Red Bull vuole sfruttare la scia Mercedes per attaccare al via

La partenza del GP del Messico offre una grande opportunità a Verstappen di rifarsi al via della gara delle deludenti qualifiche di ieri concluse dietro alle Mercedes. Max spera di far valere la scia nel lungo rettilineo che porta alla prima curva per infilare le W12. Partendo da fermo le simulazioni dicono che può valere fino a 3 decimi. Bottas e Hamilton cercheranno di proteggersi come avevano fatto le Ferrari nel 2019?

Red Bull vuole sfruttare la scia Mercedes per attaccare al via

Gli 811 metri che separano la linea di partenza dalla staccata di curva ‘1’ sono motivo di apprensione sia in casa Mercedes che Red Bull. Nei briefing post-qualifica sono state viste e riviste le immagini della partenza del 2019, un avvio capolavoro da parte del tandem ferrarista Leclerc-Vettel che riuscì a confermare l’uno-due sulla griglia di partenza anche dopo l’ingresso della prima curva.

Leclerc e Vettel precedono il gruppo al via del GP del Messico 2019

Leclerc e Vettel precedono il gruppo al via del GP del Messico 2019

Photo by: Erik Junius

Non è però un’impresa semplice, l’ampiezza della careggiata del circuito Hermanos Rodriguez facilita un attacco da parte di chi insegue, e coprire la sede stradale per respingere un tentativo di sorpasso è tutt’altro che scontato.

La scia a favore di chi insegue assicura un vantaggio di quasi mezzo secondo sull’intero rettilineo, un margine che si riduce a tre decimi nella partenza da fermo. Sarà un’arma a favore di Verstappen e Perez, ma servirà anche uno spunto perfetto per non perdere il momento.

Il messicano, come accaduto ad Austin, se si troverà davanti al compagno di squadra sa che dovrà farsi da parte, una posizione che richiederà un’ulteriore attenzione per evitare problemi in famiglia.

Leggi anche:

Per la Mercedes sarà cruciale riuscire a sfilare al comando alla prima curva, uno scenario che offrirebbe ad Hamilton e Bottas la possibilità di allungare nei primi tre giri approfittando della maggiore velocità di punta della W12 e dell’impossibilità per chi insegue di utilizzare il DRS.

Sul fronte del passo gara sono a disposizione i riferimenti emersi dai long-run di venerdì (decisamente a favore della Red Bull) riscontri però da prendere con le pinze considerando il clamoroso cambio di gerarchie emerso ieri in qualifica.

In vista dei 71 giri in programma c’è però meno apprensione in casa Red Bull, che ieri ha pagato un prezzo elevato a causa della gestione non ottimale della temperatura degli pneumatici. In gara questo problema non ci sarà, una volta raggiunta al finestra d’utilizzo la gestione ‘gomma’ dovrebbe essere più stabile.

Strategie: prevista una sola sosta

Il Gran Premio del Messico non presenta incognite nella gestione delle strategie, che almeno per i piloti che scatteranno nella top-ten si riduce ad una sola scelta: partenza con le medie, e successivo passaggio alle hard tra il venticinquesimo ed il trentaduesimo giro. Ad essere più temuta è la variabile safety car, che nelle precedenti edizioni ha congelato la corsa in due occasioni, nel 2015 e 2016.

Le due Mercedes e Verstappen hanno conservato per questa eventualità un set di gomme medie nuove, utili se nell’ultimo terzo di gara dovesse presentarsi l’occasione di un pit-stop senza perdita di posizioni in pista.

Valtteri Bottas, Mercedes

Valtteri Bottas, Mercedes

Photo by: Steve Etherington / Motorsport Images

condividi
commenti
Mercedes: più potenza in qualifica, rischiando l'affidabilità
Articolo precedente

Mercedes: più potenza in qualifica, rischiando l'affidabilità

Articolo successivo

F1 | GP Messico: Mercedes, la prima fila è uno shock!

F1 | GP Messico: Mercedes, la prima fila è uno shock!
Carica i commenti