Sainz: "Positiva la reazione Ferrari ai problemi della Francia"

Lo spagnolo alla vigilia delle prove libere del GP di Stiria ammette che non bastano tre giorni di lavoro a Maranello per risolvere il guaio della gestione delle gomme "ma abbiamo messo a a fuoco un piano per il breve, medio e lungo termine per provare a risolvere questo problema”. Carlos è stato partecipe di tutti gli incontri: ""È interessante vedere come una squadra così grande si sia mobilitata per affrontare e risolvere la questione".

Sainz: "Positiva la reazione Ferrari ai problemi della Francia"

Non avrebbe potuto essere diverso lo scenario che ha accolto la Ferrari al Red Bull Ring. L’onda dei problemi accusati nella gara del Paul Ricard da Carlos Sainz e Charles Leclerc è arrivata fino in Austria, e nella conferenza stampa del giovedì è stata la prima domanda posta a Sainz.

A Maranello gli esiti della trasferta francese hanno fatto scattare l’allarme e dalle parole di Carlos è emerso che sono partiti più piani per cercare di risolvere la spinosa problematica legata alla gestione degli pneumatici.

Qualcosa, in questa direzione, sarà provata già domani in pista a Spielberg, ma Sainz ha confermato che per una soluzione definitiva ci vorrà un po' di tempo.

Sei riuscito a capire l’origine dei problemi che avete accusato domenica al Paul Ricard?
“Sono trascorsi solo tre giorni da quando abbiamo riscontrato il problema, e nel team siamo rimasti piuttosto sorpresi da quanto è accaduto. Ma sapevamo da un po' di essere esposti al degrado delle gomme anteriori".

"È interessante vedere come una squadra così grande si sia mobilitata per affrontare e risolvere questo problema, sono stato coinvolto in tutti gli incontri ed in tutte le discussioni mirate a capire come poter migliorare questa situazione. Ho trascorso questi tre giorni (dopo il Paul Ricard) a Maranello, abbiamo messo a fuoco un piano per il breve, medio e lungo termine per provare a risolvere questo problema”.

Che aspettative hai alla vigilia di questo weekend?
“Questa è una pista divertente per i piloti, in gara c’è sempre una notevole battaglia. Si combatte per entrare nella zona DRS, o per non fare entrarci chi è alle tue spalle, perché con questi rettilinei l’ala mobile fa una bella differenza".

"In qualifica il giro è davvero molto veloce, e personalmente credo che il tratto più interessante siano le ultime due curve, un tratto in discesa, e direi che la curva ‘9’ se hai il giusto grip è davvero al limite dall’essere fatta in pieno, quindi direi che complessivamente in qualifica dovremo fare un giro ‘folle’, e non potremo permetterci il minimo errore perché perdere un decimo su questa pista vuol dire perdere molto. Complessivamente è un circuito molto impegnativo sul fronte della guida”.

Mattia Binotto ha dichiarato che per risolvere definitivamente il problema legato alla gestione degli pneumatici potrebbe richiedere un po' di tempo. Su quali piste credi che potrete dover affrontare nuovamente questa situazione?
“Sui circuiti più limitati sull’asse anteriore abbiamo dei problemi, quindi sapevamo già alla vigilia del Gran Premio di Francia che avremmo potuto avere delle difficoltà. Venerdì è stato abbastanza caldo e la pista era in condizioni decenti, ed in quella situazione non abbiamo visto alcuna indicazione che ci ha fatto temere per l’asse anteriore, ma improvvisamente domenica il cambio delle condizioni della pista hanno innescato per noi un grosso problema".

"Sono d'accordo con Mattia, in tre giorni non è possibile trovare una soluzione definitiva, quindi restiamo un po' esposti su questo fronte, ma possiamo fare qualcosa per iniziare a imparare. Penso che quello che ci manca al momento sia la possibilità di sperimentare, valutare diverse tipologie di assetto per poter tamponare il problema. Allo stesso tempo ci sono indagini maggiori che sono partite e che porteranno a delle soluzioni nel medio e lungo periodo”.

Dopo sette gare ti senti più a tuo agio in Ferrari? C'è qualcosa che vorresti ancora cambiare per adattarti ancora meglio?
“Ad essere sincero… mi sono sentito subito a casa. Ho avuto i primi incontri con la squadra a dicembre e ho subito avuto la sensazione che tutti mi stessero già ascoltando e prestando attenzione, un passaggio che solitamente arriva dopo i primi test e le prime gare, dopo aver lavorato insieme ed essersi ascoltati a vicenda. A volte un pilota ha delle idee un po' strane, in altre occasioni meno, ma complessivamente sento di essere a casa, siamo tutti a casa, e non ho bisogno di altro. Vedo che tutti prestano attenzione al mio punto di vista, e allo stesso modo io ascolto tutte le persone della squadra, ma sono sicuro che con il tempo andrà ancora meglio, credo sia naturale”.

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