F1 | Red Bull: l'obiettivo è mettere Max in prima fila

Nelle prove libere la squadra di MIlton Keynes si è concentrata alla ricerca del giro secco di Verstappen: l'obiettivo è di sfidare Hamilton in partenza per cercare di sovvertire la superiorità Mercedes vista in rettilineo, anche se meno marcata con il motore di rotazione. Si sta giocando una partita a scacchi che può valere un mondiale: ogni particolare può condizionare il risultato finale.

F1 | Red Bull: l'obiettivo è mettere Max in prima fila

“Sarà una gara che presenterà rischi e opportunità”. Christian Horner accenna un sorriso, e in un mondiale che assomiglia sempre di più ad una partita a scacchi, scatta subito la caccia ad una potenziale mossa a sorpresa.

“La posizione di partenza sarà cruciale in vista della gara di domenica, come su tutti i circuiti cittadini”, conclude Horner. Osservando il programma di lavoro che Mercedes e Red Bull hanno completato nella giornata di ieri, c’è stata una differenza sostanziale.

Nella prima sessione Verstappen ha percorso dodici giri con gomme hard, che sono stati di fatto una lunga simulazione di qualifica con l’alternanza di una tornata lanciata con una di cool-down per raffreddare le gomme e ricaricare l’ibrido.

Anche nel turno FP2 Max ha provato più giri lanciati, al punto che il suo ingegnere di pista lo ha richiamato ai box via-radio per iniziare la simulazione di gara.
“Fammi fare un altro tentativo – è stata la risposta dell’olandese – il long-run mi interessa meno”.

I giri di Verstappen con benzina a bordo sono stati solo quattro (a causa anche dell’uscita di pista di Leclerc che ha anticipato di cinque minuti la bandiera a scacchi della FP2) e i riscontri non sono stati entusiasmanti. La media sul giro di Max è stata di oltre un secondo più lenta di quella di Hamilton (utilizzando entrambi gomme medie) ma il dato non ha innescato alcun allarme nel box della Red Bull.

Gli indizi portano a pensare ciò che le dinamiche Red Bull avevano suggerito già in Qatar, ovvero che gli ingegneri della squadra stiano dando assoluta priorità alla performance sul giro singolo al fine di portare il più avanti possibile Max sulla griglia di partenza.

Nel box di Verstappen sanno che se Hamilton riuscirà a sfilare da leader alla prima curva, superarlo in pista (al netto di imprevisti) sarà molto difficile. Per questo motivo gli sforzi sono stati indirizzati nella caccia alla prima fila, sacrificando anche i long-run. Era il piano di Losail (poi fallito per la penalità che Verstappen ha dovuto scontare sulla griglia di partenza), che ha comportato anche alla rinuncia all’utilizzo di una nuova power unit.

A Losail, e anche ieri a Jeddah, Verstappen si è confermato competitivo sul fronte della velocità di punta, limitando il gap di top-speed nei confronti di Hamilton a 4 km/h. Un margine che in gara non consentirebbe a Lewis di poter scavalcare facilmente la Red Bull qualora il pilota della Mercedes si trovasse in seconda posizione, pur potendo disporre di un ritmo molto più veloce.

A dispetto dell’alta velocità media, il layout di Jeddah al momento assicura un solo certo punto di sorpasso (la staccata di curva 1) mentre sulla frenata della 27 secondo molti piloti occorre chiudere la manovra tenendo la traiettoria interna prima di affrontare la curva. Cambiare linea vuol dire andare sullo sporco (soprattutto sabbia) e rischiare di perdere aderenza, un rischio che domani nessuno vorrà prendersi nei 50 giri di gara.

Probabilmente non è un caso che ieri Hamilton si sia lamentato della performance nella simulazione di qualifica nonostante abbia terminato la giornata in prima posizione.

Ogni mossa dell’avversario è analizzata nei dettagli, e l’impressione che Verstappen si giocherà tutto nelle qualifiche di oggi è concreta. Sia gli ingegneri al muretto che quelli che operano nei remote-garage saranno chiamati agli straordinari per trovare il momento esatto in cui uscire dai box senza l’incubo traffico, poi la parola passerà a piloti e gomme.

Con venti gare alle spalle, la volata finale si sta confermando un confronto a tutto campo, ed anche se in Mercedes credono di avere un piccolo margine a loro favore, temono il colpo a sorpresa che cambierebbe la prospettiva in vista della gara e, a questo punto della stagione, anche del Mondiale.

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