F1: quell'altalena avvincente fra Hamilton e Verstappen

Il Circus è in vacanza per la sosta estiva, per cui vale la pena fare un bilancio fra i due contententi del mondiale, Lewis Hamilton e Max Verstappen. L'inglese capeggia la classifica piloti, ma la Red Bull dell'olandese ha mostrato globalmente un potenziale maggiore che è stato penalizzato dal crash di Silverstone e dai danni subiti al via di Budapest. Analizziamo qual è la situazione quando il calendario propone ancora undici appuntamenti.

F1: quell'altalena avvincente fra Hamilton e Verstappen

Tra due settimane la Formula 1 tornerà in pista per il Gran Premio del Belgio, ed il ‘menù’ dal girone di ritorno di un calendario ancora non del tutto definito, proporrà subito la tripletta Spa-Zandvoort-Monza.

Nell’attesa (molto lunga per gli appassionati e molto breve per gli addetti ai lavori) è tempo di bilanci che diventano anche la base per azzardare un pronostico in vista della seconda metà di una stagione sorprendente e ricca di temi umani e tecnici. I

l focus, e non potrebbe essere altrimenti, è sui due piloti che hanno marchiato a fuoco il girone d’andata, Lewis Hamilton e Max Verstappen, che di fatto stanno disputando una stagione a parte rispetto al resto del gruppo.

Uno degli aspetti più affascinanti di questo Mondiale è stato finora l’imprevedibilità degli esiti, una sorta di effetto pendolo che ha cambiato le gerarchie più volte nell’arco delle undici gare disputate.

Dopo il Gran Premio di Spagna Hamilton vantava 14 punti di vantaggio su Verstappen, grazie a tre vittorie conquistate nelle prime quattro gare. Al termine dei successivi cinque Gran Premi, Verstappen (con ben quattro vittorie all’arrivo) si era portato al comando della classifica generale con ben 32 punti di vantaggio su Hamilton, una vera e propria fuga.

Un margine che Max ha visto però sfumare del tutto nelle due tappe successive, al punto da lasciare Budapest (sede dell’ultima gara disputata) nuovamente in seconda posizione con un margine negativo di otto punti rispetto al leader Hamilton.

Per Verstappen un girone d’andata perfetto

L’olandese ha molto da recriminare, e a dispetto di una classifica generale che lo vede oggi in seconda posizione, Max è stato il pilota che nella prima metà di stagione ha garantito il miglior rendimento.

A Verstappen gli si può imputare una gestione non ottimale della fase finale del GP del Bahrain, che ha favorito la vittoria di Hamilton (7 punti persi per Max) ma la lista degli errori finisce praticamente qui.

Le altre circostanze che l’hanno portato a non avere all’attivo i punti che in pista avrebbe meritato, non sono di sua responsabilità.

Verstappen ha perso per strada una vittoria ormai in tasca a Baku, e un altro possibile successo (o un’indubbia piazza d’onore) a Budapest, in entrambi i casi per circostanze esterne.

Punti in gara

BRN

ITA

POR

ESP

MC

AZE

FRA

AUT

AUT

GBR

HUN

TOT

Lewis Hamilton

25

19

25

25

7

-

18

19

12

27

18

195

Max Verstappen

18

25

18

19

25

-

26

25

26

3

2

187

 

Diverso il discorso per Hamilton. Lewis ha commesso errori e sbavature, come il ‘lungo’ alla curva della Tosa ad Imola (che gli sarebbe costato 18 punti senza la provvidenziale bandiera rossa) ed il clamoroso pasticcio al via degli ultimi due giri del Gran Premio di Azerbaijan, una vittoria ormai in tasca ma gettata al vento per un bottone schiacciato due volte.

Un errore da ben 25 punti considerando il ritiro (incolpevole) di Verstappen avvenuto poco prima. Hamilton è stato sotto tono nel weekend di Monte Carlo, nel quale Bottas si è espresso complessivamente meglio, ma ha confermato la sua tradizionale ottima visione di gara e un’intensità di ritmo di gara invidiabile esaltato soprattutto quando la Mercedes ha deciso di ricorrere a strategie più aggressive.

Discorso a parte merita l’ormai celebre contatto di Silverstone, che a distanza di settimane vede ancora il paddock diviso con opinioni molto distanti tra loro.

Sul bilancio della prima metà di stagione pesano ovviamente anche gli errori e le sbavature dei muretti box. La decisione Mercedes di non richiamare ai box Hamilton in Ungheria è costata a Lewis la vittoria, ma in altre circostanze, come ad esempio in Bahrain e Barcellona, la strategia è stata una chiave determinante per Lewis per la vittoria di tappa.

Su questo fronte, finora, gli strateghi Red Bull hanno avuto un peso meno importante nei successi raggiunti da Verstappen, che nelle gare vinte ha recitato sempre il copione del mattatore.

La Honda mette le ali alla Red Bull

Anche sul fronte tecnico la stagione ha confermato un notevole effetto pendolo. Il 2021 è iniziato con la Red Bull capace di confermare il pacchetto complessivamente più performante. Tuttavia nelle tappe di Portimao e Barcellona la Mercedes ha saputo ribaltare a suo favore i risultati di tappa grazie ad un’ottima gestione degli pneumatici, un fattore risultato fondamentale.

I successi di Verstappen a Monte Carlo e Baku erano dati per scontati, e se l’olandese non avesse subito lo scoppio della gomma in Azerbaijan tutto sarebbe andato come previsto.

Nel paddock erano in molti a sostenere che la Mercedes sarebbe tornata a dire la sua al Paul Ricard, ma la Honda in Francia ha portato la seconda power unit stagionale, ed il salto in avanti è apparso subito molto evidente, grazie ad un massiccio volume di aggiornamenti portato in pista dalla Red Bull.

Verstappen ha vinto tre gare di fila, ottenendo ben quattro pole position consecutive che hanno confermato lo step Honda sul giro veloce. In precedenza Max aveva svettato in qualifica solo nella tappa inaugurale in Bahrain.

Pos. in qualifica

BRN

ITA

POR

ESP

MC

AZE

FRA

AUT

AUT

GBR

HUN

Lewis Hamilton

2

1

2

1

7

2

2

2

4

2

1

Max Verstappen

1

3

3

2

2

3

1

1

1

1

3

La risposta Mercedes tiene aperti i giochi

Dopo la seconda gara di Spielberg, Verstappen e la Red Bull sono chiaramente sembrati in fuga. Il dominio nel doppio weekend austriaco ha confermato un pacchetto tecnico con un vantaggio di circa tre decimi al giro sulle Mercedes, un margine molto importante.

L’ennesima sorpresa è arrivata nella successiva tappa di Silverstone, e su due fronti. L’entità degli aggiornamenti tecnici portati in pista dalla Mercedes, definiti alla vigilia come “qualche piccolo ritocco”, in realtà si sono confermati un pacchetto aerodinamico corposo.

Gli ingegneri hanno messo le mani anche sulla gestione della power unit, che ha confermato una ripresa sul fronte della performance, rispondendo al salto in avanti fatto dalla Honda in Francia.

Anche la Red Bull ha portato aggiornamenti sulla RB16B nel weekend inglese, ed il margine si è confermato sempre a favore di Verstappen ma (secondo stime Mercedes) di un solo decimo al giro. La conferma in gara non è arrivata a causa del contatto tra Hamilton e Verstappen nel corso del primo giro.

Budapest ha fotografato la situazione dei due top-team

È un confronto tesissimo, quello tra Mercedes e Red Bull, dove tutto può fare la differenza tra vincere o meno. Sull’Hungaroring si è avuta una conferma importante: per quanto la Red Bull-Honda sia probabilmente il pacchetto tecnico più performante, la Mercedes con le evoluzioni introdotte a Silverstone ha migliorato molto le reazioni della W12 con grandi vantaggi sul fronte del setup.

Un fronte, quest’ultimo, sul quale in Ungheria la Red Bull ha perso la via, nonostante abbia a disposizione la monoposto che sviluppa più carico aerodinamico in assoluto.

Ma un ottimo valore di downforce non comporta automaticamente poter disporre di una monoposto guidabile, e Verstappen a Budapest lo ha toccato con mano.

Vedere la squadra cambiare l’ala posteriore il sabato mattina, ha confermato che la strada del setup era tutt’altro che chiara e il cronometro lo ha poi certificato. Anche in questo caso è mancata però la verifica in gara, visto che Verstappen dopo essere stato colpito pochi metri dopo il via ha disputato una corsa con l’aerodinamica molto compromessa.

Che valori in campo vedremo a Spa?

Dopo anni di pronostici facili, molto facili, il bello della stagione 2021 è di aver riportato gli appassionati e gli stessi addetti ai lavori in un contesto di imprevedibilità.

Sia la Red Bull che Verstappen sanno di avere una grossa chance di poter mettere le mani sul mondiale, ma la strada da percorrere non è in discesa come è sembrato ad un certo punto di stagione.

Ci sono alcuni punti interrogativi a cui dare una risposta, ad iniziare dalla possibilità di sfruttare al massimo il potenziale tecnico della RB16B.
“Se riesci ad estrarre il 95% della performance da una monoposto velocissima – ha commentato un ingegnere ‘spettatore’ del duello tra Mercedes e Red Bull – non è detto che basti per mettersi dietro una vettura magari meno performante ma che permette di essere sfruttata al 100%”.

C’è poi l’aspetto ‘power unit’, visto che Verstappen ha dovuto ricorrere all’unità numero 3 nel corso del weekend di Budapest a causa di un problema che si è evidenziato come conseguenza del botto di Silverstone.

Se il calendario sarà confermato con la disputa di altri undici Gran Premi, per Max e la Red Bull sarà probabilmente necessario ricorrere ad un quarto motore, rischiando così di compromettere il bilancio di una tappa.

Problemi che in altre stagioni erano al massimo un grattacapo, ma non in una stagione che potrebbe essere assegnata per una manciata di punti. Sarà un girone di ritorno ad altissima tensione nei box Mercedes e Red Bull, ma indubbiamente di grande fascino per tutti coloro che sognavano da molti anni un testa a testa così ‘feroce’ su tutti i fronti.

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