Mick Schumacher: "In quarantena per fare il sedile Haas"

Il tedesco è molto motivato in vista del suo debutto nei test collettivi con la Haas. Il campione di F2 non è preoccupato del fatto che il team non aggiornerà la monoposto con i gettoni di sviluppo: "Cercherò di spremere ogni dettaglio dalla vettura. L'obiettivo è imparare ogni volta che scendo in pista".

Mick Schumacher: "In quarantena per fare il sedile Haas"

“Sono impaziente ed emozionato. Non vedo l'ora di iniziare, di scendere in pista per i test per poi iniziare a pensare alla mia prima gara in Formula 1. Suona bene, e mi fa sentire alla grande”.

Mick Schumacher freme in attesa che si completi il countdown verso i primi test in Bahrain, pista sulla quale nel 2019 completò un emozionante test al volante della Ferrari. Sono trascorsi due anni da quella giornata, un lasso di tempo nel quale Schumacher ha centrato l’obiettivo del titolo in Formula 2, un passaggio che ha legittimato il suo ingresso in Formula 1.

Ora tutto è pronto, Mick sa che non potrà ambire a risultati importanti in quella che per la Haas è di fatto una stagione di transizione (la squadra rinuncerà anche al programma di sviluppo della monoposto) ma sotto alcuni aspetti ci sono anche dei vantaggi.

Gli obiettivi stagionali sono abbastanza chiari: familiarizzare con la Formula 1, confermare un percorso di crescita, farsi trovare pronto qualora dovesse arrivare un’opportunità e soprattutto confermarsi davanti al compagno di squadra, Nikita Mazepin. Poi sarà il momento di pensare al 2022.

Quanto hanno impattato i protocolli Covid sulla preparazione della stagione?
“Abbastanza, non facilitano le cose. Ci sono diverse limitazioni per potersi recare in Inghilterra, è stato molto difficile riuscire a raggiungere la squadra per mettere a punto il mio sedile. Avevamo programmato tutto, poi le regole sono cambiate e ho dovuto rispettare la quarantena, così sono stato in una stanza per dieci giorni al fine di poter andare dalla squadra per un giorno e mezzo. Non è stato facile ma alla fine abbiamo fatto tutto: devo dire però che la giornata dedicata al sedile è stata molto lunga, abbiamo iniziato alle 8 del mattino e abbiamo concluso alle 22:30! Ma ne è valsa la pena, perché il risultato che abbiamo raggiunto è stato ottimo. Poi, ovviamente, servirà la conferma in pista”.

Recentemente hai ricevuto dei commenti poco gentili in merito ad una tua intervista in cui ti è stato chiesto un parere sulle iniziative di Hamilton.
“Mi è stato posta una domanda in merito a cosa penso di ciò che Lewis Hamilton sta facendo con le sue iniziative antirazzismo e tutto il resto, ed è stato riportato su Internet che non ho voluto commentare, il che non era corretto. Fondamentalmente non volevo parlare di Lewis in quella particolare intervista, ma voglio chiarire che mi sto battendo contro tutte le tipologie di razzismo e disuguaglianze. Sono ovviamente contrario a tutto ciò, e ci tengo che sia ben chiaro”.

Cosa pensi dell’idea della gara sprint?
“Può essere molto interessante provarla, dal mio punto di vista ogni gara in sé è fantastica, quindi credo che valga la pena di vedere se funziona”.

Quali credi saranno le maggiori difficoltà che dovrai affrontare in questa stagione?
“È difficile per me adesso identificare quali potranno essere i miei punti deboli e quelli di forza, alla fine ho potuto fare solo un giorno di test con la Haas. Ho lavorato su alcuni aspetti in particolare, spero di avere un buon pacchetto per iniziare bene la stagione e di poter adattarmi alle varie problematiche che ci saranno gara dopo gara".

"Per ora posso dire di aver lavorato bene con la squadra, mi sento già molto a mio agio e credo che lo stesso valga anche da parte del team nei miei confronti. Penso che ci sia la base per poter iniziare a lavorare bene e per creare un legame ancora più forte durante la stagione”.

Ti sei fatto un’idea di come sarà il tuo rapporto con Nikita?
“Se la squadra ci ha scelto come coppia credo che ci sia una buona ragione. Ho già detto di quanto sia impaziente di iniziare la stagione, e credo sia così anche per Nikita, siamo entrambi motivati e vogliamo spingere il più possibile per migliorare, senza tralasciare il minimo dettaglio. Io e Nikita siamo stati compagni di squadra ai tempi del kart, poi abbiamo corso insieme in diverse categorie, come Formula 3 e Formula 2 nel 2020, e abbiamo lottato per vittorie e per il titolo”.

Cosa pensi della decisione della squadra di non sviluppare la monoposto 2021?
“Cercheremo di lavorare su ogni aspetto, ogni dettaglio, per spremere tutto il possibile dalla vettura. Da parte mia l’obiettivo è quello di dare il massimo ogni volta che scendo in pista, ho tanto da imparare e voglio cogliere ogni opportunità per crescere”.

Che programmi hai con Ferrari quest’anno?
“Abbiamo diverse attività che faremo insieme, come il programma al simulatore e altre cose che farò con FDA. La connessione è attiva, sono un pilota FDA e per me è fantastico poter contare sul sostengo e l’aiuto nella preparazione mirata a svolgere al meglio il lavoro che mi attende nella mia prima stagione in Formula 1”.

Nelle serie propedeutiche hai sempre dato il meglio di te nella seconda stagione in una categoria. Ti aspetti che avverrà lo stesso anche in Formula 1?
“Ti saprò rispondere meglio quando la mia prima stagione sarà finita. Ma credo sia naturale crescere dopo aver familiarizzato con un contesto, quando sei integrato in una squadra. È altrettanto vero che voglio sfruttare ogni singola sessione per migliorarmi, sin dai primi chilometri che potrò completare”.

Parli spesso con Jock Clear?
“Sì, gli ho sempre parlato molto negli ultimi anni. La prima volta che ho lavorato con lui è stato nel 2014, in una sessione al simulatore, è stato molto divertente ed interessante considerando che in quel momento ero ancora in karting. A volte abbiamo parlato del lavoro che ha svolto nel corso degli anni con tanti piloti, incluso mio padre, ed è sempre molto interessante. Ho preso molti appunti in merito, e non vedo l'ora di lavorare ancora più da vicino con lui quest'anno”.

Cosa ne pensi della livrea della monoposto con i colori russi?
“Sono i colori della squadra, e credo che in generale la monoposto abbia un bell’impatto. Mi sembra molto bella, esuberante”.

Senti un po' di pressione legata al riportare in Formula 1 un cognome come il tuo?
“Non ho mai detto che è causa di pressione, e credo di essere abbastanza sicuro che non lo dirò mai. Sono felice del mio cognome, e sono altrettanto felice di riportarlo in Formula 1, è una spinta motivazionale aggiuntiva a fare il massimo ogni singolo giorno”.

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Su questo articolo

Serie Formula 1
Piloti Mick Schumacher
Team Haas F1 Team
Autore Roberto Chinchero