F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola
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Mercedes: un occhio a quei flussi complessi della W12

Uno scatto insolito ci permette di osservare l'aerodinamica della freccia nera con una visuale inusuale che ci permette di capire qual è l'andamento dei flussi grazie all'intervento di brage board, boomerang, generatori di vortice e deviatori di flusso. Si vuole spostare l'aria verso l'esterno della gomma posteriore, ripulendo la scia dalle turblenze della gomma anteriore. E si può comprendere quanto complessa sia la ricerca aerodinamica.

Mercedes: un occhio a quei flussi complessi della W12

Ecco un’inquadratura inconsueta della Mercedes W12: l’immagine di Giorgio Piola ci mostra con una vista prospettica frontale quanto di solito si può vedere lateralmente. L’inquadratura è molto interessante perché permette di seguire con una certa accuratezza l’andamento dei flussi che vengono orientati verso l’esterno della ruota posteriore grazie alla presenza di generatori di vortice e di deviatori di flusso in un complicatissimo studio di aerodinamica.

In primo piano vediamo i boomerang che via via sono sempre diventati più grandi: grazie ai quattro flap che somigliano a una schiena di dinosauro l’aria viene convogliata verso le “tapparelle”, vale a dire la… saracinesca di flap arcuati verso l’alto che si osserva nel bordo di uscita del fondo davanti al candelabro che si ancora all’ala centrale.

Sotto al profilo che contiene il cono antintrusione superiore si nota un separatore di flusso che di solito non è facile vedersi: l’aria che passa al suo interno viene portata verso il diffusore posteriore, mentre quella esterna è destinata ad essere espulsa lontano dal corpo della monoposto per limitare l’effetto negativo delle turbolenze che si creano con la ruota anteriore.

I complessi barge board l’anno prossimo saranno spazzati via grazie alla semplificazione aerodinamica che sarà introdotta dalle regole 2022. Nella parte bassa, dove si notano i cinque deviatori di flusso orientatati verso l’esterno, non sfugge il convogliatore di flusso arcuato che devia i filetti che sono diretti nella “bocca” del fondo e che alimentano il diffusore posteriore.

Sul marciapiede si possono apprezzare anche i due gruppi di flap specificatamente sagomati (sono uno diverso dall’altro per inclinazione e grandezza) che modificano l’andamento dell’aria verso gli slot laterali con un doppio soffiaggio.

Dietro al primo grappolo di flap ce n’è un secondo in prossimità del taglio a zeta sul fondo. Queste forme complesse sono state studiate da gruppi di ingegneri al CFD e poi sono state validate in galleria del vento. Si è arrivati a un’esasperazione estrema dei vortici spostare il flusso dove serve.

La foto ci mostra anche l’ingresso della bocca dei radiatori sormontata da un altro profilo alare. Guardando con attenzione si scopre che c’è una paratia verticale che separa la presa principale da quella esterna, differenziando l’aria destinata al raffreddamento della power unit M12. Non sfugge nemmeno il foro in prossimità della scocca che serve a portare aria fresca all’elettronica di controllo che è alloggiata nella parte inferiore della pancia sotto alle masse radianti.

Mercedes W12, dettaglio del fondo con un ricciolo nel bordo d'uscita

Mercedes W12, dettaglio del fondo con un ricciolo nel bordo d'uscita

Photo by: Giorgio Piola

La foto qui sopra, invece, mette in evidenza come il pavimento del fondo evidenzi un piccolo "ricciolo" nel bordo d'uscita  davanti alla ruota posteriore. Ha il compito di indirizzare il flusso che esce dal vistoso convogliatore d'aria composto da tre slot.

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