Red Bull resta forte anche con il turbo Honda più piccolo

Helmut Marko non ha fatto mistero nel considerare Max Verstappen il grande favorito nel GP del Messico anche se le fonti Honda hanno ammesso che il motore RA621H quest'anno adotta un turbo più piccolo che in passato: il vantaggio di avere un migliore riempimento a causa dell'aria rarefatta si è in parte ridotto, ma la RB16B resta la monoposto di riferimento.

Red Bull resta forte anche con il turbo Honda più piccolo

In Formula 1 accade raramente che alla vigilia di un Gran Premio la squadra indicata come grande favorita accetti e certifichi il suo ruolo. “Sulla carta le prossime due piste ad alta quota, Messico e Brasile, dovrebbero essere più adatte a noi”, ha confermato Helmut Marko la scorsa settimana, e lo storico delle ultime edizioni del Gran Premio sul circuito ‘Hermanos Rodríguez’ sembra in effetti avvallare questa previsione.

Sia nel 2017 che nel 2018 Max Verstappen si è imposto confermando una notevole superiorità, come evidenziato dal margine che ha imposto ai suoi inseguitori: 19 secondi a Bottas nel 2017, 17 secondi a Vettel l’anno dopo.

Nel 2019 Verstappen, autore della pole position, si complicò la vita con una penalità inflittagli per non aver rispettato le bandiere gialle, ma in termini di performance si confermò ancora una volta il più veloce in pista. Il tutto in anni in cui non era certo la Red Bull la monoposto da battere, ma a quota 2.200 metri le monoposte di Adrian Newey si sono sempre confermate a un livello superiore.

Merito del grande carico aerodinamico (in Messico si utilizzano le ali versione Monte Carlo!) ma non solo. È anche una questione di power unit, e sia Renault (prima) che Honda (poi), hanno beneficiato di una dimensione della turbina superiore a quella Mercedes.

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I 2.240 metri di altitudine di città del Messico mettono a dura prova i V6 endotermici, molto sensibili all’aria rarefatta, e i motoristi contano sul turbocompressore per compensare la perdita di cavalli. In quest’ottica la Honda storicamente ha avuto un vantaggio, ma alla vigilia della gara del prossimo weekend, il margine (tuttora esistente) potrebbe essere minore rispetto al passato.

Max Verstappen, Red Bull Racing RB16B, lotta con Lewis Hamilton, Mercedes W12, dopo la partenza di Austin

Max Verstappen, Red Bull Racing RB16B, lotta con Lewis Hamilton, Mercedes W12, dopo la partenza di Austin

Photo by: Steve Etherington / Motorsport Images

Quanto è grande il turbo Honda?

Quando la Honda ad inizio stagione ha presentato la nuova power unit, denominata RA621H, i tecnici giapponesi hanno sottolineato il grande lavoro svolto su camera di combustione più piccola, angolo delle valvole, il ravvicinamento dei cilindri, il sistema di recupero dell’energia, e più in generale sull’obiettivo di ridurre il più possibile gli ingombri, arrivando a compattare la power unit oltre gli obiettivi che si erano posto al via del progetto. In questo processo, si è appreso in seguito, è stata coinvolta anche la turbina, le cui dimensioni sono state riviste.

Alla vigilia del Gran Premio del Messico l’interrogativo è sulla portata della riduzione delle dimensioni del turbo, ovvero se i tecnici Honda hanno ritoccato marginalmente le misure o se l’intervento è stato più sostanzioso.

Secondo informazioni raccolte da personale Honda, la modifica non è stata marginale, un’indicazione potenzialmente importante in vista della sfida che attende tutte le monoposto (ed i relativi motori) sui rettilinei del circuito intitolato ai fratelli Rodriguez.

Lewis Hamilton, Mercedes W12, fa un pit stop

Lewis Hamilton, Mercedes W12, fa un pit stop

Photo by: Steve Etherington / Motorsport Images

Quanto sarà efficiente la Mercedes?

Un altro punto interrogativo alla vigilia della gara messicana è quello in merito all’efficienza della Mercedes soprattutto sul lungo rettilineo principale, che si estende per oltre un chilometro.

La W12 ha confermato un’ottima velocità su circuiti come Monza e Sochi, ovvero tracciati che non presentano molti tratti guidati come Austin, sui quali (secondo Red Bull) il sistema Mercedes deve essere settato con valori di compromesso per non perdere eccessivamente nei settori con curve che si percorrono ad alta velocità.

Il layout del circuito messicano è più stop-and-go, e sulla carta si sposa bene con le caratteristiche della Mercedes, che potrebbe ritrovare un buon potenziale sui rettilinei. Il weekend che sulla carta sembra essere tra i più favorevoli in assoluto per Max Verstappen, potrebbe riservare delle sorprese, anche se in casa Red Bull regna un notevole ottimismo.

La stagione 2021 non è però nuova a colpi di scena, ed anche in una delle tappe che alla vigilia sembrano essere più scontate, meglio non sbilanciarsi troppo in pronostici.

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