F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola
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Ferrari: come combattere la "fame d'aria" in Messico

La Scuderia per il GP in altura a Città del Messico ha rivisto la configurazione aerodinamica per assicurare alla power unit il necessario raffreddamento: servono ali e sfoghi più grandi maggiorati per combattere gli effetti negativi della rarefazione dell'aria. Anche i cestelli dei freni ora sono stati chiusi, mentre ad Austin erano generosamente aperti.

Ferrari: come combattere la "fame d'aria" in Messico

C’è molta attesa a Città del Messico per quello che la Ferrari sarà in grado di fare nel weekend sudamericano. La Scuderia è consapevole di andare verso l’evento più favorevole di questo calendario di fine stagione ed è giustificato che le SF21 siano guardate con un occhio di riguardo nel paddock.

La rossa è stata adeguata per rispondere alle necessità di una pista molto particolare come quella dei fratelli Rodriguez. Non è tanto la configurazione del tracciato, quanto l’altitudine a richiedere specifici interventi per contrastare la rarefazione dell’aria che si registra a una quota di oltre 2.200 metri.

Il motore 065/6 evo della Ferrari dotato del nuovo sistema ibrido

Il motore 065/6 evo della Ferrari dotato del nuovo sistema ibrido

Photo by: Giorgio Piola

I tecnici della Ferrari sono convinti che il gap di potenza del motore termico da Mercedes e Honda si vedrà di meno, visto che il 6 cilindri perderà potenza per l’aria meno densa, ma a compensare il calo di cavalli ci penseranno il turbo-compressore che sarà chiamato a girare più a lungo vicino al limite dei 150 mila giri al minuto e il nuovo sistema ibrido, un plus sul quale Charles Leclerc e Carlos Sainz possono fare affidamento per contendere alla McLaren il terzo posto nel mondiale Costruttori.

Per non mettere in crisi l’affidabilità della power unit 065/6 evo gli ingegneri hanno deciso di deliberare il cofano motore che in coda si apre a megafono, con la massima capacità di estrarre il calore dalle pance a costo di peggiorare l’efficienza aerodinamica.

Per l’aria meno densa gli aerodinamici ricorrono a una configurazione di massimo carico aerodinamico, per cui la maggiore resistenza all’avanzamento non costerà come se si corresse al livello del mare, tant’è che le monoposto raggiungeranno sui rettilinei delle velocità alla speed trap che potrebbero essere superiori a quelle di Monza, il “tempio della velocità”.

Dettaglio dei cestelli dei freni chiusi della Ferrari SF21

Dettaglio dei cestelli dei freni chiusi della Ferrari SF21

Photo by: Giorgio Piola

A Maranello hanno scelto anche i cestelli dei freni completamente chiusi, segno che non c’è bisogno di contribuire a scaldare le gomme attraverso l’irradiamento del calore dei cerchi, mentre è stata rivista la portata delle prese dei freni destinate al raffreddamento di pastiglie e disco proprio per combattere gli effetti dell’aria rarefatta che porta ad allungare leggermente gli spazi di frenata.

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