F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola
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Mercedes: Hamilton si... scarica e torna protagonista

Lewis è riuscito ad agguantare un'inattesa seconda posizione sulla griglia del GP dell'Azerbaijan: l'inglese ha lavorato con la squadra per deliberare una W12 difficile da guidare, ma molto prestazionale che gli ha permesso di andare oltre i problemi di innesco delle temperature delle gomme. Hamilton ha scelto un assetto aerodinamico meno resistente, mentre Bottas è rimasto con una soluzione meno estrema, ma poco efficiente.

Mercedes: Hamilton si... scarica e torna protagonista

Lewis Hamilton ieri ha dato un saggio della sua capacità di sapere ribaltare a suo favore le situazioni negative: l’inglese è riuscito a portare la Mercedes W12 in prima fila al fianco della Ferrari di Charles Leclerc con un giro che gli ha permesso di sistemarsi davanti alla Red Bull di Max Verstappen, il concorrente diretto nella lotta per il mondiale.

L’epta campione fino alla fine delle prove libere ha scandagliato delle soluzioni aerodinamiche diverse per trovare un equilibrio fra il treno anteriore e quello posteriore, lavorando molto sulla messa a punto meccanica della freccia nera per trovare il grip necessario a innescare la temperatura le gomme, in modo tale da poter scaricare le ali e migliorare le velocità massime sul lungo rettilineo di 2,2 km.

In qualifica Lewis è riuscito a mettere tutto insieme, cucendo un giro che gli è valso la seconda posizione e una velocità massima di 334,9 km/h (con la scia di Bottas) e che lo renderà più difficilmente superabile in gara.

Mercedes F1 W12, dettaglio dell'ala posteriore

Mercedes F1 W12, dettaglio dell'ala posteriore

Photo by: Giorgio Piola

La Mercedes a Baku aveva scommesso su una configurazione aerodinamica da medio carico: nelle prove libere del venerdì, infatti, i due piloti avevano usato l’ala vista a Portimao con il monopilone, per poi passare entrambi al doppio sostegno in FP2. I risultati sono stati disastrosi nel giro secco, mentre erano positive le indicazioni sul passo gara.

E i tecnici di Brackley allora hanno differenziato le scelte con Hamilton che ha scelto una W12 più instabile nel tratto guidato, ma veloce sul rettilineo, mentre Bottas ha optato per una soluzione più prudente, con un maggiore carico aerodinamico.

In qualifica Lewis ha puntato su un’ala posteriore con il profilo principale con una corda più corta e un bordo d’entrata meno sollevato e con un cucchiaio meno pronunciato. Il flap mobile oltre a essere meno incidente è anche più piccolo, con una vistosa V centrale, mentre quello di Bottas è appena visibile. L'inglese ha ripreso il monopilone, mentre Bottas è rimasto fedele alla soluzione in grado di garantire più carico.

L'ala posteriore di Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W12, al GP dell'Azerbaijan

L'ala posteriore di Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W12, al GP dell'Azerbaijan

Photo by: Giorgio Piola

L'ala posteriore di Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W12, al GP dell'Azerbaijan

L'ala posteriore di Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W12, al GP dell'Azerbaijan

Photo by: Giorgio Piola

Prima di iniziare la Q2, sulla freccia nera di Hamilton è stata scaricata anche l’ala anteriore per trovare un buon bilanciamento fra i due treni e, con due giri di lancio, è riuscito a centrare una prestazione in Q3 che ha festeggiato come fosse una pole position.

L’unica preoccupazione della Mercedes è la partenza: la W12, infatti, non eccelle con il pieno di benzina e fa fatica a mandare subito le gomme nella giusta finestra di funzionamento.Sembra emergere il difficile adattamento della freccia nera alle nuove gomme Pirelli che hanno una costruzione più rigida.

Finora si è sostenuto che le nuove regole aerodinamiche avrebbero penalizzato le vetture che adottano un angolo di Rake minimo, mentre ora prende corpo l'idea che sia il passo molto lungo a rendere più ficcile il comportamento della vettura nei tratti più lenti. Si spiegherebbe anche la crisi profonda che ha colpito anche l'Aston Martin che è allineata all'interasse della Mercedes.

Lewis dovrà difendersi dal certo attacco di Max Verstappen al via, ma avrà modo di rifarsi durante la corsa perché a Baku non mancano certo le occasioni di sorpasso e la Red Bull dell’olandese è più lenta come velocità massima (327,3 km/h). La Ferrari di Leclerc potrebbe approfittarne per andare al comando…

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