Montezemolo: "Brawn non torna. F138 da podio!"

Alla mostra sulle Supercar, il presidente Ferrari auspica la firma del Patto della Concordia prima di Melbourne

Montezemolo:
Luca di Montezemolo è fiducioso sul mondiale di F.1: il presidente della Ferrari ha parlato a margine dell’inaugurazione al Museo Ferrari di Maranello della mostra “Ferrari Supercar. Tecnica. Design. Mito” l’esclusiva rassegna che ospita oltre alla regina del Salone di Ginevra, LaFerrari, tutte le altre hypercar che hanno contribuito a creare il mito del Cavallino rampante. ”La partenza di un nuovo mondiale di Formula 1 è sempre un grande momento di trepidazione: è la stessa di quando negli Anni ’70 andavamo a correre in Sud America e non è cambiata adesso che andiamo in Australia. Lunedì farò l’ultimo punto prima della partenza per Melbourne con Domenicali e i primi livelli della Gestione Sportiva. Ho parlato con i piloti a lungo: sono soddisfatti di quello che hanno visto finora. Dobbiamo tenere i piedi per terra, però abbiamo constatato con piacere che quest’anno c’è una buona correlazione fra i dati della galleria del vento e quelli della pista, che nei due anni precedenti era mancata. Nelle prove invernali abbiamo visto quello che volevamo”. Quale risultato si aspetta dal primo Gp? “La F138 nei test ha mostrato quello che doveva, anche se potrebbe non bastare perché il risultato dipenderà da quello che saranno riusciti a fare gli altri. Credo e penso che possa essere realistico puntare al podio alla prima gara: sarebbe una partenza importante, perché nelle ultime stagioni, non solo le ultime due, abbiamo sempre sofferto all’avvio di stagione. Ho chiesto il massimo impegno e ho visto che è stato fatto molto nell’organizzazione del lavoro. Spero che nel corso della stagione si confermi la bontà dell’aver scelto di puntare solo su una galleria del vento, dando corse alle buone valutazioni scaturite dopo le prove invernali”. E’ stato firmato il nuovo Patto della Concordia? “Non lo so. Devo dire la verità: in questi giorni sono contento di stare fuori da queste pieghe della politica sportiva. Spero, anzi penso senz’altro, che prima della partenza della stagione in Australia il Patto sarà firmato”. Gli inglesi dicono che Ross Brawn in uscita dalla Mercedes potrebbe tornare a Maranello: ci potrebbe essere un posto per lui alla Gestione Sportiva? “No, lo escludo. Spegniamo pure la nascita di qualsiasi voce…”. Montezemolo poi passa a parlare delle supercar Ferrari e della mostra al Museo Ferrari che resterà aperta fino al 30 settembre... “Questa è una mostra adatta agli appassionati di tutte le generazioni perché guarda alle vetture del passato, a quelle del presente ma soprattutto a quella del futuro: LaFerrari. Mi sembra bello far vedere come siamo arrivati alla definizione dello stile di questa vettura straordinaria. La rassegna capita in momento particolarmente positivo della nostra azienda: a livello commerciale abbiamo chiuso la stagione migliore in oltre 60 anni di storia e a Ginevra abbiamo riscontrato un successo incredibile con LaFerrari: non è solo la macchina più performante al mondo, ma è anche quella tecnologicamente più innovativa. Questo è un grande orgoglio per quelli che ci hanno lavorato. Abbiamo ricevuto anche la nomination di brand più famoso al mondo. Insomma siamo proiettati nel futuro”. Poi il Presidente del Cavallino ha aperto la visita fra i modelli delle vetture speciali in serie limitata, a partire dalla celebre 250 GTO, per proseguire con 288 GTO, F40, F50 e Enzo, fino allo spazio riservato a LaFerrari. A corollario della rassegna curata da Antonio Ghini si possono ammirare anche le monoposto di Formula 1 che hanno ispirato la supercar delle diverse epoche, e le versioni speciali destinate alle corse ed alla pista come GTO Evoluzione, F40 Competizione, 599XX e FXX. Mai una mostra del Museo Ferrari aveva avuto tanti pezzi così pregiati in un colpo solo e mai di così elevato valore (oltre 200 milioni di euro!). Qual è la macchina a cui è più legato? “Sicuramente le supercar che abbiamo realizzato in questi anni: mi riferisco a F50 e Enzo, vetture sulle quali abbiamo lavorato tantissimo e che hanno avuto un grandissimo impatto. Oltre logicamente a LaFerrari. Ho voluto scegliere personalmente tutti i nomi: F50 era importante perché era la prima macchina della mia gestione dopo la F40 e volevo dare un segnale di continuità. La Enzo era la vettura più innovativa del momento e l’ho voluta dedicare al nostro fondatore, ricordando anche il ciclo di successi nel mondiale di F.1 nei primi anni del 2000. E dopo aver chiamato una vettura Enzo, era difficile dare un nome alla successiva: siccome non potevamo chiamarla Dio, allora ho scelto il nome LaFerrari, perché volevamo dare la sensazione di eccellenza: non è una Ferrari, ma LaFerrari, la summa di tutto quello che è la nostra azienda. Ed è l’antesignana di ciò che nei prossimi anni cinque o dieci anni trasferiremo sulle nostre vetture del futuro”. LaFerrari occupa un’area interessante della mostra in cui si può capire la sua genesi… “Questa macchina ha oltre 700 prenotazioni, ma confermo che ne costruiremo solo 499 e quindi dovrò fare personalmente delle scelte per dare la macchina ai nostri veri clienti e ai nostri collezionisti. LaFerrari sarà molto esclusiva perché parliamo di 499 esemplari su 7500 prodotti in un anno. Su questo tema batterà anche la Enzo perché allora avevamo realizzato 400 esemplari in una produzione di 4000 macchine. Manteniamo la stessa strategia di fare poche macchine, ma i numeri crescono perché si aprono dei nuovi mercati, come la Cina e l’Oriente”. LaFerrari regina di Ginevra, è la massima espressione di un’Italia che è ancora capace di esprimere eccellenze in un Paese che sembra in caduta libera… ”Ho appena finito una riunione nel mio ufficio con Amedeo Felisa per parlare del futuro, delle nuove vetture che realizzeremo. La Ferrari è un’azienda che investe, presente in 61 Paesi del mondo. Siamo tutti concentratissimi nel guardare avanti. Purtroppo la situazione del mercato domestico l’abbiamo tutti sotto gli occhi. Vogliamo evitare di ripetere gli errori che spesso si fanno nel mondo della politica, ovvero di guardare troppo al presente, troppo al passato, di non decidere. C’è un’Italia che non si arrende: noi guardiamo avanti, ci prendiamo le nostre responsabilità, perché vogliamo sviluppare questa azienda: non ci fermiamo un minuto. Stiamo iniziando a realizzare la nuova Gestione Sportiva, fra qualche settimana presenteremo una straordinaria iniziativa che riguarderà le vetture d’epoca: siamo aperti al mondo mantenendo un legame fortissimo con la nostra terra e il nostro territorio”.

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