McLaren: c'è la sospensione posteriore innovativa!

McLaren: c'è la sospensione posteriore innovativa!

Sulla MP4-29 Tim Goss ha cercato di usare i bracci posteriori per creare una sorta di tapparella

La McLaren ha rischiato di saltare i test di Jerez con la MP4-29 per il ritardo con cui ha superato il crash test frontale, mentre in realtà è la prima squadra che ha presentato la monoposto 2014, visto che Force India e Williams hanno mostrato solo foto di lancio o rendering al computer! La squadra di Woking ha iniziato una rivoluzione interna che è condotta da Ron Dennis, il “vecchio capitano” che ha ripreso in mano il timone della nave per rimettere sulla linea del galleggiamento una squadra che nel 2013 ha iniziato ad inabissarsi. NIENTE SPONSOR E COLORE ARGENTO La MP4-29, come avevamo anticipato, è stata presentata nel colore argento e senza main sponsor, alla presenza dei due piloti Jenson Button e il debuttante Kevin Magnussen. Ha destato molta attenzione l’assenza di Martin Whitmarsh che è già virtualmente fuori dal team, in attesa di fare posto all’arrivo di Eric Boullier, transfuga team principal della Lotus. SARA’ L’ARMA DELLE RISCOSSA? La macchina è un’esecuzione piuttosto curata come sempre e segna un taglio netto con la deludente MP4-28 dello scorso anno che non ha conquistato nemmeno un podio, ma dà la sensazione di essere in formato XL. Il direttore tecnico Tim Goss ha ricusato la sospensione anteriore pull rod, tornando ad un più classico schema push rod. Con l’abbassamento della scocca obbligatorio per regolamento è stato possibile ridurre l’inclinazione dei bracci delle sospensioni. IL MUSO HA LA PROBOSCIDE Il muso è piuttosto mastondontico e mostra la “proboscite” centrale per rispettare le misure regolamentari: nonostante il “becco” sulla punta del naso si ha la sensazione che la portata d’aria sotto alla scocca garantisca ancora un flusso necessario ad alimentare il diffusore posteriore. L’ala anteriore, che è più stretta di quella dello scorso anno. è già quella che vedremo ai test di Jerez: c’è un accurato studio di micro-aerodinamica per cercare di schermare la ruota anteriore che ora risulta più esposta all’aria. Vistosi quindi gli upper flap e numerosi i soffiaggi fra i tre piani dei flap. PANCE ALTE CON BOCCHE GRANDI Ciò che colpisce di primo acchito sono le bocche delle pance che devono portare l’aria alle masse radianti: i tecnici di Woking vogliono essere sicuri di garantire l’indispensabile raffreddamento alla power unit Mercedes, che al V6 turbo da 1,6 litri aggiunge i sistemi ibridi. L’intercooler del turbo è aria/aria: questo ha portato a pacchi radianti più grandi anche se il motore termico di Brixworth richieda meno superficie acqua e olio rispetto al V8. La pance, quindi, sono nella parte alta sono molto massicce e arrivano quasi a toccare i deviatori di flusso laterali, mentre in basso sono molto svasate alla ricerca di un “marciapiede” piuttosto pronunciato sul fondo. SOSPENSIONE POSTERIORE INNOVATIVA La McLaren nelle foto del lancio ha cercato di raggiungere la novità più interessante che si trova nel retrotreno: la FIA, infatti, ha vietato l’uso dell’ala inferiore posteriore che faceva da sostegno alle paratie, ma che assolveva anche ad un’importante funzione aerodinamica. Tim Goss e Matt Morris hanno dato corso ad una sospensione posteriore innovativa (con lo schema pull rod) nella quale il tirante di convergenza farebbe da cascata al braccio superiore, per creare un’ipotetica “tapparella”, in modo da simulare almeno in parte l'efficacia dell’ala posteriore inferiore. L’effetto lo si nota in particolare nella carenatura piuttosto massiccia che si vede nella zona superiore del portamozzo. Il concetto, comunque, non è del tutto nuovo perché nel 2007 sulla MP4-22 si era già vista una carenatura del braccio di convergenza sulla macchina progettata da Mike Coughlan. PRESA D’ARIA SOLO PER IL V6? Fa una certa impressione anche la presa dinamica del motore V6 Mercedes: la sensazione è che non serva solo ad alimentare il propulsore per quanto è grande. Il cofano motore arriva fino in coda e mostra una piccola pinna. L’aria calda dei radiatori viene incanalata nella parte centrale e sfocia nel retrotreno. L’alettone posteriore è retto da un unico pilone centrale ancorato ad un arco in carbonio nel quale pare soffiare lo scarico: sembrerebbe studiato apposta per accogliere il doppio DRS. Vedremo…

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Piloti Jenson Button , Kevin Magnussen
Articolo di tipo Ultime notizie