Arrivabene: "Torneremo ad essere una vera squadra!"

Il team principal del Cavallino auspica due o tre vittorie nel 2015 e punta a motivare gli uomini che ci sono

Arrivabene:

E’ il giorno del debutto di Maurizio Arrivabene nel ruolo di team principal della Ferrari. Il 51enne bresciano siede alla destra del presidente del Cavallino, Sergio Marchionne. In maglione anche lui: arancione per distinguersi da quello blu del Presidente. La struttura dei box della pista di Fiorano è stata trasformata nella sala della conferenza stampa che ha preceduto il tradizionale pranzo di Natale.

Nella discontinuità con cui ha improntato i primi mesi della sua conduzione della Gestione Sportiva, c’è un punto di continuità con il recente passato: l’incontro con i giornalisti della Formula 1 al quale anche OmniCorse.it è stato invitato. E Maurizio ha accettato subito il contradditorio delle domande senza sottrarsi nelle risposte.

Che bagaglio di esperienza si porta in questa nuova avventura e quali sono i primi passi che intende fare?
"Non si tratta solo di portare la propria esperienza di Formula 1, ma anche quella aziendale, perché le due cose per me vanno di pari passo. Credo che i primi passi della nuova gestione siano già stati fatti. Avete visto gli annunci dei giorni passati. Ora c’è una squadra. Non aspettatevi altri arrivi. Bisogna credere nei ragazzi che ci sono, persone che secondo me sono valide ed hanno voglia di esprimersi e di fare bene. Bisogna dargli fiducia e ricompattare il team. Io non sono il mago Merlino o il mago Oronzo, perché bisogna essere realisti, ma soprattutto trovare il giusto modo di lavorare insieme. Non credo nei successi delle singole persone, ma in quello del gruppo. Questo è quello che ho imparato nella mia precedente avventura aziendale”.

La squadra che avete varato, quindi, è da considerarsi quella che affronterà il mondiale 2015?
“Certo, abbiamo i piloti, abbiamo gli ingegneri, abbiamo i meccanici, abbiamo tanti ragazzi che lavoreranno anche nei giorni di Natale e sono sicuro che spingeranno tutti per fare del loro meglio. A Natale siamo tutti buoni, ma dal primo dell'anno dobbiamo ricominciare ad essere davvero cattivi".

La Formula 1 deve essere più attrattiva per i giovani: cosa si può fare?
"Sono sicuro che si possa fare molto per migliorare il week end dei Gran Premi. Basta guardare quante alternative offre il web come intrattenimento. Siamo ancora abituati ad una conferenza stampa del giovedì che è impaludata: perché non farla diventare un evento all’aperto dove possono intervenire anche gli appassionati e non chiusa solo ai giornalisti? Può diventare uno spettacolo. Il mondo del web è un competitor, nel senso che vi si trovano tantissime alternative a livello di entertainment. Ci sono tante discipline che fino a qualche anno fa erano inferiori rispetto alla Formula 1, ma ora gli danno dei chilometri. Dobbiamo cambiare e in fretta…".

Parliamo un momento di piloti, Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen...
"Mi ricordo di una chiacchierata di qualche anno fa con Michael Schumacher, quando Sebastian Vettel era arrivato in Formula 1 solo da poco. In quella occasione Michael mi disse indicando il giovane tedesco: “Lui forse sarà l'unico che riuscirà a ripetere quello che ho fatto io in Ferrari”. E posso dire che quando Sebastian è venuto a Maranello per la prima volta era davvero entusiasta, come un bambino in un negozio di giocattoli il giorno di Natale".

Cosa può portare Vettel alla Ferrari?
"Per prima cosa i suoi quattro titoli Mondiali, che non sono poca roba. Senza contare tutta l'esperienza derivata da queste vittorie. Ma soprattutto Sebastian ha l'entusiasmo e la voglia di lavorare insieme ai nostri ragazzi. I piloti diventano le star delle squadre, ma io li ritengo dei dipendenti di "lusso" e quindi vanno trattati come dei dipendenti che devono essere capaci di lavorare in un contesto di gruppo. Non posso fare un confronto con Alonso perché non l'ho visto da vicino in questo genere di rapporto, ma ho visto come si è presentato Sebastian, il modo con cui si è approcciato ai ragazzi e sono convinto che porterà dell'entusiasmo. Inoltre va molto d'accordo con Kimi e questo è importante perché tutti e due dovranno aiutare me e James Allison a formare una squadra".

Una buona stagione di Raikkonen potrebbe portare ad un prolungamento del suo contratto?
"Raikkonen ha vissuto un 2014 difficile, ma l'anno prima aveva disputato una gran stagione. Non è proprio uno di quei piloti che definirei “fermi”. Vi ricordo che è l'ultimo campione del mondo della Ferrari. Diamo ai ragazzi il tempo di iniziare la stagione e di mostrare quello che sapranno fare sulla vettura dell'anno prossimo".

Come rappresentante di uno sponsor cosa gli piaceva della Formula 1 dal punto di vista finanziario e cosa non gli piace ora da team principal?
"La gestione finanziaria è un argomento abbastanza complicato. Diciamo che quello che non mi piaceva della gestione della Formula 1 è che è troppo lontana dalla gente. La Formula 1 dovrebbe dare agli appassionati quello che si aspettano a livello di spettacolo. Sulle tribune c'è gente che paga il biglietto e in alcuni casi lo paga anche abbastanza caro, quindi è necessario portare lo spettacolo più vicino alla esigenze di chi ama questo sport. Credo che questa sia una convenienza di tutti. Bisogna interrogarsi seriamente su quello che è lo spettacolo che sta offrendo oggi la Formula 1, perché penso che ci siano altri categorie che stanno facendo molto meglio e penso soprattutto al WEC. Dobbiamo fare una grande riflessione su come rispondere a queste esigenze, altrimenti un giorno ci ritroveremo a correre in circuiti vuoti e a premiarci a vicenda".

Riprendiamo il tema dei piloti: ha destato sensazione l’annuncio di Esteban Gutierrez come terzo pilota…
"Si è parlato molto delle sponsorizzazioni intorno a Gutierrez, ma poco del fatto che non è il primo messicano ad arrivare in Ferrari. Chi non ha la memoria corta può ricordare i fratelli Rodriguez. Detto questo, Gutierrez a mio parere è solo un pilota che ha esordito troppo presto in Formula 1. Ritengo che i giovani che hanno talento non debbano essere bruciati troppo in fretta. Sono convinto che Esteban abbia talento e nei prossimi anni avrà modo di dimostrarlo. Per quanto riguarda Vergne, il francese ha già una grande esperienza alle spalle, per cui il confronto tra lui e Esteban regge poco, anche perché guidavano due vetture con diversi valori prestazionali. Entrambi ci possono portare importanti esperienze su queste monoposto di nuova generazione e penso che potranno dare un grande contributo alla squadra lavorando sul simulatore".

Si è parlato della squadra e degli uomini: cosa ci può dire della 666?
"Vi anticipo una notizia: la settimana scorsa abbiamo superato brillantemente i crash test della scocca. Posso dirvi, quindi che i ragazzi dei materiali compositi hanno lavorato molto bene e siamo nei tempi previsti per la costruzione del telaio”.

Ripete spesso che bisogna fare fare squadra e creare appartenenza. Vuol dire che avete trovato un team carente da questo punto di vista?
"Fare squadra vuol dire lavorare insieme, darsi una mano a vicenda e rimboccarsi le maniche per raggiungere tutti insieme gli obiettivi che ci siamo prefissati. Diciamo che dopo un anno difficile come questo, i ragazzi avevano bisogno di tornare a sentirsi parte di un team. Il fare squadra consiste nel fare in modo che tutti quanti si sentano importanti nel progetto. La chiave è capire che ogni singola persona contribuisce al successo, perché ribadisco che non c'è una singola persona che vince. Per esempio Allison è il direttore tecnico, ma lavora insieme ad un gruppo di tecnici. Oggi riguardavo l'organigramma e devo dire che è davvero difficile dire di chi è figlia la prossima macchina, perché ci sono le idee di tanti padri".

Ma quali sono le aspettative per il 2015?
“Se il prossimo anno riusciremo a vincere un paio di Gp lo considereri un successo. Se arrivassimo a tre successi sarebbe un vero e proprio trionfo”. A questo punto interviene Marchionne che chiosa: "Se ne vinciamo quattro, allora andiamo in paradiso!".

Ci sono le persone adatte per far ricrescere la Ferrari, ma le infrastrutture sono adeguate ad un team vincente?
“Credo molto nel lavoro che stanno facendo le persone della Gestuone Sportiva e ce lo stanno dimostrando giorno dopo giorno. A livello di infrastrutture credo che non siamo secondi a nessuno e che si tratti solo di dover ricompattare la squadra per tornare in alto…".

E lo dice con tono molto convinto...

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Piloti Kimi Raikkonen , Sebastian Vettel
Articolo di tipo Ultime notizie