F1 | Perez: "Tante critiche? Solo perché sono dell'America Latina"

Sergio Perez si toglie sassolini dalla scarpa dopo il grande successo di Singapore, affermando che altri piloti nella sua situazione vengono criticati meno. Poi racconta anche come sia riuscito a tornare quello di inizio stagione.

F1 | Perez: "Tante critiche? Solo perché sono dell'America Latina"

Sergio Perez ha centrato a Singapore la sua seconda vittoria stagionale, la terza da quando corre per il team Red Bull Racing e la quarta della carriera. Il messicano è sino a ora autore di una stagione altalenante, ma comunque decisiva ai fini dell'assegnazione del titolo iridato Costruttori.

Grazie alle sue prestazioni, unite a quelle del campione del mondo in carica Max Verstappen, il team diretto da Christian Horner è vicino a cogliere l'iride Costruttori, quello che era sfuggito lo scorso anno nella lotta contro la Mercedes.

Sebbene Sergio abbia ottenuto risultati importanti, ha anche passato un momento complicato nel corso dell'estate. Dopo una prima parte di stagione a dir poco brillante si è perso, con la RB18 che si è trasformata in una sorta di guanto che, però, calzava a pennello solo a Verstappen.

La vittoria di Singapore, ma ancora di più il passo gara ottenuto e il giro secco firmato al sabato, hanno mostrato un Perez tornato ai vertici dopo il periodo d'appannamento. Sergio, però, ha voluto togliersi un sassolino dalla scarpa utilizzando parole pesanti, sottolineando come i piloti dell'America Latina siano più criticati rispetto ad altri che si trovano nella sua situazione.

"Penso che quando ho una gara negativa o passo una fase peggiore, ogni pilota ha questo problema. A volte si vede con i piloti dell'America Latina che ricevono più critiche. Ci sono state solo alcune gare [che sono andate male], non è che io stia avendo una stagione schifosa".

Sergio Perez, Red Bull Racing

Sergio Perez, Red Bull Racing

Photo by: Erik Junius

"Ci sono altri piloti che stanno affrontando gli stessi problemi e non se ne parla quasi mai. A volte si ha la sensazione che sia così, è stato così più spesso durante la mia carriera e penso anche che sia un bene esporre qualcosa del genere. D'altra parte, è anche il lato bello dello sport: insieme ai media formiamo un grande sport. Come sportivo, cose come queste mi motivano soltanto, non è niente di più".

"A volte non si viene presi sul serio, a volte la gente dice che sei solo un messicano, che sei pigro. A quanto pare, come messicano non puoi competere con i migliori del mondo. A volte l'ho sentito, soprattutto nei primi anni. D'altra parte, è sempre bello dimostrare di poter competere con i primi".

Ma cos'è cambiato nel corso delle ultime settimane? Cosa ha riportato Sergio a ottenere prestazioni di rilievo in tutte le sessioni e ad avvicinarlo agli standard offerti per tutta la stagione da Verstappen? La risposta a questi interrogativi è arrivata direttamente dal messicano.

"Abbiamo lavorato molto duramente con gli ingegneri durante la pausa, eravamo in contatto quotidiano e guardavamo i dati per capire davvero cosa stava succedendo. Credo che abbiamo capito cosa è cambiato, come tornare a essere così competitivi all'inizio della stagione. Ho capito cosa fare io, ma anche il team ha capito cosa fare per me".

Infine non poteva mancare una battuta sul ritorno del marchio Honda sulle carene delle Red Bull: "È stato molto bello averli come partner. È stato un grande partner per noi come squadra. Quello che hanno portato è fantastico".

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