Montezemolo: "Ora siamo costretti a vincere!"

Il presidente della Ferrari crede nel dream team e bolla come... cazzate le voci di Alonso alla McLaren nel 2015

Montezemolo:
È in forma. Luca di Montezemolo tiene banco per un paio di ore per la consueta cena di Natale con i giornalisti della Formula 1. È un rito che si ripete ogni anno con puntualità. Ha dovuto commentare una stagione difficile, deludente, con poche soddisfazioni. Un altro secondo posto nel mondiale piloti con Fernando Alonso e, addirittura, il terzo in quello Costruttori. Eppure il presidente della Ferrari è carico perché guarda al 2014, al ritorno del turbo in F.1. E la squadra del Cavallino si presenterà con tutte le carte in regola per puntare al titolo che a Maranello manca dal 2007. Con Fernando Alonso e Kimi Raikkonen, un dream team fatto da due campioni del mondo che nessuno nel Circus si può permettere. Ecco le “pillole” del suo pensiero… STAGIONE 2013 “Per noi non è stato un anno positivo, anche se siamo l’unica squadra al mondo che se arriviamo secondi è una tragedia. Le motivazioni della delusione sono molto chiare: la prima riguarda la Ferrari per la sua incapacità di sviluppare la macchina nella seconda parte della stagione. Avevamo detto che volevamo una vettura competitiva dalla prima gara: l’abbiamo avuto al primo Gp, ma non all’ultima gara. L’annata era partita molto bene: due vittorie in Cina e Spagna e tre secondi posti nelle prime cinque gare. La seconda causa è stata il cambiamento di gomme a metà stagione che è stata dettata da motivi di sicurezza che hanno penalizzato noi e ha avvantaggiato altri. La nostra vettura era stata progettata con un certo tipo di coperture. E, terza ragione, per quanto riguarda il mondiale Costruttori, ci sono mancati i punti di Felipe Massa". CAMPIONI DEL MONDO GT ”Abbiamo avuto una stagione straordinariamente importante nel Gran Turismo dove abbiamo vinto tutto: il titolo piloti con Gianmaria Bruni, il titolo costruttori e quello team. Abbiamo vinto in Grand Am negli Stati Uniti e in Estremo Oriente. Il GT ci permette di stare a contatto con i clienti e ci ha consentito di battere avversari come Porsche e Aston Martin che avevano avuto degli indiscutibili vantaggi regolamentari. È per questo che la vittoria ha ancora più valore. E per un’azienda come la nostra che, per una dissennata politica fiscale, in Italia vende solo il 2%, chiudiamo un’annata eccezionale. Questa follia tutta italiana porta solo meno incassi all’erario e deprime un mercato che mette in sofferenza la rete di vendita e l’indotto. Per fortuna grazie agli investimenti che facciamo ogni anno, nel 2013 abbiamo presentato LaFerrari e la 458 Speciale, ci apprestiamo a chiudere un anno soddisfacente dal punto di vista economico che ci permette di reinvestire in ricerca e innovazione il prossimo anno”. ASSENTEISMO AL 2% ”Mi piace segnalare il clima fantastico che c’è in azienda: in questi giorni che precedono il Natale abbiamo avuto diversi incontri con i diversi livelli e si respira un grande entusiasmo. Vi posso dire che alla Ferrari si registra solo un 2% di assenteismo, una valore molto significativo del clima che c’è da noi, un’azienda in espansione che è arrivata in 62 paesi diversi”. FIA PILATESCA Mi spiace che ci sia stata un’interpretazione pilatesca dei regolamenti da parte della Federazione, specie in merito al test segreto che non si doveva fare con la macchina 2013. Questo è uno di quegli aspetti che fa parte delle zone grigie della Formula 1 e che mi auguro di non vedere in futuro. L’anno prossimo ci saranno molte novità per la Ferrari: organizzative, strutturali e umane. Il tutto nasce dal cambiamento del regolamento che abbiamo fortemente voluto e che riporta le prove sull’asfalto. È un inizio, ma speriamo che in futuro di test ce ne possano essere di più. L’aerodinamica finalmente sarà meno importante: non ci interessa avere una monoposto condizionata al 90% dall’aerodinamica, noi abbiamo bisogno di trasferire della tecnologia dalla F.1 alle vetture di serie”. GP TROPPO COMPLICATI ”L’anno prossimo con il ritorno dei motori turbo correremo dei rischi perché la gestione della power unit sarà molto più complicata da comprendere. Uno dei motivi per cui c’è un calo di audience tv in tutto il mondo è che abbiamo delle gare troppo difficili da capire. Immaginate che fanno già fatica gli appassionati che guardano i Gp in tv e hanno tutte le informazioni dai commentatori televisivi, mentre chi è in pista non ha alcuno strumento per comprendere con chiarezza ciò che accade in pista. Quest’anno abbiamo avuto un campionato in cui è stata fondamentale la gestione delle gomme. Le coperture contavano più dei motori, dei cambi e delle sospensioni. Senza dimenticare che c’era l’aerodinamica sopra tutto. Se non fosse stato introdotto il KERS noi negli ultimi anni non avremmo avuto niente da trasferire al prodotto”. PILOTI TAXISTI ”La F.1 è troppo complessa, bisognerebbe prendere esempio dalle moto: dopo la partenza tirano fino al traguardo e chi è davanti vince. L’anno prossimo, invece, in F.1 avremo anche i tassisti in gara: i piloti, infatti, in certe fasi della corsa dovranno badare al risparmio di benzina. È questa la Formula 1 che vogliamo? Non saprei…” PIT STOP PIU’ VELOCI ”Ci tengo a ricordare che nel 2013 abbiamo vinto il premio per il pit stop più veloce, per cui voglio fare i complimenti ai ragazzi di Ioverno perché sono stati i più bravi. Eppoi la squadra ha fatto un grandissimo progresso nella gestione della strategia di corsa. Non sono stati fatti errori e in alcuni casi siamo stati addirittura perfetti, cosa che altri non possono dire. Questi due aspetti delineano qual è la forza della squadra”. SIMULAZIONE E SIMULATORE ”Abbiamo migliorato la strategia di gara perché a Maranello c’è gente che fa un lavoro scientifico e che sta dando grandi risultati. Negli ultimi tre anni abbiamo pagato un prezzo per il nostro ritardo nello sviluppare il simulatore, perché venivamo da una cultura fatta sull’asfalto e con le prove in pista. Mentre altri trasferivano le informazioni nel simulatore, noi avevamo Fiorano e Mugello a disposizione. Era ovvio che ne soffrissimo, ma ci siamo adeguati assumendo addirittura un collaudatore, Pedro De La Rosa, perchè aveva la migliore esperienza in questo settore. GALLERIA DEL VENTO ”Quest’anno abbiamo avuto delle criticità anche nella galleria del vento, tant’è che abbiamo deciso di adeguare la struttura alle esigenze della F.1 moderna, perché ero stufo di sentire dire che i dati del wind tunnel non combaciavano con la pista. Abbiamo ristrutturato la galleria di Maranello e adesso possiamo sfruttare due vantaggi: disponiamo di una struttura all’avanguardia (anche se ancora soffre di qualche problemino di gioventù) che ci permette di realizzare la macchina sul modello al 60% come i nostri concorrenti, mentre fino a ieri dovevamo lavorare in una scala più piccola. Insomma abbiamo delle strutture che sono all’avanguardia”. DIRETTORE TECNICO ”L’altro fatto che mi preme sottolineare è che negli ultimi anni, dopo l’uscita di Ross Brawn, non abbiamo più avuto un vero direttore tecnico, ma ingegneri che hanno avuto anche un ruolo diverso. Credo che James Allison sia una persona che ha dimostrato di saper lavorare bene alla Lotus e che ritrova a Maranello dei tecnici che conosceva bene. Mi piace come ragiona e, motivo da non sottovalutare, parla anche un buon italiano. Finalmente avremo una perfetta divisione dei compiti, visto che Pat Fry si occupa dello sviluppo della galleria e dell’organizzazione del lavoro”. UN SALUTO A MASSA ” Felipe è uno della famiglia che potrà tornare al momento opportuno con noi. Ha avuto una storia molto lunga con la Ferrari, fatta di undici anni. Mi ricordo che è stato in grado in qualifica di stare davanti a Michael. Ne avevo parlato con Schumi e mi aveva detto che Felipe era semplicemente andato più forte di lui. Nel lasciarci credo che abbiamo preso la decisione giusta per noi e anche per lui. Forse è una scelta che si poteva fare anche prima , non lo so. Comunque era ora che cambiasse squadra per avere nuove motivazioni. Sabato l’ho visto molto commosso: è un ragazzo eccezionale che è sempre stato molto legato alla squadra”. PILOTI 2014 ”Guardando avanti, vi dico che potevamo prendere un pilota giovane, ma con la mancanza di prove era una scelta piena di rischi. Abbiamo optato, quindi, per un pilota esperto. Kimi torna dopo un break. Il Kimi che si è visto sulla Lotus è fortissimo, soprattutto in gara. L’ho visto molto determinato. E devo dire che ha avuto un’accoglienza superiore a qualsiasi aspettativa sia fuori sia dentro alla squadra. Gli ha fatto bene un po’ di sosta e si è rinvigorito negli ultimi due anni. Lo vedo molto bene: abbiamo bisogno di un pilota che tolga punti agli avversari e sia di stimolo per Fernando, senza lasciare lo spagnolo da solo a combattere per la vittoria”. FERNANDO ALONSO ”Stiamo parlando di uno dei due piloti più forti del mondo. Io lo considero sinceramente il miglior pilota in gara della Formula 1 di oggi. A metà stagione sono venute fuori delle strane voci, che Fernando sarebbe andato via: ma dove? In questa McLaren? E poi Alonso non sarà stato sulla migliore macchina, ma non è che corre sulla Marussia. Alonso non è il padrone della Ferrari, però fa il pilota. La Ferrari resta, i piloti vanno. Ha ragione di essere frustrato perché non gli abbiamo dato una macchina competitiva. fare squadra. Lui è come Michael è un pilota molto bravo in qualifica e straordinario in gara”. MAI DIRE MAI ”Ron Dennis ogni tanto deve dare un segno che esiste: io non posso affermare mai dire mai sui piloti McLaren come lui ha fatto per un ritorno di Alonso a Woking. Io dico mai per Button. Quando Jenson finirà il suo contratto con la McLaren credo che andrà a fare altro. I discorsi con Alonso stanno a zero: dobbiamo metterlo nella condizione di vincere. È due stagioni che da metà campionato la macchina non è competitiva. Io non posso dire che la nostra macchina fa ridere, come quando Prost disse che era un camion, perché dirigo questa azienda da 23 anni e credo nel suo potenziale: ora vedo una squadra diversa che ha messo a posto i suoi punti critici”. RISPETTO DI VETTEL ”Voglio dire che ho un grande rispetto di Vettel, che non conosco, ma mi piace molto come persona, però è più giovane di Fernando. Kimi invece è solido, è forte, è corretto, è un ragazzo molto maturo”. DREAM TEAM ”Molti mi chiedono cosa succederà con Fernando e Kimi: io ho molta fiducia su come saprà gestirli Stefano Domenicali, anche se non sarà facile. Sono due piloti maturi che sanno di dover correre per la squadra. Credo che, insieme alla Mercedes, disponiamo della coppia di piloti più forte del mondiale. Questa è una F.1 che mi lascia molto perplesso perché le squadre vengono fatte con le valigie dei piloti. Tranne Felipe, i movimenti di mercato sono avvenuti in funzione del budget che ciascuno portava. Così non va bene!” RIDUZIONE DEI COSTI”Dobbiamo parlare di un problema vero: quello dei costi della F.1. Si potrebbe ridurre l’impatto dei costi con la fornitura di una terza macchina: c’è una squadra americana che aveva manifestato la sua intenzione di entrare nei Gp con un giovane pilota: voleva correre come Ferrari North America. Non se n’è fatto niente, ma l’idea resta valida. E poi dobbiamo dirci, senza troppa arroganza, che chi vuole stare in F.1 deve spendere dei soldi, altrimenti faccia la Gp2 o qualche altra categoria". TEST NECESSARI ”I test non servono solo a provare le soluzioni sulle macchine, ma servono a creare anche degli eventi per gli sponsor, a provare i giovani talenti, a far parlare della F.1. La stessa Pirelli è stata messa in difficoltà perché non poteva provare e se ne sono visti gli effetti. Eppoi fra una gara e l’altra cala il silenzio sui Gp. Così non va bene perché si finisce per enfatizzare solo le cazzate: la McLaren che si prende Alonso o Montezemolo che c’è l’ha con Fernando. Noi siamo favorevoli ad una graduale riduzione dei costi, ma dobbiamo mettere dei contenuti in questa F.1. In futuro sai dovrà tenere conto del fatto che ci sono paesi e circuiti che non possono essere messi in discussione per ciò che rappresentano nella storia, come Monza o Spa. Spero che si finisca di fare realizzare i nuovi circuiti sempre allo stesso architetto perché rischiano di essere tutti uguali: ciò è ridicolo”. FERRARI PROTAGONISTA “Negli anni passati mi è capitato di parlare spesso di stagione di transizione. Non è questo il caso. Nel 2014 avremo tutto quello che servirà per vincere, per cui sarà l’anno del fare. Adesso si stratta di mettere in atto tutto quello che è stato preparato. Sarà un anno molto interessante grazie al cambiamento dei regolamenti: spero che non ci si inventi delle zone grigie con quattro fondi o sei alettoni. Conto su una Federazione che non deleghi a tribunali esterni le decisioni, ma abbia l’autorevolezza delle proprie scelte. E magari si cambi qualche faccia di chi va alle corse con la giacche blu e i bottoni d’oro: non deve essere chi ha la competenza delle corse di slitte a decidere se un pilota ha tagliato o no la linea bianca. È arrivato il momento di innovare un po’”. VOGLIA DI LE MANS ”Se, come spero, si arriverà nei giro di tre anni a ridurre i costi, ci sarà anche la disponibilità di persone valide che potrebbero seguire altri programmi. Negli Anni 70 avevamo convinto Ferrari a interrompere l’attività nelle Sport perché le spese erano tali da non permettere di seguire i due programmi, però la storia del Cavallino è legata anche alle sport. Abbiamo visto nelle GT cosa si può fare e le nuove regole di Le Mans ci permetteranno di pensare una macchina che potrebbe andare a correre la 24 Ore. Abbiamo un motore che si potrebbe riutilizzare nell’endurance. Faremo una riflessione con calma, ma intanto facciamo dei test e delle verifiche. Parliamo di cose che andrebbero comunque oltre il 2016. Felisa è scettico, ma lo convincerò. Sabato alla convention aziendale c’erano mille persone e quando ho parlato di Le Mans è venuto giù un applauso che davvero non mi aspettavo…” DIRITTO DI VETO ”La Ferrari il diritto di veto non lo esercita su cose che la potrebbero avvantaggiare e nemmeno sulla definizione di un punteggio, ma sulle questioni importanti. Se avessero insistito con il motore quattro cilindri avremmo posto il vincolo, così come saremmo pronti a esercitarlo se la Formula 1 dovesse perdere dei circuiti storici come Spa, Montecarlo o Monza, perché perderebbe la sua essenza. Qualcuno il diritto di veto ce lo voleva togliere, ma è ancora presente anche nel nuovo Patto della Concordia. Il problema della Ferrari non è decidere chi prenderà il posto di Ecclestone, ma è un altro: noi non abbiamo degli alleati culturalmente forti. L'unica squadra, forse, che ha una tradizione, una storia e una cultura simile alla nostra è la McLaren. In passato ho visto tanti costruttori entrare e uscire dalla Formula 1 nello spazio di poco tempo. Squadre che hanno vinto e poi sono sparite, altri come la Honda che hanno deciso di dedicarsi solo alla produzione di motori”. AFFIDABILITA' ”Io sono molto teso per la nuova power unit, perché è il frutto di un progetto difficilissimo. Se nelle prime tre gare si rompe il motore si è già tagliati fuori. Diciamocelo, oltre alla sua bravura, Alonso è arrivato secondo nel Mondiale anche perché abbiamo una macchina che non si ferma mai. Ci è capitato di avere degli incidenti e delle forature, ma faccio fatica a ricordare delle rotture. Il punto più importante, comunque, è che noi l'anno prossimo ddovremo avere una macchina veramente competitiva. A quel punto i piloti faranno la differenza. Volete un titolo per i vostri giornali: costretti a vincere! Però è più facile a dirsi che a farsi”. GENI O SCEMI Sono sincero, con Fernando non ne abbiamo parlato, ma io credo che a Monza ala radio abbia detto geni. E comunque ad un certo punto della stagione ho parlato con Fernando: gli ho detto quello che gli dovevo dire sia in privato che pubblicamente. Ogni tanto serve "chiudere i rubinetti". Me lo faceva fare anche Enzo Ferrari ai suoi tempi”. IL RAPPORTO CON GLI ALTRI TEAM "Di tanto in tanto mi piace sedermi ad un tavolo con i colleghi delle altre squadre per parlare del futuro, senza criticare o elogiare qualcuno, ma guardando avanti. L'anno prossimo, infatti, spero di andare molto di più alle corse e vorrei avere una volta l'opportunità di parlare con tutti i team dei temi che sono importanti per la Formula 1. Questo è una cosa che è sempre stata nelle tradizioni della Ferrari. Per esempio l'accordo sulle prove nacque da una riunione con cinque big di altre squadre con cui mi ero incontrato prima di Monza. Mi piacciono queste occasioni, perché ogni volta che abbiamo fatto qualcosa del genere, è sempre servito”. ECCLESTONE ”Bernie ha caratterizzato la gestione della Formula 1 in modo ogni tanto un po' troppo conservativo. Io non ho mai avuto problemi a mandargliele a dire quando ritenevo che avesse guardato troppo ai suoi interessi. Però Ecclestone, con molti aspetti positivi ed alcuni negativi, ha gestito la F.1 come un "one man show". Il giorno che non ci sarà più, non credo che al suo posto ci andrà un personaggio indicato da lui. Bisognerà rinnovare l'intera governance della Formula 1, perché ci sono delle questioni importanti da risolvere. Per esempio non esiste che oggi non si possa vedere la Formula 1 sul telefonino. Non mi piace il poco contatto che c'è oggi tra il pubblico ed i piloti. Ci sono tante cose che sarebbe giusto sviluppare e modernizzare. Credo che saranno più figure con competenze precise”. I PILOTI GIOVANI "I piloti giovani ed interessanti non mancano. Nella seconda parte del campionato ne sono venuti fuori un paio. Hulkenberg, forse anche con una vettura superiore a quanto si potesse pensare, ha fatto dei buoni risultati. Grosjean, poi, è maturato molto ed ha sempre lottato per le prime posizioni. Io credo che sia molto forte anche il nostro Jules Bianchi: Baldisserri mi ha detto che ha fatto ottime cose quando ha avuto modo di provare la Ferrari. Ma è chiaro che con una Marussia è più difficile dimostrare il proprio valore”. LE MODIFICHE ALLE GOMME ”Si è fatta un po' di confusione tra il test clandestino di una squadra e le successive modifiche che sono state apportate alle gomme. Noi eravamo contrari a qualunque modifica e la modifica non si sarebbe dovuta fare, ma non per lo strapotere della Ferrari, semplicemente perché doveva passare con l'unanimità delle squadre. Noi, Lotus e Force India eravamo contrarie, ma nel momento in cui i nostri piloti ci hanno spiegato quanto fosse stata pericolosa la situazione di Silverstone, avremmo sbagliato a continuare ad opporci”. RED BULL ”Ho una grande stima per quello che sono riusciti a fare: ci si può solo togliere il cappello di fronte a chi ha vinto il Mondiale per quattro anni di fila. Hanno preso uno dei tecnici più preparati della Formula 1, che anch’io avrei voluto portare a Maranello, e lo hanno fatto in una fase di transizione dei regolamenti, che hanno portato ad una preponderanza dell'aerodinamica”. LA PASSIONE DEI GIOVANI "Uno dei problemi di oggi è la poca passione dei giovani per la Formula 1, ma credo che sia un problema più del mondo dell’automobile più in generale. Oggi la passione per le automobili non è più tra le prime fra i giovani e credo che la comunicazione che arriva dalle corse non la favorisce sicuramente. Le gare sono troppo lunghe, inoltre non abbiamo fatto niente per incentivare le persone ad andare a divertirsi in circuito. Con il boom dei viaggi low-cost, un ragazzo e la suaa ragazza spendono di meno per vedere il mondo che per trascorrere tre giorni a Monza, dove non riescono a vedere niente. E dire che abbiamo avuto dei momenti in cui la gente pagava un biglietto per andare a vedere una macchina che girava da sola in qualifica”. TELEVISIONI ”Credo che Sky abbia fatto un ottimo lavoro quest'anno, soprattutto a livello di promozione degli eventi, ma è innegabile che ci sia stato un calo negli ascolti. Ci sono stati dei momenti in cui la sola Rai otteneva degli ascolti maggiori rispetto a Rai e Sky insieme, ma la stessa cosa accade anche in Francia ed in Gran Bretagna. Forse, sull'onda di quanto fanno già anche la maggior parte degli altri sport, il passaggio dalla televisione pubblica a quella a pagamento è stato troppo repentino. Credo però che si possa studiare un'offerta differenziata che permetta ad entrambe le realtà di rimanere in piedi, aumentando anche i numeri di audience. Purtroppo le squadre possono incidere molto poco su questi argomenti, perché le decisioni spettano a Ecclestone”. RUSH "Ha avuto un grande successi tra i ragazzi che non hanno vissuto quel periodo, ma per chi quel periodo lo ha vissuto da dentro come me l'ho trovato molto romanzato. Non era così teso il rapporto tra Lauda ed Hunt. Avevano avuto dei problemi in Formula 2, ma niente di serio. Ricordo quando venne Lord Hesketh ad incontrare Enzo Ferrari, che arrivò tutto vestito di bianco. E allora le diversità si notavano di più...”.

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