Verstappen: ecco perché la pole è sfuggita all'ultima curva

Max è arrivato all'ultima curva che era ancora in vantaggio, poi ha fatto pattinare le gomme posteriori in accelerazione e ha perso la partenza al palo per 290 millesimi negli ultimi trecento metri quando era ormai convinto che fosse fatta. L'olandese c'è rimasto molto male anche se è il grande favorito per la gara di domani che si disputerà su asfalto asciutto. Max avrebbe voluto finire la qualifica con le full wet senza passare alle intermedie.

Verstappen: ecco perché la pole è sfuggita all'ultima curva

Quando Lance Stroll è transitato sotto la bandiera a scacchi il personale della Racing Point è scattato in piedi a braccia alzate. Dopo qualche secondo nel box è tornato però un silenzio assoluto, mentre le telecamere inquadravano l’ultimo giro di Max Verstappen, la chance finale dell’olandese per ottenere la pole position nel Gran Premio di Turchia.

Quando la Red Bull numero 33 è uscita dalla curva ‘13’ (la penultima del circuito di Istanbul) sui monitor dei tempi il suo crono è diventato color fucsia, ovvero in quel momento un tempo da pole position, e tale è rimasto fino all’uscita della ‘14’. C’erano pochi dubbi ormai, ma trecento metri dopo Verstappen è transitato sul traguardo a 0”290 da Stroll. Qualche istante di stupore, poi il box della Racing Point è scoppiato di gioia, mentre l’ingegnere di Verstappen, Gianpiero Lambiase, ha aperto la radio: “P2, Max, P2”.

Ma cosa è successo? Una piccola ma cruciale sbavatura: Verstappen all’uscita dell’ultima curva è andato sull’acceleratore in modo più deciso del necessario, causando lo slittamento degli pneumatici posteriori. Normalmente poca roba, ma nelle condizioni da ‘palazzo del ghiaccio’ in cui si è corso oggi a Istanbul, ogni piccolo errore è stato amplificato in modo esponenziale.

Max l’ha presa male, e i motivi ci sono tutti. Primo nella Q1 (con un margine di 1”946 sul secondo classificato, Albon), primo anche nella Q2 (1”989 sempre Albon), Verstappen oggi è sembrato fare un altro sport. Assecondato da un’ottima Red Bull, indubbiamente, ma anche capace di gestire la sua monoposto con un feeling eccezionale che lo ha collocato in una categoria a parte, poi la beffa finale.

“Quando siamo passati dalle soft alle intermedie la macchina è diventata più scivolosa – ha commentato – non avevo grip. Era già successo in Q1, ma in Q3 la pista era migliore e credevo che non ci sarebbero stati problemi. In questo momento sono molto deluso, quando sei leader in Q1 e Q2, finire con il secondo tempo non è un risultato che può soddisfarti”.

Dopo le brevi interviste e foto di rito, Verstappen prima di raggiungere la squadra è rimasto seduto per dieci minuti sul pavimento di un corridoio dei box, e solo il suo fisioterapista Bradley Scanes ha provato ad avvicinarsi per rincuorarlo.

Sbollita la delusione, Verstappen è tornato a parlare con i media. “Penso che sia la prima volta quest’anno in cui mi siedo nella posizione del secondo classificato con molta delusione – ha chiarito – e credo che questo dica tutto. Dopo il primo stint della Q3 con le full-wet non ero convinto di passare alle intermedie, ed è bastato percorrere le prime curve dopo il pit-stop per capire che non mi ero sbagliato. La pista era probabilmente da intermedie, ma per me sarebbe stato meglio proseguire con le full-wet, visto che funzionava meglio sulla mia monoposto e la conferma era che eravamo comodamente primi. Non sono molto loquace, ci si vede domani”.

Smaltita la delusione, Verstappen metterà a fuoco la possibilità concreta di far sua la gara di domani, e di cancellare in ventiquattr’ore l’amarezza della pole mancata. Max scatta da favorito per la vittoria nel Gran Premio di Turchia, ma un cavallo di razza non vuole mai lasciare nulla per strada, e stasera la pole position mancata brucerà ancora un po'.

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