Mercedes punta sul motore, Red Bull sul warm up delle gomme

Hamilton è stato il più veloce nelle libere del GP del Portogallo: la Mercedes è parsa più a suo agio a Portimao pur disponendo di una power unit con una mappatura molto conservativa che domani in qualifica sarà spinta. Verstappen con la Red Bull è arrivato a 143 millesimi dalla W12 pur conducendo linee meno spinte, potendo contare su un più efficiente riscaldamento delle gomme nel giro di lancio. E' attesa una battaglia sul filo dei millesimi.

Mercedes punta sul motore, Red Bull sul warm up delle gomme

Hamilton vs Verstappen, capitolo 3: Portimao. Classifica alla mano la tappa portoghese del mondiale 2021 è iniziata con il leader del mondiale davanti a tutti al termine delle simulazioni di qualifica.

Sono 143 i millesimi che dividono Hamilton da Verstappen, ma con Lewis che ha lanciato un messaggio chiaro: “Non so come sia andato il giro di Max, ma il mio non è stato perfetto”. Ovvero, c’è ancora margine, e non potrebbe essere diversamente su una pista molto tecnica come quella di Portimao.

“Siamo ancora molto vicini – ha confermato Hamilton – da parte nostra abbiamo ancora degli aspetti da migliorare ma credo che sia lo stesso anche per loro. Mi aspetto una qualifica molto serrata”.

Il delta tecnico che separa Mercedes da Red Bull è una materia ‘viva’, che continuerà a ridursi ed estendersi a seconda della spinta tecnica delle due squadre. La Mercedes, al di là delle difficoltà lamentate da Hamilton ad inizio FP1, ha iniziato bene il weekend portoghese, confermando che il lavoro di messa a punto del progetto W12 procede nella giusta direzione.

Gap azzerato? Non è detto, perché in Red Bull hanno risposto portando in pista una serie di novità valutate da Adrian Newey in persona, presente nei box portoghesi.

Il potenziale della Red Bull è stato più evidente nella simulazione di gara di Max Verstappen, confermatosi il più veloce con gomme medie, le uniche utilizzate dalla squadra nei long-run, ma l’olandese ha beneficiato di una pista un po' più gommata essendo uscito dai box nelle battute conclusive.

La sessione pomeridiana è stata disturbata da un forte vento che ha complicato non poco la vita ai piloti. “È andato tutto bene – ha commentato Verstappen – ma non è stata una giornata semplice. L’asfalto è scivoloso, e lo sapevamo dallo scorso anno, poi ci si è messo anche il vento. Le condizioni sono le stesse per tutti, è vero, ma vi assicuro che non è stato per nulla divertente guidare in condizione come quelle di oggi”.

Sulla stessa linea anche Hamilton: “Sembra che oggi tutti abbiano fatto fatica a trovare il giusto equilibrio, e trovo difficile dire se è questione di macchina, vento o pista”.

Sulla carta è Verstappen ad essere il candidato numero uno per conquista della pole position, visto che ha confermato quella che sembra essere un’arma micidiale della RB16B, ovvero la capacità di saper portare velocemente le gomme in temperatura, un aspetto emerso in modo chiaro nei primi giri dei long-run.

“Siamo venuti qui l'anno scorso e la gomma era troppo dura – ha lamentato Hamilton – siamo tornati questo weekend e le gomme sono le stesse. Credo che la scelta corretta sarebbe stata quella di portare le C2, C3 e C4 (la Pirelli ha selezionato C1, C2 e C3 come nel 2020) ma alla fine è uguale per tutto, quindi dovremo conviverci in qualche modo.

Hamilton gioca sempre in difesa, ma alla fine la Mercedes non è tagliata fuori dalla lotta per la pole. Nella percorrenza di curva Lewis è stato mediamente più veloce di Verstappen, ad eccezione di curva 1, dove Max nel suo giro più veloce è transitato con 10 km/h in più dell’avversario.

La Mercedes sembra aver scelto un setup con un carico aerodinamico leggermente maggiore della Red Bull, o (come non sono in pochi a credere nel paddock) nel team campione del mondo hanno deciso di utilizzare la power unit in modalità molto conservativa.

L’assillo dell’affidabilità c’è, e ci sarà fino al termine della stagione, ma attenzione alla qualifica di domani, sessione in cui la Mercedes oserà qualcosa in più rispetto a Bahrain e Imola.

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