Aston Martin: quello scasso per creare la minigonna

La squadra di Silverstone cerca di riprodurre la "minigonna pneumatica" ai lati del fondo richiamando l'aria sotto al marciapiede grazie a un'asportazione del pavimento maggiore di quella imposta dalla FIA. L'idea che gli aerodinamici di Andy Green stanno cercando di mettere a punto è seguita anche da Mercedes, Red Bull e Alpine.

Aston Martin: quello scasso per creare la minigonna

La FIA ha tagliato il fondo delle Formula 1 e ha vietato gli slot nella speranza di ridurre il carico aerodinamico, impedendo che le fessure potessero riprodurre le “minigonne pneumatiche” con le quali sigillare il pavimento all’asfalto.

Le squadre, invece, non hanno perso tempo nel tentativo di trovare una soluzione grazie alla quale fosse possibile trasferire il flusso sotto al fondo con l’intento di ritrovare la minigonna d’aria.

McLaren MP4-24 2009, vista dall'alto con i tagli sul fondo

McLaren MP4-24 2009, vista dall'alto con i tagli sul fondo

Photo by: Giorgio Piola

Non potendo aprire dei buchi sul pavimento, gli aerodinamici hanno pensato bene di introdurre un concetto che si rifà a un’idea del passato. Bisogna tornare indietro al 2009 quando la McLaren introdusse sulla discussa MP4-24 un taglio del fondo che aveva l’obiettivo di trasferire il flusso dalla parte superiore a quella inferiore.

La monoposto curata da Paddy Lowe, Neil Oatley e Pat Fry non aveva fatto sfracelli (il mondiale lo vinse Jenson Button con la BrawnGP davanti alla Red Bull) visto che Lewis Hamilton vinse solo due gare. I tagli sul fondo non ebbero un grande successo, ma l’idea che non aveva funzionato adeguatamente allora, potrebbe dare dei risultati importanti oggi.

Aston Martin AMR21, dettaglio del fondo

Aston Martin AMR21, dettaglio del fondo

Photo by: Giorgio Piola

L’Aston Martin, per esempio, si è presentata alla prima gara con un fondo che mostra uno scasso a metà macchina che riduce ulteriormente la superficie del marciapiede. Verrebbe da dire che il taglio potrebbe produrre un'altra perdita di carico aerodinamico, ma non dovrebbe essere così perché i tecnici hanno pensato bene di montare dei deviatori di flusso che hanno la funzione di spingere l’aria proprio nella superficie aperta in modo tale da alimentare una diversa minigonna pneumatica sotto al fondo.

Aston Martin AMR21, dettaglio del fondo con tre deviatori di flusso visti nei test collettivi

Aston Martin AMR21, dettaglio del fondo con tre deviatori di flusso visti nei test collettivi

Photo by: Giorgio Piola

Gli ingegneri di Andy Green nei test avevano sfruttato tre piccoli deviatori di flusso con l’intento di creare un flusso che fosse condizionato a finire sotto al marciapiede, ma la portata d’aria non era tale da innescare l’effettivo funzionamento della “minigonna pneumatica” rendendo la AMR21 particolarmente instabile nel comportamento.

E così per l’appuntamento di apertura della stagione 2021 hanno pensato bene di creare una sorta di canale fra due file di deviatori di flusso: la prima di cinque elementi curvilinei e la seconda “batteria” di appena tre.

Mercedes W12 dettaglio della rientranza del fondo

Mercedes W12 dettaglio della rientranza del fondo

Photo by: Giorgio Piola

Le cose sono leggermente migliorate ma la “verdona” non esprime il potenziale che dovrebbe, mentre la “cugina” Mercedes adotta una soluzione simile a quella Aston Martin ma molto più primordiale con uno scasso nel fondo più piccolo e senza i deviatori di flusso che devono dare origine a dei vortici.

Red Bull Racing RB16B dettaglio del fondo con lo scalino e un deviatore di flusso

Red Bull Racing RB16B dettaglio del fondo con lo scalino e un deviatore di flusso

Photo by: Giorgio Piola

Il concetto, comunque, deve essere corretto perché anche Red Bull e Alpine, ciascuna per la propria strada, stanno andando nella stessa direzione, segno che l’idea merita di essere sviluppata, ma ancora non ha trovato la migliore messa a punto per dare i risultati che magari si sono visti in sede sperimentale al CFD o in galleria del vento.

Sarà interessante scoprire chi per primo arriverà a trarre dei vantaggi: la sensazione è che l’Aston Martin svolga degli esperimenti per conto della Mercedes e sulle W12 vedremo certe modifiche solo quando ci sarà la certezza che saranno utili a migliorare le performance…

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