F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola
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Tecnica Red Bull: scopriamo i motivi del sorpasso sulla Mercedes

Se la squadra campione del mondo ha bloccato il lavoro in galleria del vento della W12, il team di Milton Keynes sta spingendo il massimo sforzo nello sviluppo della RB16B: nel GP d'Austria ha debuttato una nuova ala anteriore che lavora in sinergia con i diversi bargeboard, mentre nel retrotreno è stato confermato il diffusore con i denti di squalo disponibile anche per Perez.

Tecnica Red Bull: scopriamo i motivi del sorpasso sulla Mercedes

La Mercedes ha fermato il lavoro in galleria del vento subito dopo il GP dell’Azerbaijan (e il frutto di quell’ultima infornata di piccole novità si vedrà a Silverstone), mentre la Red Bull continua a introdurre a ritmo continuo degli aggiornamenti sulla RB16B.

La monoposto di Adrian Newey si sta rivelando imbattibile dal GP di Monaco (5 GP di fila con quattro successi di Max Verstappen e uno di Sergio Perez) e il pilota olandese ha messo insieme un bottino di 32 punti nel confronto con Lewis Hamilton che lo mette al riparo anche da un possibile ritiro.

Il GP di Spagna sembra lontano, lontanissimo, eppure sono trascorsi appena un paio di mesi dalla gara di Barcellona nella quale la Mercedes sembrava aver ripreso in mano le redini del mondiale, per proseguire l’impressionante sequenza iridata fatta, finora, di sette titoli mondiali consecutivi.

E, invece, s’è trattato di un’illusione, perché dall’appuntamento nel Principato la Red Bull ha cominciato a dettare il passo aprendo man mano una forbice che si sta facendo sempre più grande. La squadra di Milton Keynes non c’è GP dove non introduca novità tecniche più o meno importanti che stanno affinando il progetto RB16B che è, indiscutibilmente, quello che ha risentito di meno dei tagli aerodinamici decisi dalla FIA per quest’anno.

Se la Mercedes sembra essersi plafonata nella crescita (proprio come la Ferrari SF21), la Red Bull, insieme alla sorpresa McLaren, sta producendo il suo massimo sforzo per tornare a vincere un mondiale, rinverdendo una tradizione che si è interrotta alla fine dell’era aspirata nel 2013 con Sebastian Vettel come pilota.

La squadra condotta da Christian Horner è quella che con più coraggio è entrata nelle zone grigie del regolamento per trarre delle prestazioni, ma ogni volta che ci sono stati dei provvedimenti della FIA (vedi ali flessibili posteriori o pressioni di gonfiaggio sotto il valore prescritto da Pirelli) la RB16B non ha perso nemmeno un filo di competitività, dimostrando, anzi, di aumentare la differenza sulla concorrenza.

Questa solidità del progetto Red Bull, confermata da una power unit Honda che non si rompe più, sta frantumando le certezze della Mercedes. A Brackley erano convinti di disporre di una monoposto superiore: James Allison confidava nel fondo con le onde per ritrovare il carico del marciapiede tagliato, potendo fare affidamento sulla power unit più potente del lotto.

E, invece, il fondo non ha dato i risultati sperati e la Honda, lavorando sodo sull’affidabilità, è riuscita a recuperare la quindicina di cavalli che dividevano il 6 cilindri RA621 H dal propulsore di Brixworth. Per la prima volta la Mercedes sembra aver perso il filo dello sviluppo, forse per una correlazione mancante fra galleria del vento, CFD, simulatore e pista.

Ne sa qualcosa proprio la Red Bull che, all’inizio dello scorso anno, scoprì in pista che i dati della RB16B in pista non quadravano con il lavoro svolto a casa. Lo staff di Wache perse qualche mese per rimettere le cose a posto, mentre la Mercedes era lanciata alla conquista dei due titoli mondiali con la W11.

La mancata reazione di Brackley potrebbe trovare una spiegazione proprio in questo problema che deve essere risolto per il 2022, altrimenti il rischio è che la crisi attuale si proietti anche sulla monoposto a effetto suolo.

Intendiamoci, le differenze fra W12 e RB16B non sono abissali: i tecnici della Stella hanno sempre la sensazione di non essere lontani dalla creatura di Newey, anche se poi Lewis Hamilton scopre in pista di non avere gli strumenti necessari per contrastare la superiorità Red Bull.

L’inglese, che odia il simulatore, è andato la scorsa settimana a Brackley per provare alcune soluzioni aerodinamiche utili a ridurre l’eccessivo drag, per cercare di rendere la freccia nera più veloce sui rettilinei.

Un lavoro inutile: la configurazione aerodinamica scarica è stata bocciata dopo le prove libere, segno che il campione del mondo era in una sorta di cul de sac. La Red Bull, al contrario, per il secondo appuntamento sulla pista di Dietrich Mateschitz non si è limitata a cercare il miglior compromesso fra le opzioni disponibili, ma ha fatto debuttare delle soluzioni che fanno crescere l’intero pacchetto.

Red Bull Racing RB16B, confronto fra l'ala ala anteriore della Stiria e quella dell'Austria

Red Bull Racing RB16B, confronto fra l'ala ala anteriore della Stiria e quella dell'Austria

Photo by: Uncredited

Nell’avantreno sulla vettura di Verstappen ha fatto il suo debutto una nuova ala anteriore facilmente riconoscibile per il “ricciolo” più pronunciato che si osserva ai lati della parte centrale neutra, per meglio neutralizzare il micidiale vortice Y250. Man Mano che arrivano i pezzi nuovi da Milton Keynes vengono montati in macchina, senza aspettare la fornitura di ricambi per due vetture.

Interessante anche l’ultimo flap che mantiene il disegno sinuoso con la parte centrale a corda molto corta, con una porzione più alta in prossimità della paratia laterale e nella zona più interna.

Red Bull RB16B, confronto tra il bargeboard di Perez e quello nuovo di Verstappen

Red Bull RB16B, confronto tra il bargeboard di Perez e quello nuovo di Verstappen

Photo by: Giorgio Piola

La modifica dell’ala è sinergica a quella adottata nei bargeboard, ridisegnati sotto alla saracinesca di flap per aumentare la portata d’aria da spingere all’esterno della ruota posteriore, in modo da rendere meno perturbato dalle turbolenze della scia della gomma anteriore la zona del fondo tagliato a Z, dove si deve generare la minigonna pneumatica indispensabile a generare quella formidabile downforce che permette alla Red Bull di girare con ali a incidenza minima.

Entrambi i piloti a Spielberg hanno potuto sfruttare il diffusore dotato dei denti di squalo disposti lungo l’intero perimetro dei due Gurney flap: questa soluzione ha permesso di migliorare l’efficienza aerodinamica senza rinunciare alla spinta verticale.

Il cofano della Red Bull Racing RB16B aperto sulla griglia del GP d'Austria

Il cofano della Red Bull Racing RB16B aperto sulla griglia del GP d'Austria

Photo by: Giorgio Piola

Proprio sulla griglia del GP d’Austria si è rivista la porzione di cofano motore che è stata tenuta aperta fino a quando i meccanici non hanno dovuto lasciare la pista: la manovra permette di mantenere più basse le temperature della power unit Honda che può respirare meglio nella zona alta del 6 cilindri dove sono montati dei radiatori.

La porzione di cofano tolta non ha permesso di vedere alcun segreto Honda, che ci mostra invece Giorgio Piola nel suo disegno con il retrotreno della RB16B aperto…

Il posteriore della Red Bull Racing RB16B senza cofano

Il posteriore della Red Bull Racing RB16B senza cofano

Photo by: Giorgio Piola

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