Ricciardo non trova le cause della sua crisi in McLaren

L'australiano ha trovato un buon feeling con la McLaren, ma non riesce a estrarre in qualifica tutto il potenziale della MCL35 M, sommando distacchi molto pesanti dal compagno di squadra Lando Norris. Daniel si è impegnato a cambiare lo stile di guida, ma, sebbene registrei dei progressi gara dopo gara, le prestazioni restano deludenti per un pilota del suo livello.

Ricciardo non trova le cause della sua crisi in McLaren

Lando Norris secondo a 48 millesimi dalla pole position, Daniel Ricciardo tredicesimo, incapace di uscire dalla Q2. C’è un abisso fra le due McLaren e se la monoposto di Woking dovesse essere giudicata dalle prestazioni dell’australiano ci sarebbe da mettere le mani nei capelli, altro che terzo posto nel mondiale Costruttori.

Daniel sta attraversando una crisi profonda: finora il team ha sempre cercato di metterlo a suo agio evitando di mettergli un’inutile pressione nella consapevolezza che un pilota del suo calibro prima o poi debba tornare dove tutti si aspettano. Ma l’attesa si allunga e la soluzione dei problemi misteriosi non sembra alla vista.

Ricciardo insiste sul fatto che sta facendo dei progressi per risalire la china con la McLaren, nonostante le frustrazioni inevitabili dopo le deludenti qualifiche per il Gran Premio d'Austria.

" Sento che abbiamo fatto dei progressi rispetto alla scorsa settimana in alcune aree e, se non guardassi la classifica, direi che questo è un weekend migliore. Ma sfortunatamente non si sta traducendo sul cronometro”.

L’australiano sta lavorando sodo nel tentativo di adattare il suo stile di guida alla MCL35 M, ma, come ammette il team principal Andreas Seidl la monoposto di Woking richiede un approccio diverso per trarne il massimo.

"Continuerò a lavorarci, perché mi sento decisamente più a mio agio in macchina ora. Dopo questo tris di gare ho avuto modo di stare molto in macchina che mi ha permesso di trovare una buona confidenza. Certo ci sono ancora un paio di piccoli errori qua e là, ma se non guardassi la classifica, allora, nella mia testa, penserei di aver fatto un buon lavoro”.

Questo è il dato più evidente del momento difficile di Daniel: non si rende conto della mancanza di prestazione in qualifica, perché poi in gara riesce a fare solitamente meglio…

“E’ evidente che c'è ancora qualcosa che manca e penso che dovremo scavare ancora per capire cosa fare. Siccome quello che manca non è un decimo, ma parliamo di grandi differenze dobbiamo approfondire l’analisi per capire cosa succede”.

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