F1 | Tombazis spiega come saranno i GP con i paraspruzzi

La Formula 1 da anni cerca di migliorare la sicurezza dei GP che si disputano sotto la pioggia: il responsabile tecnico FIA delle monoposto rivela a Motorsport.com perché in F1 Commission si sia discussa l'idea di sperimentare l'anno prossimo dei paraspruzzi amovibili che potrebbero essere provati nella seconda parte del prossimo campionato. Scopriamo quali sono stati i precedenti studiati e quali sono le intenzioni del legislatore per il futuro.

F1 | Tombazis spiega come saranno i GP con i paraspruzzi

La F1 Commission nel meeting di Abu Dhabi ha fissato alcuni punti che riguardano la sicurezza delle monoposto di Formula 1. Uno dei temi emersi è quello della visibilità per i piloti sul bagnato. L’idea che è stata discussa è quella di dotare le macchine di un kit smontabile paraspruzzi da usare solo e soltanto quando le previsioni meteo indicano una gara che potrebbe essere fortemente condizionata dalla pioggia.

Le gomme Cinturato full wet Pirelli sono in grado di estrarre 150 litri di acqua al secondo, creando una nube che riduce la visibilità per i piloti e rende molto aleatoria la sicurezza in pista, costringendo la direzione gara a non far partire il GP o a interromperlo con la bandiera rossa fintanto che le condizioni non migliorano.

George Russell con la Mercedes W13 nel GP del Giappone con la pioggia: la visibilità con il muro d'acqua era zero

George Russell con la Mercedes W13 nel GP del Giappone con la pioggia: la visibilità con il muro d'acqua era zero

Photo by: Sam Bloxham / Motorsport Images

La Federazione Internazionale vuole andare oltre, cercando delle soluzioni che possano permettere alle F1 di correre in sicurezza con la pioggia, senza arrivare alla farsa del GP del Belgio 2021 a Spa-Francorchamps interrotto dopo pochi giri dietro alla safety car che ha assegnato metà dei punti.

Questo è un problema che si trascina nel tempo e non è mai stato risolto: la Pinanfarina nel 1969 al Salone di Ginevra presentò una monoposto derivata dalla Ferrari 312 dotata di motore V12. Era la Sigma Gran Prix che introduceva nuovi requisiti di sicurezza e fra questi adottava delle forme che avrebbero evitato la formazione delle nuvole d'acqua in caso di bagnato.

Pininfarina Sigma: concept car di F1 sicura presentata al Salone di Ginevra 1969

Pininfarina Sigma: concept car di F1 sicura presentata al Salone di Ginevra 1969

Nel 1986 Jean Pierre Jabouille, pilota francese che aveva portato alla prima vittoria in F1 la Renault con il motore turbo nel GP di Francia 1979 (quello della sfida fra Gilles Villeneuve e René Arnoux) aveva studiato i paraspruzzi con il nostro Giorgio Piola: ecco la proposta che era emersa dopo aver visto il deviatore di flusso McLaren dell'anno prima. Il concetto per l'epoca era molto interessante, ma non se ne fece niente.

Ecco i paraspruzzi proposti nelk 1986 daJean Pierre  Jabouille con il nostro Giorgio Piola

Ecco i paraspruzzi proposti nelk 1986 daJean Pierre Jabouille con il nostro Giorgio Piola

Photo by: Giorgio Piola

Ora un po' a sorpresa torna d'attualità: la FIA è sempre molto attenta nel miglioramento della sicurezza e la F1 Commission ha riportato alla ribalta un argomento che è molto sentito fra i piloti: la visibilità con la pioggia.

Nikolas Tombazis, responsabile tecnico FIA dell’area monoposto, ha fornito qualche indicazione in più a Motorsport.com dopo che il tema bagnato è tornato di attualità.

“I paraspruzzi riteniamo che potranno essere montati solo in un paio di occasioni all'anno, forse tre. Tanto per essere chiari, non vogliamo che accada ogni volta che ci sarà una goccia di pioggia, ma ci preoccupiamo che le gare in calendario possano essere disputate regolarmente e non si ripetano episodi come quello di Spa nel 2021 che ha comunque lasciato profonde cicatrici”.

“Sarebbe stato dieci volte peggio, credo, se fossimo andati fino in Giappone e avessimo dovuto fare le valigie per tornare a casa se non si disputava il GP per il tifone. Dobbiamo proteggerci dall’annullare una gara considerato quante persone guardano la F1 in tv e quanti spettatori comprano i biglietti, e le squadre viaggerebbero per il mondo per un evento bloccato: sarebbe  quasi da irresponsabili. In quei casi dobbiamo metterci al riparo da sorprese e per quello che dico che i paraspruzzi potrebbero vedersi in due o tre gare al massimo, quando bisogna utilizzare le full wet, non le intermedie”.

Nikolas Tombazis, delegato tecnico FIA settore monoposto

Nikolas Tombazis, delegato tecnico FIA settore monoposto

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

I paraspruzzi dovranno essere removibili ma avranno un effetto sull’aerodinamica delle monoposto quando saranno montati?
“Abbiamo fatto molte simulazioni al CFD perché vogliamo assicurarci che l'effetto di questi dispositivi sia relativamente piccolo, sulla dinamica generale. C'è ancora un’influenza, ma non è grande”.

“Stiamo simulando le goccioline di pioggia e stiamo studiando come generano gli spruzzi. Quello che più difficile da capire è la proporzione di acqua che viene evacuata dal diffusore posteriore rispetto a quella delle gomme. Una volta che avremo tutti i dati e una soluzione, realizzeremo alcuni prototipi e li proveremo su alcune monoposto per trovare una convalida dalla pista”.

Qual è l’obiettivo che vi proponete?
“Mi aspetterei di dimezzare l'effetto degli spruzzi, a parità di acqua…”.

I paraspruzzi verranno eventualmente rimossi a un pit stop qualora la pioggia smettesse o le condizioni migliorassero?
“No, nessun intervento da fare in fretta. Il montaggio o la rimozione dei paraspruzzi sarebbe da effettuare a gara ferma, prima della partenza o dopo la bandiera rossa. E se le condizioni dovessero migliorare i dispositivi resteranno sulla vettura”.

Ecco la Williams FW44 con le Pirelli Cinturato full wet

Ecco la Williams FW44 con le Pirelli Cinturato full wet

Photo by: Motorsport.com / Japan

Qual è l’idea attuativa?
“Vorremmo essere pronti con un kit nella seconda parte della stagione del prossimo anno, vale a dire in tempo per le gare dove ci sono più possibilità che si incontri la pioggia battente. Ma come ormai sarà chiaro a tutti è una sfida che dobbiamo vincere tutti insieme e ci sono diversi aspetti da mettere nel conto che vanno affrontati e risolti. Non ci siamo dati una data, ma mi piacerebbe che fossimo a posto per il campionato 2024”.

E se dovessero diventare inifluenti sull'aerodinamica, i paraspruzzi potrebbero anche diventare elementi fissi delle F1 future...

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