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F1 | Racing Bulls: i problemi in partenza pesano sulle strategie

A Imola Racing Bulls ha vissuto un weekend diviso in due parti: una qualifica eccezionale, seguita da una gara in cui è stata in grado di portare una sola macchina a punti. A pesare sono stati dei problemi in partenza legati alla preparazione delle gomme, che sono costati delle posizioni in pista costringendo a un compromesso sul piano strategico.

Yuki Tsunoda, RB F1 Team VCARB 01

Nelle qualifiche dell’appuntamento di casa Racing Bulls ha racconto una doppia top 10, impreziosita dal settimo posto conquistato da Yuki Tsunoda davanti a una delle due Mercedes. Tuttavia, la gara non ha offerto le medesime soddisfazioni, complice un Gran Premio che si è complicato sin dai primissimi metri, ovvero dalla partenza.

Entrambi i piloti non sono stati autori di uno scatto particolarmente convincente allo spegnimento dei semafori, perdendo immediatamente diverse posizioni che hanno di fatto compromesso l’andamento della corsa sul piano strategico. Tsunoda, che partiva da un’eccellente settimo posto, è scivolato non solo dietro a Lewis Hamilton, ma anche alle spalle di Nico Hulkenberg, uno degli avversari diretti per la top ten.

Tuttavia, il nipponico non è stato l’unico a scivolare indietro in classifica, perché anche Daniel Ricciardo ha immediatamente perso due posizioni, sia sul tedesco della Haas ma anche su Sergio Perez con la Red Bull.

Yuki Tsunoda, RB F1 Team VCARB 01, Sergio Perez, Red Bull Racing RB20

Yuki Tsunoda, RB F1 Team VCARB 01, Sergio Perez, Red Bull Racing RB20

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

Un problema legato alla preparazione delle gomme

Parlando dopo la gara delle difficoltà in partenza, entrambi i piloti della Racing Bulls hanno sottolineato come, quantomeno dalla loro prospettiva, non sembra esserci stato un problema nella procedura o nel rilascio della frizione. Il problema accusato sarebbe più legato alla preparazione delle gomme, le quali non hanno poi fornito il giusto grip nel momento dello scatto dalla propria casella.

“Si tratta di un tema che riguarda la nostra squadra. Abbiamo e stiamo lavorando sodo sulle partenze durante le gare finora disputate. Abbiamo fatto dei progressi, ma sicuramente abbiamo bisogno di un passo in più avanti, perché direi che non abbiamo costanza nelle partenze”, ha raccontato Tsunoda.

“Ho pensato che si trattasse di qualcosa legato alla preparazione delle gomme. Abbiamo lavorato molto su questo aspetto, ma non è abbastanza. Chiaramente poi c’è anche un discorso di costanza da parte della frizione. Red Bull ha il nostro stesso motore, ma riescono a fare ottime partenze in modo costante. Sicuramente c'è qualcosa che ci manca o che dobbiamo migliorare”.

Il tema sollevato dal giapponese è particolarmente interessante, soprattutto in relazione a Red Bull, che dispone della medesima Power Unit e di altre componenti che Racing Bulls acquista dalla casa madre. Basandosi sui rilevamenti delle temperature dell’asfalto, più alte del previsto, durante il giro di formazione proprio la squadra di Milton Keynes ha cambiato le procedure rispetto alle previsioni iniziali, dando nuove indicazioni a Max Verstappen sul numero di burnout da effettuare per portare le gomme in una finestra ideale per lo scatto al via. È proprio da questi elementi che si può comprendere quanto sia minuziosa ed efficace la squadra anglo-austriaca, che negli ultimi due anni ha lavorato sodo per migliorare le partenze trovando una certa costanza.

Daniel Ricciardo, RB F1 Team VCARB 01

Daniel Ricciardo, RB F1 Team VCARB 01

Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

Che possa essere un problema legato più alla preparazione delle gomme lo ha confermato anche l’altro portacolori della Racing Bulls, Ricciardo: “Non ho avuto l'impressione di aver sbagliato la partenza, mi sembrava che tutto andasse con le procedure. Dobbiamo dare un'occhiata. È una fase molto delicata, è qualcosa su cui stiamo lavorando. Ricordo che le gomme pattinavano, quindi credo che sia la seconda fase della partenza”, ha aggiunto l’australiano, che ha fatto riferimento più alla seconda fase dello start che al rilascio frizione.

La partenza ha compromesso la strategia

Per quanto realisticamente sia Hamilton che Perez fossero fuori portata sulla lunga distanza a meno di episodi particolari, data una differenza di passo tutt’ora evidente, dall’altra parte essere scivolati subito dietro a Hulkenberg ha complicato la corsa dal punto di vista strategico.

In meno di dieci giri, infatti, Hulkenberg ha accusato un distacco di circa cinque secondi dal britannico della Mercedes, in una finestra dove potenzialmente Racing Bulls avrebbe potuto inserirsi con entrambi i piloti se non avesse perso posizioni alla partenza. Ciò ha innescato un effetto a catena: alle loro spalle, sia Pierre Gasly che Alex Albon si sono fermati per effettuare il loro primo pit stop e Ricciardo, che aveva un vantaggio di soli tre secondi, dopo qualche giro ha dovuto rispondere, in modo da evitare il rischio di subire un undercut su un tracciato dove la track position ha un ruolo chiave.

Allo stesso modo, nel giro immediatamente successivo, Racing Bulls ha richiamato ai box anche Yuki Tsunoda per tentare un undercut su Hulkenberg. Per quanto ciò abbia effettivamente funzionato, sia nel caso del giapponese che dell’australiano, questa sosta così anticipata ha avuto due conseguenze: in primis ritrovarsi nel traffico di coloro che hanno optato per una prima parte di gara più lunga e, in secondo luogo, la necessità di fare uno stint di quasi 50 giri sulla hard. Un’impresa di certo non impossibile, dato che il degrado abbastanza contenuto riscontrato a Imola e le caratteristiche della pista, ma ciò rappresenta comunque un aspetto che sulla lunga distanza si è fatto sentire rispetto a chi ha optato per una strategia più ottimizzata.

Yuki Tsunoda, RB F1 Team VCARB 01

Yuki Tsunoda, RB F1 Team VCARB 01

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

L’esempio principe è quello di Lance Stroll che, pur partendo dalla tredicesima posizione, con la Aston Martin è riuscito a rimontare fino al nono posto finale, scavalcando proprio Tsunoda sul finale. Il pilota canadese ha optato per una tattica alternativa, allungando il primo stint sulla media in modo costante, fino ad avere un delta a favore in termini di vita di gomma sulla hard attorno ai 25 giri, che ha poi permesso di risalire la classifica sopravanzando diversi avversari.  

“Con una gara perfetta, probabilmente, avrei potuto concludere in una posizione migliore, almeno nono. Sicuramente la partenza, che mi ha fatto perdere due posizioni, ha danneggiato la mia gara, ma sono comunque riuscito a finire nei punti, anche per non è stato facile gestire le gomme”, ha spiegato Tsunoda, sottolineando quanto sia stato complesso gestire la hard per così tanti giri, ritrovandosi anche nel traffico.

Sul finale anche Daniel Ricciardo ha subito il sorpasso da Kevin Magnussen che, in maniera simile a Stroll, aveva optato per una strategia alternativa, allungando il primo stint. “Penso  nei giri che abbiamo fatto in aria libera abbiamo avuto un buon ritmo, avevamo un decimo o due in più di Hulkenberg. Quindi credo che gli sarebbero stati molto diversi se fossimo partiti meglio”, ha aggiunto l’australiano.

“Sulla hard non mi sono sentito particolarmente a mio agio. Appena sono uscito dal box, non ho avuto la sensazione di avere un ottimo picco in termini di grip da quelle gomme. Il bilanciamento non era ottimale, ma credo che avessimo un passo migliore dei nostri rivali”.

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