Formula 1

Sprint Qualifying: meno pathos, ma il giudizio resta sospeso

Il mondo della F1 è spaccato nel giudicare la "garetta" del sabato: dopo i 17 giri di Silverstone è mancata l'adrenalina vista dopo le qualifiche e lo stesso Ross Brawn ammette che ci potranno essere dei correttivi a un format che ha aspetti positivi ma che necessita di una inevitabile messa a punto. Per ora vale la sospensione del giudizio.

Il buonsenso suggerisce che bisognerà attendere ancora un po' per farsi un’idea. L’idea della Sprint Qualifying, sin da quando è stata annunciata, ha spaccato l’opinione degli appassionati e degli stessi addetti ai lavori, creando una grande attesa alla vigilia del suo debutto.

Non tutti i punti interrogativi hanno trovato una risposta, perché se da una parte si è assistito ad una bella rimonta di Fernando Alonso e ad una partenza zoppicante (costata la leadership) di Lewis Hamilton, dall’altra il pathos che anima il finale delle qualifiche, confermato ventiquattr’ore prima con una sessione spettacolare, ha lasciato il posto ad un arrivo a basso tasso di intensità emotiva.

Al termine delle qualifiche di venerdì i team radio della Mercedes e l’esultanza di Hamilton sono stati contagiosi, mentre l’epilogo della Sprint Qualifying non è stato molto diverso dal termine di una sessione di prove libere, lasciando un senso di incompiuto. Una pole, che non è una pole, una gara, che poi una gara non è. Il giro di pista su un bus (ahimé, coperto) riservato ai primi tre classificati, ha aggiunto poco.

Ross Brawn, uno dei grandi sostenitori di questo format, si è confermato entusiasta, ma ha anche sottolineato che c’è ancora da lavorare.
“Lasceremo passare qualche giorno – ha commentato - poi ci confronteremo con la FIA e con le squadre per capire se ci sono dei cambiamenti da apportare per migliorare il tutto. Quest’anno non cambieremo il format di base, penso che dopo le tre gare (dopo Silverstone la Sprint Qualifying è prevista a Monza e a San Paolo) ci siederemo e decideremo come operare in ottica futura. Ma finora, trovo il tutto molto positivo”.

Chissà se Formula 1 (insieme a FIA e alle squadre) riuscirà a trovare un modo per dare un senso maggiore a questa gara di cento chilometri, impresa non impossibile ma necessaria.

Al momento, però, si è notata la differenza tra l’epilogo a basso tasso di adrenalina osservato oggi, ed il finale della Q3 vissuta ieri. Ovviamente Silverstone ha offerto entrambi i menù (in momenti diversi e con palcoscenici differenti) e da quanto visto in questo primo atto, le qualifiche di venerdì, per adrenalina e imprevedibilità, sono state un’altra cosa rispetto ai cento chilometri percorsi ventiquattr’ore dopo.

C’è però un aspetto che la Sprint Qualifying ha permesso di riscoprire, ed è quello legato alla libertà di scelta degli pneumatici.
“Penso che sia un ottimo punto – ha confermato Brawn – è un aspetto che valuteremo, fa parte delle cose interessanti legate a questo format, ovvero l’obbligo di utilizzare tutti la stessa gomma in qualifica abbinato alla totale libertà di scelta in vista della gara”.

Oggi a Silverstone solo quattro piloti hanno preso il via con gomme soft, una scelta che ha pagato molto nel caso di Alonso, ma ha funzionato bene anche con Ocon, Raikkonen e lo stesso Bottas.

C’è chi ha guadagnato posizioni e chi ha mantenuto quella occupata sulla griglia di partenza, ma il temuto degrado non si è visto. I diciassette giri della Sprint Qualifying hanno però evidenziato anche altri aspetti che le squadre valuteranno bene in vista della gara di domani, ad iniziare dal blister emerso negli ultimi giri sulle gomme medie di Verstappen e Hamilton, che hanno spinto dal via al traguardo, senza risparmiarsi.

C’è chi ha fatto notare che Hamilton, autore del giro più veloce sia ieri che oggi, si accomoderà in seconda posizione sulla griglia di partenza di domani.

Un controsenso rispetto al significato che per 72 anni ha avuto il termine pole position, ma su questo fronte è probabile che ci sarà un passo indietro. Il paddock ha sentenziato che la pole deve restare il premio da assegnare al pilota autore del giro più veloce in qualifica, e anche lo stesso Brawn ha lasciato aperta una possibilità di ripensamento:
“È un aspetto che dovremo valutare. Assegnare la pole position venerdì? Ci confronteremo con la FIA e con le squadre, ma resto convinto che dobbiamo rispettare la storia senza però essere frenati da ciò che questo sport è stato in passato”.

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