Montezemolo: "Si deve uscire dalla dittatura dei tecnici"

Il presidente della Ferrari preme per la riduzione dei costi e critica l'eccessivo potere delle gomme

Montezemolo:
A Valencia è arrivato anche Luca di Montezemolo: il presidente della Ferrari ha assistito alle qualifiche dal muretto dei box: “Sono 21 anni che soffro. Quando vengo alla F.1 sono sempre teso, nervoso, ansioso, ma non riesco a farne a meno”. Chissà cosa avrà detto dopo la delusione delle due Rosse che non sono riuscite ad entrare nella Q3. Con noi giornalisti ha preferito parlare prima, al termine della riunione con Bernie Ecclestone e Jean Todt. “Credo che sia importante condividere il taglio dei costi: è stato positivo l'incontro con Bernie Ecclestone e Jean perché dobbiamo trovare delle soluzioni per abbattere le spese in Formula 1”. Ecclestone è disponibile ad aprire alle vetture clienti? “Bernie se ne inventa una al giorno: qualche volta siamo d'accordo e qualche volta no. Sulla terza vettura torna quello che andiamo dicendo da anni: è meglio per le piccole squadre avere una terza Ferrari competitiva, piuttosto che competere in un campionato in cui dopo pochi giri vengono doppiati”. Ma non è questa la priorità, giusto? “Credo che sia necessario riposizionare la Formula ai costi della fine degli Anni '90: all'epoca avevamo una F.1 interessante, ma senza le attuali esasperazionu dei tecnici: oggi non ha senso che si trascorra in galleria del vento 24 ore al giorno con tre tutni di lavoro. È una follia che non ha senso. Rischiamo di essere fuori dal mondo. Per fortuna negli interlocutori ho trovato una valida condivisione”. Sarà così, anche se Ecclestone vuole aumentare il numero delle gare in calendario... “Aveva cominciato chiedendo di passare da 15 a 17 Gran Premi: è il cane che si morde la coda. Però quest'anno abbiamo chiuso un cerchio riportando la F.1 negli Stati Uniti. Era un po' strano, se non ridicolo, il fatto che uno sport come la F.1 non fosse nel cuore del mercato”. Quali sono le linee direttrici del cambiamento? “Dobbiamo guardare i costi e i guadagni della F.1, tenendo conto che nel Circus ci sono squadre che spendono molto più della Ferrari. All'ordine del giorno ci sono tre temi importanti: primo, bisogna riposizionare le spese ad un livello più basso tenendo conto della crisi europea, della crisi economica e della crisi di sponsor. Secondo: dobbiamo fare in modo che non ci sia la dittatura dei tecnici che porta la F.1 ai costi folli. La Ferrari non è uno sponsor, ma un costruttore: abbiamo bisogno di un trasferimento di tecnologia al prodotto di serie. Cosa ce ne facciamo dei turning vane dell'aerodinamica? Dobbiamo mantenere le caratteristiche della F.1, senza fare la Gp2. Nell'incontro con Fom e Fia, presenti Domenicali e Withmarsh c'è stata una convergenza di idee. Bisogna cambiare insieme”. Come giudica la Ferrari? “È tornata ad essere fra i migliori, ma non è la migliore. Questa è la ragione per cui stiamo lavorando sodo dall'inizio della stagione per riportarci dove vogliamo essere”. E sul futuro di Felipe Massa quando verrà presa una decisione? “Non è un problema da risolvere in tempi brevi: lui sa di avere un contratto in scadenza e lo sappiamo anche noi, ma adesso non è una priorità. Io sono convinto che Felipe abbia migliorato molto la sua confidenza con la macchina dopo lo choc iniziale”. Cosa la rassicura e cosa la preoccupa della Rossa? “Lo sforzo è cercare di migliorare step by step ogni giorno. Non possiamo essere soddisfatti solo dei miglioramenti. Avevo chiesto una reazione alla squadra e hanno lavorato bene e tantissimo, ma non basta, perché bisogna fare di più. Mi soddisfa il fatto che si riveda una Ferrari fra i migliori, ma il nostro obiettivo è tornare ad essere i migliori”. In quel momento transita Alonso che va verso la pit lane e il presidente diventa il tifoso: “Fernando Vamooos!” gli grida dai gradini del Motorhome Ferrari. “Non si è girato – ha spiegato Luca di Montezomolo – perché mi ha preso per uno dei tanti tifosi spagnoli, se gli avessi parlato in italiano si sarebbe voltato”. Il presidente istrione, dopo le qualifiche, ha cercato una spiegazione alla debacle Ferrari “Troppo potere alle gomme!” ha sentenziato vedendo le due Rosse fuori dalla Q3. E il gran finale lo ha riservato al treno Italo e alla concorrenza che manca in Italia. Cosa pensa del fatto che i clienti di NTV debbano essere ghetizzati dietro ad una grata a Roma? “Quella di Ostiense è un'umiliazione. Mi dispiace che un governo che ha un presidente del Consiglio che è stato il paladino della concorrenza a Bruxelles, che ha un ministro come Passera e che ha un misterioso ministro delle infrastutture che in otto mesi non abbiamo mai visto né sentito, siano stati così silenti su questa cosa. Noi abbiamo fatto il più grande investimento di fiducia nel paese degli ultimi quindici anni. Ed è tutto fatto con capitali privati. Grazie al nostro arrivo sono scese le tariffe dell'Alitalia. Questo è un fatto molto positivo per il mercato perché si sono abbassati i prezzi e sono stati migliorati i servizi. Eppure i nostri clienti devono subire la vergogna di fare si una gimkana a Ostiense, perché non esiste una separazione fra la rete e i servizi. Non possiamo continuare a giocare una partita in cui l'avversario è anche l'arbitro. Il treno in Europa sarà il futuro e quindi deve esserci più concorrenza.. Solo così si genere più occupazione e la crescita...”.

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Piloti Fernando Alonso , Felipe Massa
Articolo di tipo Ultime notizie