hanno certo aiutato; volevamo di più, questo è certo”.     

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“Kimi avrebbe meritato un risultato diverso – ha confermato anche Maurizio Arrivabene - ma il saluto che gli hanno dedicato i ragazzi in uscita dai box è stato un bellissimo momento. Il risultato di oggi, con il secondo posto di Sebastian e il lavoro di tutta la squadra, ci ha permesso di chiudere il mondiale con i nostri piloti in seconda e terza posizione. Da martedì inizieranno i test di pneumatici che anticipano la prossima stagione e tutta la squadra, sia in pista che a Maranello, sarà impegnata per dare il massimo anche nel 2019”.

Tra il presente ed il futuro ci sono in effetti solo ventiquattro ore, ovvero la giornata di domani. Da martedì, a dispetto della presenza in pista delle monoposto viste oggi nel Gran Premio di Abu Dhabi, sarà già 2019 con il primo test da titolare di Charles Leclerc. 

 
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