Red Bull: perché è una vittoria che vale più dei 25 punti

Quella del Red Bull Ring è stato il successo più importante dei cinque conseguiti dalla squadra di Milton Keynes: era dal 2013 che non non c'era una sequenza di quattro affermazioni di fila. Verstappen ha dominato il GP di Stiria e Horner ironizza: "Abbiamo un olio nuovo da ExxonMobil quindi credo che debbano prendersi tutti i meriti dei progressi che continua ad indicare Lewis. Loro hanno un'ala che sembra un portellone aperto, la nostra è sottile".

Red Bull: perché è una vittoria che vale più dei 25 punti

La quinta vittoria stagionale (in otto Gran Premi disputati) è stata indubbiamente quella che in questo 2021 ha soddisfatto di più la Red Bull. Non tanto per essere arrivata sulla pista di casa (anche se questo è un valore aggiunto) ma per la superiorità tecnica confermata da Max Verstappen in tutti i 71 giri di gara.

In questa stagione ci sono già stati dei Gran Premi in cui l’olandese si è confermato il più veloce in pista, ma non come oggi sul Red Bull Ring, come ha prontamente sottolineato Christian Horner dopo la corsa.

“Per la prima volta siamo riusciti a non permettere mai a Lewis di entrare in zona DRS – ha commentato il team principal della Red Bull – nel primo stint Max ha aumentato il suo divario fino a cinque secondi prima del pit-stop, e quando è tornato in pista ha progressivamente incrementato il suo margine arrivando a quindici secondi. Direi che finora, in questa stagione, è stata la nostra prestazione più forte e più completa nell’arco di tutto il weekend”.

L’impressione è che oggi la Red Bull abbia portato a casa più dei venticinque punti conquistati da Verstappen, come hanno confermato le espressioni viste sui volti del team Mercedes.

La conquista dei titoli Mondiali passa attraverso giornate come quella vista oggi sul Red Bull Ring, dimostrazioni di forza che intaccano le certezze degli avversari, che nel caso della Mercedes sono sicurezze cementate in sette anni di trionfi.

La Red Bull sta aprendo crepe in un meccanismo solidissimo come quello del team campione del Mondo, e lo sta facendo con un pacchetto che gara dopo gara si è affinato e perfezionato, progredendo su molti fronti, dal telaio alla power unit.

In merito alla possibilità che la Mercedes prosegua sui suoi piani senza mettere in conto del lavoro extra sulla monoposto 2021, Horner si mostra molto dubbioso, ma ormai tra il team principal della Red Bull e Toto Wolff è in atto una partita a ping-pong davanti a microfoni che si rinnova in ogni occasione.

“Sono affari loro – ha commentato Horner - siamo concentrati solo su noi stessi, ma sappiamo anche che a Toto piace giocare, e non posso credere che passeranno il resto della stagione senza mettere nulla di nuovo sulla monoposto. Noi proseguiremo sulla nostra strada, ovviamente la gestione delle risorse è un’operazione di equilibrio tra questa stagione e il prossimo anno, ma se sarà necessario lavorare un po' più duramente rispetto ai nostri avversari, non ci tireremo certo indietro”.

Horner, rispondendo all’ennesima domanda sulle performance della power unit numero 2 portata in pista dalla Honda a partire dal Paul Ricard, ha invece rivelato che qualcosa di nuovo in realtà c’è, e ne ha parlato per la prima volta:
“Abbiamo avuto a disposizione un nuovo olio da ExxonMobil, quindi credo che debbano prendersi tutti i meriti dei progressi che continua ad indicare Lewis! I motori sono omologati, hanno le stesse specifiche per tutta la stagione, anzi, è insolito che la Mercedes abbia dovuto cambiare così presto la power unit numero 1, sembra quasi che abbiano avuto un degrado maggiore in questa stagione rispetto agli anni precedenti, ma come ho detto, tutto ciò che possiamo fare è concentrarci sul nostro lavoro".

"La velocità sul dritto? Non c'è dubbio che la Honda abbia fatto un ottimo lavoro durante l'inverno, ma bisogna guardare anche la configurazione aerodinamica. Non bisogna essere uno scienziato missilistico per capire, hanno una portellone sul retro della loro macchina, mentre noi abbiamo un'ala posteriore piuttosto sottile. Ripeto: non è necessario essere uno scienziato missilistico per capire i motivi che ci consentono di essere un po' più veloci sui rettilinei”.

L’unica nota stonata in una domenica perfetta è stato il pit-stop costato a Sergio Perez la terza posizione.

“Checo ha disputato un’ottima gara – ha sottolineato Horner – purtroppo non è riuscito a sopravanzare Norris al primo giro, altrimenti credo che sarebbe stato più vicino al tandem di testa. Poi, purtroppo, al pit-stop abbiamo avuto un problema alla ruota posteriore sinistra, e questo ha favorito l’overcut di Bottas. Per questo motivo siamo poi passati alla strategia con due soste e con un giro in più molto probabilmente Checo sarebbe comunque arrivato terzo”.

Anche se la stagione ha appena messo in archivio solo l’ottava gara stagionale, l’aria che si respira intorno all’hospitality Red Bull dopo il Gran Premio di Stiria ha riportato alla memoria periodi lontani, quando la squadra festeggiava i trionfi a raffica di Sebastian Vettel.

Un feeling che ha tradito anche Horner: “Avere vinto le ultime quattro gare sui tipi tipologie differenti di circuiti è la migliore striscia che abbiamo avuto dal 2013…”.

Poi ha subito tirato il freno: “Attenzione, lo scorso anno abbiamo visto che due gare consecutive sulla stessa pista possono confermare riscontri molto diversi tra loro. Possono cambiare le condizioni, quindi lavoreremo come sempre e affronteremo le prossime tappe in calendario con l’obiettivo di ottimizzare le nostre prestazioni”.

Opinione rispettabile ed anche sensata, quella di Horner, ma a sette giorni dal Gran Premio d’Austria in programma il prossimo weekend, è davvero difficile immaginare uno scenario differente da quello visto oggi nel Gran Premio di Stiria.

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