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F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola
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F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola

Mercedes: quell'ala in più data dalla sospensione posteriore

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Mercedes: quell'ala in più data dalla sospensione posteriore
Di:
Co-autore: Giorgio Piola

Gli ingegneri di James Allison sono stati molto coraggiosi nell'ancorare il braccio inferiore della sospensione posteriore alla struttura deformabile piuttosto che alla scatole del cambio come sempre: hanno potuto inclinare le leve in modo tale che possano assolvere una funzione aerodinamica come se ci fosse una piccola ala a boomerang che permette di incrementare il carico e migliora l'effetto estrattore del diffusore.

La Mercedes è una monoposto che esprime il meglio di questa generazione di Formula 1: gli ingegneri di Brackley hanno sviluppato una vettura che riesce a stupire in qualsiasi aspetto la si voglia osservare.

Insomma, sarebbe sbagliato credere che la supremazia delle frecce nere nasca solo dalla superiorità della power unit, per quanto il motore F1 M11 EQ Performance sia indiscutibilmente il più potente del lotto, potendo contare su nuove leghe di alluminio che hanno permesso di raggiungere valori di rigidità del basamento e della testa tali da incrementare la pressione in camera di combustione incrementando le prestazioni.

Ma l’immagine di Giorgio Piola scattata nella pit lane di Barcellona evidenzia un altro aspetto della W11 che è molto interessante: il telaista John Howen, infatti, ha deciso di ancorare il braccio posteriore del triangolo inferiore della sospensione posteriore alla struttura deformabile del retrotreno.

Lo stesso dt, James Allison, aveva ammesso che si trattasse di una soluzione un po’ estrema perché mai ci si era avventurati a usare la struttura di sicurezza per cercare le performance: ricorderete che al Red Bull Ring erano emerse delle strane vibrazioni nel posteriore della freccia nera, tali da mandare in crisi il sensore del cambio.

La sospensione posteriore della Mercedes W11 attaccata alla struttura deformabile posteriore

La sospensione posteriore della Mercedes W11 attaccata alla struttura deformabile posteriore

Photo by: Giorgio Piola

Pare che i guai derivassero proprio da questo innovativo attacco della sospensione che non era sufficientemente rigido per cui è stato subito irrobustito per la gara successiva e il guaio è scomparso. Ma come mai in Mercedes si sono presi questo rischio? La risposta è semplice: per trarre dei vantaggi di natura aerodinamica.

E la foto che pubblichiamo mostra in modo eloquente come i due bracci inferiori della sospensione sono sensibilmente inclinati verso la coda della vettura per infulcrarsi alla struttura deformabile del cambio. Hanno una forma che simula una sorta di profilo alare aggiunto, riprendendo il concetto dell’ala posteriore inferiore che è vietata per regolamento dall’introduzione della regolamentazione ibrida.

Ed è interessante scoprire come elementi strutturali si trasformino, per esigenze aerodinamiche sempre più spinte, in soluzioni che contribuiscono a generare delle prestazioni.

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