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Racing Point: prese Mercedes usate a gennaio come ricambi!

Zsafnauer, team principal della Racing Point, ha spiegato che le RP20 nei test invernali hanno usato prese dei freni della Mercedes perché le proprie non erano pronte. Per Otmar niente di illegale perché a suo dire le regole sportive sono entrate in vigore 24 ore prima della prima gara. La FIA lo ha smentito perché sono valide dal 1 gennaio. E allora ci sono squadre rivali che vogliono coinvolgere nella vicenda anche la Mercedes e Toto Wolff.

Racing Point: prese Mercedes usate a gennaio come ricambi!

Il caso Racing Point monta come la panna. La squadra di Silverstone è stata sanzionata venerdì dalla FIA con una multa di 400 mila dollari e la perdita di 15 punti nel mondiale Costruttori per aver montato sulla RP20 prese dei freni illegali che non rispettavano la regola delle Listed part che impone l’uso di elementi di disegno esclusivo di ciascuna squadra.

La squadra in passato ha utilizzato le frake duct fornite dalla Mercedes dal momento che non facevano parte della lista dei pezzi non acquistabili, ma era tenuta a dotarsi di soluzioni proprie per la stagione 2020.

In realtà Racing Point ha annunciato che intende fare appello alla sentenza della FIA, proprio mentre quattro squadre rivali stanno valutando di ricorrere al Tribunale Internazionale ritenendo che la pena non sia adeguata alla colpa. In realtà c’è la volontà di coinvolgere nella questione non solo il team di Stroll, ma anche la Mercedes.

I commissari FIA hanno scoperto che la Racing Point ha ricevuto dalla Mercedes una serie di prese dei freni il 6 gennaio 2020, vale a dire sei giorni dopo l’entrata in vigore della regola che le rendeva illegali. Eppure non hanno ritenuto che la colpa fosse grave dal momento che si trattava niente altro che di materiale che era già stato dato alla Racing Point nel 2019 in base alle norme allora in vigore.

Tuttavia la cosa non è affatto piaciuta agli altri team perché c’è stato uno scambio di prese d’aria dei freni in un momento in cui non era più concesso. Otmar Szafnauer, team principal di Racing Point, ha voluto dare una spiegazione di quanto è accaduto:

"Se leggi il regolamento sportivo trovi che le nuove norme non si applicano se non 24 ore prima della prima sessione di prove libere del campionato - ha ammesso candidamente Szafnauer - . Il motivo per cui abbiamo chiesto quelle parti è semplice: non eravamo sicuri se le prese che abbiamo progettato e prodotto per quest'anno sarebbero state prodotte in tempo per i test invernali di febbraio”.

“Quindi abbiamo chiesto quelle parti come ricambi solo per i test invernali. Ma come si è poi scoperto, non ne abbiamo avuto bisogno in stagione perché sono arrivate in tempo le prese realizzate da noi”.

Toto Wolff, team principal Mercedes, sostiene che questa storia è "totalmente irrilevante" in quanto non ha avuto alcuna relazione con la progettazione delle prese d’aria dei freni 2020 della Racing Point.

"Le brake buct della Racing Point erano pronte molto prima della fine dell'anno, i nostri condotti dei freni sono stati forniti per aiutarli a disputare i test invernali, perché i loro pezzi non erano pronti. Ma questo non ha avuto alcun effetto sulla progettazione dei loro elementi. È specificato chiaramente dalla FIA nella sentenza”.

A dispetto dall’idea di Szafnauer, il regolamento sportivo non è entrato in vigore 24 ore prima del GP d’Australia, ma dal 1 gennaio come è stato specificato nel documento dei commissari, ma ciò nonostante i commissari federali non hanno ritenuto di dover inquisire la Racing Point su questo punto, mentre chi ricorrerà in appello vorrà dimostrare come la Mercedes abbia avuto una parte attiva in questa vicenda che sta spaccando in due la F1.

L’obiettivo principale sarà quello di chiedere una pena maggiore per la Racing Point e trascinare nel verdetto anche la Stella che ha avuto, quindi, un ruolo attivo. La sensazione che si respira nel paddock è che si voglia colpire il team di Stroll, ma si voglia fare impigliare Toto Wolff…

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