Ferrari stupisce alle Piscine, Mercedes con meno potenza

L'analisi delle telemetrie del miglior giro di Charles Leclerc confrontato con quella di Lewis Hamilton nella seconda sessione di prove libere del GP di Monaco mostra dei dati molto interessanti che testimoniano l'indiscutibile crescita della Rossa, ma anche la scelta di Mercedes di limitare il potenziale della power unit con una rinuncia a una quarantina di cavalli.

Ferrari stupisce alle Piscine, Mercedes con meno potenza

Una Ferrari che non ci si aspettava: l’uno due del Cavallino dopo la prima giornata di prove libere del GP di Monaco può scaldare i cuori dei tifosi della Scuderia che, magari, cercheranno di carpire gli ultimi biglietti per assistere alla gara, ma non deve trarre in inganno gli osservatori.

Il verdetto del giovedì con una pista molto green (per quanto veloce) non deve essere esemplificativo del resto del weekend, perché vedere la Mercedes di Lewis Hamilton, terza, a 390 millesimi dalla Rossa e annotare il quarto posto di Max Verstappen a 7 millesimi dalla freccia nera con la Red Bull deve fare riflettere.

Il distacco è troppo grande sulla pista più corta del mondiale: di certo possiamo dire che la Ferrari conferma il buono che aveva fatto vedere in Spagna, specie nel T3, e l’altro aspetto interessante è che la SF21 appena è stata messa in pista nel toboga del Principato è andata subito forte, segno che il lavoro di simulazione, carente nel recente passato, ha beneficiato di un salto di qualità dopo che a Maranello hanno trovato una buona correlazione fra i dati della galleria e quelli in pista, ma è davvero presto per dire che il gatto è nel sacco.

Lo staff di Matteo Bobbi ha elaborato le telemetrie delle due tornate migliori di Charles Leclerc e Lewis Hamilton e i dati che si possono analizzare sono particolarmente interessanti. Possiamo dire che Ferrari e Mercedes si sono quasi equivalse nel T1 e nel T3, mentre la Rossa ha fatto una bella differenza nel tratto centrale.

Guardando il grafico emerge che il motore 065/6 era certamente in una mappa un po’ più spinta rispetto a quello Mercedes e stando alle nostre indiscrezioni avrebbe rinunciato ad almeno 40 cavalli che non è necessario spremere al giovedì. Basta guardare le velocità di percorrenza del rettilineo del traguardo e lungo la salita di Massenet dove il delta di velocità era nettamente a favore della Rossa per capire che non sarà lo stesso sabato in qualifica.

La freccia nera è parsa meglio a Saint Devote e nel tratto che porta dalla discesa del Mirabeau fino al Portier, ma poi l’ago gira a favore della Ferrari, nettamente più rapida all’ingresso del tunnel (segno che l’ibrido lavora bene anche nel Principato nella fase di accelerazione), ma anche dalla chicane del Porto, per non dire della percorrenza della seconda chicane della Piscina dove Charles ha rifilato qualcosa come 12 km/h al campione del mondo.

La Mercedes torna a prevalere alla Rascasse (Lewis meglio di Leclerc di 7 km/h) e all’Antony Noghes, segno che nel team di Brackley hanno lavorato per trovare un buon equilibrio nelle curve lente.

Non è un mistero che la simulazione delle ruote sterzanti posteriori potrebbe essere l’arma vincente per la qualifica e Hamilton è consapevole di quanto sia complicata la loro messa a punto su un tracciato nervoso come quello di Monaco caratterizzato da saliscendi e continue sconnessioni, ma vanno riconosciuti anche meriti importanti alla SF21 e ai piloti che l’hanno interpretata bene dalle prime battute.

La Ferrari, per esempio, non ha sofferto minimamente gli oltre 50 gradi dell’asfalto, segno che la sospensione posteriore ha trovato una giusta taratura per salvaguardare il consumo delle gomme, anche con le mescole più morbide come la C5 che ha fatto il suo debutto stagionale.

La Scuderia difficilmente potrà ambire alla prima fila, ma l’ambizione di mettere una macchina in seconda non è affatto irrealistica. A Maranello, senza troppi clamori, stanno facendo importanti passi avanti, che consolidano il lavoro oscuro che è stato fatto nell’inverno per cancellare le gravi lacune della SF1000.

condividi
commenti
Piola: "La Red Bull evolve con i...denti di squalo"
Articolo precedente

Piola: "La Red Bull evolve con i...denti di squalo"

Articolo successivo

Ferrari spegne gli entusiasmi, ma la crescita è evidente

Ferrari spegne gli entusiasmi, ma la crescita è evidente
Carica i commenti