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Formula 1 GP di Monaco

F1 | Verstappen non si tocca, ma il Costruttori è una partita aperta

Nelle ultime tre gare la Red Bull ne ha vinta solo una, più per merito di Max che per le doti della RB20. A Miami si è imposto Norris con la McLaren e nel Principato è toccato a Leclerc con la Ferrari. Se il titolo piloti non sarà facilmente contendibile, quello riservato alle squadra sembra più aperto, specie se Perez dovesse soffrire ancora.

Charles Leclerc, Ferrari SF-24, Oscar Piastri, McLaren MCL38, Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Monte Carlo, domenica sera. Poco lontano dall’hospitality della Ferrari, dove i festeggiamenti per la vittoria di Charles Leclerc si sono protratti a lungo, in un gruppetto di addetti ai lavori viene buttata lì una frase che solo un mese fa sarebbe stata accolta tra sonore risate: “Ma non è che il mondiale si riapre davvero?”. È il caso di approfondire, senza farsi condizionare troppo dalle emozioni (forti) che ha regalato il weekend monegasco.

Il dato indiscutibile è che nelle ultime tre gare la Red Bull ha ottenuto un solo successo, il ‘solo’ è d’obbligo considerando che nei precedenti sei Gran Premi aveva lasciato per strada solo la vittoria australiana. L’altro dato che va a favore di chi crede che si possa assistere ad un confronto mondiale, è che tra Miami e Monaco nella classifica generale Leclerc ha conquistato 62 punti (contri i 59 di Verstappen) e la Ferrari 101 (contro gli 81 della Red Bull). Bastano questi numeri per credere che possa aprirsi davvero un confronto in chiave mondiale?

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Foto di: Erik Junius

La sfida a Verstappen è una ‘mission impossible’

Le possibilità di mettere pressione alla Red Bull sono diverse da quelle di insidiare Verstappen. Monaco non è certo una pista ordinaria, e non può essere presa come indicativa se si parla di valori in campo. Immaginare Max che inizia a commettere errori a raffica è un esercizio che richiede molta fantasia, è vero che nell’arco di dieci giorni il campione del mondo è stato autore di diverse sbavature (la più grande nelle qualifiche di Monte Carlo) ma ad Imola è comunque riuscito a salire sul gradino più alto del podio nonostante i problemi accusati dalla sua monoposto. Il suo valore aggiunto nell’economia della squadra è a prova di bomba.

Pensare oggi di riaprire il mondiale piloti vuol dire pronosticare un sorpasso tecnico da parte di Ferrari (o McLaren) su ognuna delle prossime sedici piste in calendario. Un’ipotesi poco probabile. Mettendo da parte le suggestioni innescate dal Gran Premio di Monaco, Verstappen ha conquistato meno punti di Leclerc solo nel weekend di Melbourne, dove è stato costretto al ritiro nel corso del primo giro. A Monte Carlo, per la prima volta in questa stagione, ha tagliato il traguardo dietro Charles, e finora resta più un’eccezione che una regola. La Red Bull sulle strade del Principato ha evidenziato dei problemi importanti, ma si tratta pur sempre di uno scenario insolito, che la Formula 1 ritroverà solo a settembre nella trasferta di Singapore.

“Nelle ultime gare non avevamo una macchina per vincere – ha chiarito Leclerc dopo il successo nella GP di casa – ci siamo riusciti a Monaco dove sapevo che avrei avuto un’opportunità. Ci siamo riusciti e siamo stati bravi ad ottimizzare tutto. Ma dobbiamo ricordarci quella di Monaco è una pista molto specifica e non significa che sarà così fino alla fine dell'anno. Poi, è sotto gli occhi di tutti che, rispetto alle prime gare della stagione, c’è stata una crescita importante, ma per ora non penso al campionato, è troppo presto, dobbiamo ancora verificare gli aggiornamenti che abbiamo introdotto a Imola e capire dove ci porteranno”. Leclerc riporta tutti con i piedi per terra. Per sperare in qualcosa di grande servono weekend come Monaco, fuori da Monaco.

Sergio Perez, Red Bull Racing

Sergio Perez, Red Bull Racing

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

La variabile Perez e la sfida nel Costruttori

Altra storia è la corsa mondiale nella classifica riservata alle squadre. Un dato emerso in modo evidente nelle ultime gare è che quando la Red Bull manifesta dei problemi, la forbice tra il rendimento di Verstappen e quello di Perez si allarga molto.

Ferrari e Red Bull arriveranno in Canada separate da ventiquattro punti, un margine molto piccolo in una classifica Costruttori, soprattutto considerando che dopo le prime due gare stagionali era di ventotto lunghezze. Ad aver inciso molto alla riduzione del gap tra le due squadre è stato il rendimento altalenante di Perez, attualmente quinto nella classifica piloti dietro entrambi i ferraristi.

Non è un caso che in Red Bull abbiano pensato ad un rinnovo imminente del contratto del messicano per la stagione 2025, un segnale per cercare di metterlo nelle migliori condizioni possibili affinché possa dare il meglio di sé. È un segnale che qualcosa è cambiato rispetto a dodici mesi fa, quando il solo Verstappen era sufficiente a tenere a bada le squadre avversarie.

Oggi la Red Bull sa che i due terzi di stagione che scatteranno a partire da Montreal saranno molto intensi, serviranno aggiornamenti tecnici ed un lavoro perfetto sul simulatore per preparare i weekend di gara. E serviranno anche i punti di Sergio Perez per contrastare il rendimento più omogeneo che stanno garantendo i tandem di piloti di Ferrari e McLaren. Qui la battaglia sembra più aperta e con più variabili che potrebbero determinare l’esito finale.

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