F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola
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Segreto Ferrari: sotto al muso della SF21 c'è un doppio cape!

La Scuderia dall'inizio del campionato ha mostrato una SF21 molto competitiva nelle curve a bassa velocità: i tecnici del Cavallino sono riusciti a ridurre la resistenza del muso, ma contemporaneamente hanno saputo incrementare il carico aerodinamico con un'interessante soluzione sotto al mantello che genera una sorta di doppio fondo.

Segreto Ferrari: sotto al muso della SF21 c'è un doppio cape!

La Ferrari ha deluso. Dalle rosse impegnate all’Hungaroring era lecito aspettarsi qualcosa di meglio del settimo posto di Charles Leclerc e del 15esimo di Carlos Sainz: la SF21, infatti, aveva mostrato degli sprazzi di competitività che facevano pensare di vedere la Scuderia al terzo posto fra le forze in campo, subito dietro a Mercedes e Red Bull.

Seppur per pochi millesimi di secondo il monegasco è stato costretto a cedere il passo all’AlphaTauri di Pierre Gasly e alla McLaren di Lando Norris, raccogliendo una posizione in griglia poco soddisfacente.

Nei tifosi del Cavallino erano riposte molte speranza per la trasferta magiara, con la pista più simile, per quanto sia un impianto permanente, a quella del Principato di Monaco, dove le Rosse erano sembrate in grado di lottare alla pari con i due top team. La pole position di Leclerc, prima del crash alle Piscine, aveva illuso che la Scuderia potesse puntare alla vittoria.

L’appuntamento sembrava rinviato in Ungheria, ma è sembrato fin troppo chiaro da subito che la Ferrari non aveva il potenziale nemmeno per puntare alla zona podio, sebbene la SF21 mostri doti importanti di trazione in uscita dalle curve.

Nel corso della stagione è stato esaltato il carico aerodinamico che la monoposto del Cavallino riesce a esprimere a bassa velocità.

Ferrari SF21: ecco il doppio cape visto da sotto il muso della rossa

Ferrari SF21: ecco il doppio cape visto da sotto il muso della rossa

Photo by: Giorgio Piola

Il disegno di Giorgio Piola ci permette di capire come sia stata incrementata la downforce sul treno anteriore, pur non dovendo fare ricorso a un’ala particolarmente incidente.

Il nostro esperto di tecnica è riuscito a cogliere il muso della rossa rovesciato, in una posa solitamente negata agli obiettivi dei fotografi, mostrandoci una soluzione che, finora, ci è stata negata alla vista.

Gli aerodinamici del Cavallino, non si sono limitati a ridisegnare la parte superiore del naso con il chiaro intento di ridurre la resistenza all’avanzamento della SF21, ma hanno lavorato sodo in galleria del vento per trovare una maggiore downforce che non costasse in termini di drag.

Il muso, infatti, è un elemento molto complesso che nella vista dal sotto rivela quello che possiamo definire una sorta di “doppio cape”. Oltre al mantello che si osserva facilmente anche da sopra, c’è un secondo profilo ogivale (colorato in giallo e indicato dalla freccia nera) che crea una sorta di doppio fondo anteriore.

Questa soluzione è molto interessante, perché la Ferrari ha colto dei buoni risultati nella correzione degli errori della SF1000 anche nell’avantreno, mentre i due gettoni di sviluppo sono stati spesi dallo staff di Enrico Cardile nel retrotreno con il cambio rialzato di 30 mm che ha permesso anche nuovi attacchi della sospensioni.

Il disegno ci evidenzia anche la presenza di un lettore laser nella chiglia del muso: il sensore è utile nelle prove libere per misurare l’altezza da terra e le sue variazioni che sono fondamentali nella gestione dell’assetto Rake.

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