F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola
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Red Bull RB16B: ecco la F1 con la... chiglia

La squadra di Milton Keynes dopo la sosta estiva conta di rimettersi in caccia della Mercedes dopo gli ultimi due GP (Gran Bretagna e Ungheria) nei quali ha perso il vantaggio di punti che si era costruita nei cinque appiuntamenti vincenti precedenti. La RB16B è attesa a Spa-Francorchamps con degli aggiornamenti utili a sfidare la W12 di Hamilton per sfruttare appieno il carico generato dal fondo della vettura.

Red Bull RB16B: ecco la F1 con la... chiglia

La sosta estiva è alle spalle e la F1 si prepara ad affrontare la seconda parte della stagione 2021 con un testa a testa fra Lewis Hamilton e Max Verstappen e una sfida tecnica fra Mercedes e Red Bull che ha il sapore del derby calcistico.

La squadra di Milton Keynes nelle ultime due gare ha raccolto solo delle briciole (5 punti iridati contro i 61 della Stella che ha ripreso la testa del mondiale in entrambe le classifiche iridate), interrompendo un’impressionante sequenza di cinque successi di fila (da Monte Carlo alla seconda gara del Red Bull Ring).

Max Verstappen, Red Bull Racing RB16B dopo il crash subito in Ungheria

Max Verstappen, Red Bull Racing RB16B dopo il crash subito in Ungheria

Photo by: Jerry Andre / Motorsport Images

Le vacanze possono aver placato il tasso di litigiosità fra le due squadre di vertice, ma alla ripartenza del mondiale dal GP del Belgio sarà interessante scoprire chi riuscirà a riprendere in mano il pallino di una sfida che si preannuncia appassionante e per niente scontata.

È indubbio che la Mercedes abbia fatto un grande salto in avanti da Silverstone in poi, quando ha introdotto un importante pacchetto aerodinamico caratterizzato da un fondo meno estremo (sono sparite le valve), ma indiscutibilmente più efficiente che ha permesso a Lewis Hamilton di ritrovare quella guida fluida che lo ha sempre caratterizzato negli anni dell’era ibrida.

Anche i motoristi di Brixworth hanno messo lo zampino sulla power unit per arginare la crescita Honda registrata dal GP di Francia, tanto che dalle analisi telemetriche è quasi sparito il coasting alla fine dei rettilinei, segno che c’è una diversa gestione dell’ibrido nell’arco del giro. Pur mantenendo il congelamento delle parti meccaniche il lavoro di affinamento al banco non è mai stato sospeso.

La Stella, quindi, si è ripresa lo scettro ed è tornata a brillare, ma la Red Bull conta di reagire già da Spa-Francorchamps. C’è chi ha posto l’attenzione sul fatto che la Pirelli proprio da Silverstone ha introdotto le gomme posteriori rinforzate nella costruzione, rompendo un equilibrio perfetto della RB16B e andando nella direzione dei “desiderata” della Mercedes, ma è una maldicenza gratuita, perché nessun lamento si è levato dal team di Milton Keynes nei confronti del fornitore unico.

Semplicemente a Brackley dalla Gran Bretagna hanno fatto un salto di qualità importante che costringe Red Bull a reagire. E non c’è alcun dubbio che la RB16B sia la monoposto più evoluta della stagione 2021: gli aerodinamici continuano a sviluppare la vettura di Adrian Newey cercando di recuperare il carico che si è perso con il taglio del fondo.

Rivedremo Verstappen in pista con ali molto scariche per contrastare le superiori velocità massime della W12 di Lewis, ma Max sarà messo nella condizione di affrontare in pieno il curvone di Puhon, prerogativa che l’anno passato era solo di Hamilton con la W11 iridata, vale a dire la migliore vettura guidata dall’epta campione.

La Red Bull quest’anno ha speso i due token di sviluppo per ridisegnare la scatola del cambio e la sospensione posteriore: un lavoro certosino che ha permesso alla squadra di Milton Keynes di correggere le carenze della RB16 del 2020, una F1 difficile da guidare che solo super Max era in grado di sfruttare appieno.

La scatola del cambio e la sospensione posteriore della Red Bull Racing RB16B

La scatola del cambio e la sospensione posteriore della Red Bull Racing RB16B

Photo by: Giorgio Piola

Nel disegno di Giorgio Piola si osservi la forma a chiglia della trasmissione che ha permesso di ridurre gli ingombri della scatola sollevando il differenziale più in alto a vantaggio di un maggiore passaggio di flussi più puliti e senza bloccaggi aerodinamici.

Newey, quindi, ha recuperato nella parte interna del fondo buona parte del carico che è stato perso dal taglio del marciapiede nel bordo d’uscita con l’introduzione delle regole 2021.

Doveva essere un intervento di poco conto che, invece, ha impattato più del previsto sulle prestazioni delle attuali vetture. E, proprio per questo, la ha rovesciato i bracci inferiori della Red Bull sospensione posteriore: il braccio di convergenza (azzurro) non è più quello che si articola alla struttura deformabile, ma è collocato nella parte anteriore, per cui gli elementi che costituivano il triangolo nel 2020 (colore giallo), si sono trasformati in due leve multilink che si trovano a monte del semi asse (rosso).

Confronto fra lo schema della sospensione posteriore Red Bull Racing RB16 e RB16B

Confronto fra lo schema della sospensione posteriore Red Bull Racing RB16 e RB16B

Photo by: Giorgio Piola

Il disegno rende chiaro come i bracci della sospensione assolvano anche un’importante funzione aerodinamica contribuendo a generare quella downforce nel retrotreno che permette alla RB16B di affrontare quasi ogni pista con alettoni particolarmente scarichi.

In Ungheria Verstappen ha accusato in particolare un fastidioso sottosterzo che lo ha condizionato, ma il problema non si dovrebbe ripetere a Spa-Francorchamps dove non sarà necessario il carico massimo di Budapest.

Stando alle indiscrezioni non è da escludere che sul tracciato delle Ardenne si riveda la simulazione delle ruote sterzanti posteriori che sono state sperimentate in stagione, ma che non hanno trovato un terreno fertile per la difficile regolazione e messa a punto che resta un must della Mercedes. Da Brackley si muovono con grande ottimismo per la trasferta belga che riapre le ostilità…

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