Mercedes: una debacle frutto di una scelta precisa?

La squadra di Brackley al 14esimo GP della stagione 2020 ha perso l'imbattibilità delle pole position, ma le W11 hanno sofferto più del previsto con Hamilton, quinto, e Bottas, nono. Risultati anomali per la squadra che domina il mondiale. Scelte sbagliate che hanno impedito di innescare la temperatura delle gomme sull'acqua o startegia finalizzata alla gara di oggi che dovrà sancire il settimo titolo mondiale di Lewis?

Mercedes: una debacle frutto di una scelta precisa?

L’ultima volta che entrambe le Mercedes hanno mancato le prime due file della griglia di partenza è stato nel 2015, Gran Premio di Singapore, e bisogna tornare indietro di altri due anni (Monza 2013) per non vedere almeno una delle ‘stelle’ d’argento nella top-5 dello schieramento.

“Aah, mer… - ha commentato Toto Wolff – di certo abbiamo vissuto giorni migliori, ma non credo che ci sia stato un solo motivo dietro questo risultato”.

Per la prima volta nel 2020 la Mercedes non ha conquistato la pole position, è questa è stata già una notizia di notevole portata, ma a stupire ancora di più è stato il divario tra Lewis Hamilton, sesto, ed il poleman Lance Stroll: 4”795!

Ha ragione Wolff quando afferma che non c’è stato un solo motivo dietro questa débâcle, ma un cocktail micidiale di fattori che ha mandato in crisi le due W11: temperature basse, asfalto nuovo e la pioggia.

Un mix che ha costretto Hamilton e Bottas a dover remare non poco per tenere in pista le rispettive monoposto, con gli pneumatici che non hanno mai raggiunto la finestra corretta di temperatura.

“Non siamo riusciti ad avere grip con nessun tipo di gomma – ha confermato Wolff – scivolavamo ovunque. Si sono verificate molte condizioni che hanno determinato una situazione generale per noi molto difficile, ma non cerchiamo scuse, avremmo dovuto farci trovare pronti e non è stato così. Dovremo capire perché, e fare in modo che non si verifichi nuovamente, anche se dubito che in Bahrain e ad Abu Dhabi potremo trovare un contesto simile”.

Ora la domanda che in molti si pongono è quella in merito agli obiettivi a cui potranno puntare in gara Hamilton e Bottas. La mancanza di performance evidenziata ieri dalle due Mercedes ha colto di sorpresa sia la squadra campione del mondo che gli avversari, visto che la W11 è considerata la monoposto con il maggior carico aerodinamico ed il motore più potente.

Nel secondo caso l’attenuante è nelle condizioni generali che non hanno certo permesso ai piloti di spingere a fondo, ma perché la monoposto non è riuscita ad ‘accendere’ sia le intermedie che le full-wet?

C’è chi sostiene che gli ingegneri della Mercedes non abbiano interpretato al meglio i setup utilizzati sia da Hamilton che da Bottas, magari perché intenzionalmente più rigidi rispetto a quanto sarebbe stato necessario per andar forte nelle condizioni di ieri.

Non è però da escludere categoricamente che qualora i 56 giri di gara si dovessero disputare su pista asciutta le due Mercedes non possano salire in cattedra, anche se non sarà semplice andare ad insidiare Max Verstappen.

“La mia strategia per la gara? – ha commentato Hamilton – Semplice, restare in pista!”. Lewis non vuole alimentare aspettative, anche perché a lui basterà arrivare sotto la bandiera a scacchi davanti a Bottas per festeggiare il suo settimo titolo Mondiale, ma sarebbe un errore togliere le due Mercedes dal ristrettissimo club dei potenziali vincitori del Gran Premio di Turchia.

Sulla carta Hamilton non è stimolato a prendersi grandi rischi, ma trattandosi di Lewis Hamilton, non è detto che qualora la sua monoposto dovesse riuscire a riconciliarsi con le gomme riuscirà a ‘violentarsi’ rinunciando alla tentazione di lottare anche per il successo di tappa.

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