Muso Red Bull: ci sono le immagini che si flette!

Con l'aumentare del carico si abbassa, facendo scendere le ali per aumentare il carico aerodinamico

Il link del filmato lo abbiamo ricevuto da una squadra top del mondiale di F.1: ci invitava ad andare a guardare con attenzione il pit stop della Red Bull Racing di Sebastian Vettel quando si è resa necessaria la sostituzione del muso alla seconda posta, dopo che il tedesco aveva danneggiato anche la parte sinistra dell’ala urtando il cartello di polistirolo che indicava il detection point del DRS. IL MUSO FLETTE Non basta guardare le immagini una volta sola per capire cosa succede, ma osservando con attenzione un fotogramma alla volta si scopre che il muso della RB8 all’altezza delle due telecamere (che le conferiscono la forma di pesce martello) flette in maniera clamorosa. Alla faccia del divieto di far muovere i profili delle ali: le appendici si muovono perché è sensibile il “naso” della monoposto di Milton Keynes. IL NASO E L’AREA CRASH Di solito un musetto in carbonio è in un pezzo monolitico e non dovrebbe subire delle variazioni di forma se non sottoposto a crash: c’è un’area a deformazione programmata che serve ad attutire la violenza di un impatto frontale e serva a scaricare energia in modo da proteggere l’abitacolo e il pilota. SLOW MOTION FA DISCUTERE A ben guardare le immagini, invece, il muso della Red Bull RB8 si potrebbe definire quasi di… gomma: i colleghi di Autosprint hanno trovato anche altre inquadrature che mettono in risalto proprio questo aspetto. La questione, quindi, rischia di deflagrare in maniera pesante prima degli ultimi due Gran Premi che saranno risolutivi per l’aggiudicazione del mondiale 2012. SI MODIFICA L’ASSETTO AERODINAMICO Se all’aumentare del carico sul muso si registrano delle flessioni che permettono di abbassare la punta del “naso” è chiaro che si abbassano anche i piloni che reggono l’ala anteriore facendo di conseguenza avvicinare i profili al suolo, aumentando il carico aerodinamico della monoposto. Movimenti che non si percepiscono ad occhio nudo ma che diventano piuttosto macroscopici osservando le immagini in slow-motion. MANCANO I CONTROLLI ADEGUATI Appare evidente come i tecnici della Red Bull Racing capitanati da qual genio che è Adrian Newey riescano ad estremizzare ogni soluzione della macchina per finalizzarla alla ricerca delle prestazioni. Gli uomini di Milton Keynes si spingono spesso nelle zone di ombra delle norme e interpretano le regole a loro uso e consumo, mostrando una fertilità d’idee e proposte che ogni volta lasciano a bocca aperta. È l’inadeguatezza dei controlli FIA che fa discutere: non c’è regola scritta che imponga un muso “immobile”, ma è palese che se le flessioni sono utili a far scendere i profili, la musica cambia perché si modifica l’assetto aerodinamico della monoposto in movimento. RED BULL SEMPRE AL LIMITE È irregolare? Tante soluzioni che la FIA aveva approvato in via preventiva poi sono state vietate sulla RB8, dopo che i tecnici delle altre squadre avevano chiesto dei chiarimenti normativi a Charlie Whiting. Sarà così anche questa volta, come è accaduto dopo il Gp di Monaco per i fori sul fondo e al Gp del Canada per l’evacuazione dell’aria calda dei freni dai mozzi o per le mappe del motore utili al soffiaggio degli scarichi in fase di rilascio? CI SONO ANCHE LE LEGGENDE Ai fatti, a volte si aggiungono le leggende: alla Red Bull Racing si sono attribuite soluzioni che in verifica non sono mai state trovate. A Valencia si era parlato di zavorre mobili, poi di benzina usata come zavorra, e quindi di liquidi spostati da una parte all’altra della monoposto (acqua di raffreddamento e olio della lubrificazione) grazie al principio dei vasi comunicanti. Niente di tutto questo è stato verificato sulle RB8, ma la FIA anziché andare a cercare le lucciole dovrebbe trovare le... lanterne.

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Piloti Mark Webber , Sebastian Vettel
Articolo di tipo Ultime notizie

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