Perez: "Devo imparare al simulatore McLaren"

Il messicano ha già trascorso una ventina di giorni sulla Mp4-28 virtuale e deve migliorare la preparazione fisica

Perez:
Emozionato e felice, questo lo stato d’animo di Sergio Perez, che tutti nel team McLaren già chiamano affettuosamente “Checo”. Ma il 23enne messicano è anche un tipo combattivo. “Quale risultato riterrei deludente in questa prima stagione alla McLaren? Non vincere il campionato!” ha affermato ridendo il driver ex-Sauber alla presentazione della Mp4-28. Autore di divertenti siparietti con Jenson Button, non senza il contributo a distanza di Martin Withmarsh: “Checo è giovane ed è stato veloce in maniera fantastica con la Sauber. Per contro Jenson è più vecchio di 10 anni, ma è decisamente affamato! I consigli che posso dargli sono di lavorare duro, imparare da Jenson e divertirsi!”. Più o meno scherzosamente dunque il team principal della squadra Vodafone McLaren Mercedes ha pungolato la “recluta” a un grande impegno. Responsabilità di cui Sergio Perez è perfettamente consapevole. “Nelle ultime settimane sono stato spesso Technical Centre a parlare con gli ingegneri, a seguire l’assemblaggio della macchina. Ma soprattutto ho passato 15-20 giornate al simulatore, molto importante per capire la nuova vettura. Non soltanto perché per me è tutto da scoprire, a partire dai comandi alle reazioni dell’auto, ma anche in considerazione del fatto che i test prima del campionato si faranno al freddo, mentre la prima gara, in Australia, sarà in un clima caldo che modificherà il comportamento della vettura”. Finora Checo non aveva una gran conoscenza di simulatore per cui il messicano ha dovuto imparare (non senza qualche difficoltà) il sistema molto all’avanguardia della McLaren, ma ciò che più ha preoccupato gli uomini della squadra di Woking è il livello di preparazione fisica con cui si è presentato al nuovo team: il giovane pilota è stato sottoposto ad un duro lavoro quotidiano di allenamento per portarlo ad aumentare la capacità di concentrazione nella durata delle possibili due ore di un Gran Premio. Il messicano si sta impegnando molto, ma deve acquisire i nuovi metodi di preparazione per raggiungere quello standard che è richiesto ad un pilota di un top team che ha l’ambizione di lottare per il titolo mondiale…

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