McLaren-Honda: intercooler alto e radiatori innovativi

McLaren-Honda: intercooler alto e radiatori innovativi

L'installazione della power unit giapponese sulla MP4-30 è diversa dalle altre: funzionerà?

La McLaren-Honda vuole stupire: non per le prestazioni della MP4-30 piuttosto deludete nel primo test collettivo a Jerez, ma per le scelte tecniche che sono state portate avanti fra la troika formata da Tim Goss, Matt Morris e Peter Prodromou con i giapponesi diretti da Yasuhisa Arai. Ha colpito tutti quanto sia stretta la monoposto di Woking nella zona a Coca Cola, grazie ad un’installazione della power unit certamente diversa da quella che avevamo visto di Mercedes, Ferrari e Renault.

LO SCAMBIATORE DI CALORE IN ALTO SOPRA AL COMPRESSORE
Volendo trovare una somiglianza si potrebbe dire che i nipponici hanno estremizzato alcuni concetti dello 059/3: lo scambiatore di calore aria/aria, infatti, è stato montato molto in alto sopra al compressore che è stato tenuto lontano alla turbina, mentre sulla Rossa è stato confermato l’intercooler ad acqua dentro all’architettura della testata.

UN PACKAGING MOLTO INNOVATIVO
I giapponesi hanno fatto una scelta ponderata per due valide ragioni: primo, avere condotti molto corti che possono fruttare un risparmio di peso e secondo, inserire la MGU-H nella V del 6 cilindri dove comunque ha trovato posto anche l’idraulica dei cornetti mobili, una delle novità concesse dalla FIA ai motori 2015, senza che questi costino dei gettoni di sviluppo. I due elementi della sovralimentazione non sono però così lontani come sul motore Mercedes, con il compressore montato sul lato telaio e la turbina vicino allo scarico.

LA PRESA DINAMICA DIVISA PER DUE FUNZIONI
Ora è chiaro che la presa dinamica dell’airbox divisa in due parti alimenta per la metà superiore l’intercooler aria/aria e per lo spazio inferiore il compressore. L’aver spostato un peso importante così in alto penalizza il baricentro della vettura, ma evidentemente i vantaggi di natura aerodinamica che si ricavano da pance che si stringono in modo impressionante dietro all‘abitacolo sono enormemente maggiori ai possibili guai di manegevolezza.

I RADIATORI HANNO UN DOPPIA INCLINAZIONE
Ma l’aspetto più intrigante è la disposizione dei radiatori della power unit: sulla MP4-29 erano stati montati paralleli al senso di marcia sul lato esterno delle pance, rilevando dei bloccaggi aerodinamici nell’evacuazione del calore che non poteva essere ottimale. Quest’anno, invece, i pacchi radianti sono tornati ad una posizione più classica per Woking, come si nota nella foto dello spagnolo Albert Fabrega: sono perpendicolari e più alti davanti e molto bassi dietro con tutta la superficie che viene investita dal flusso di aria fresca. L’aspetto innovativo è che mostrano una doppia angolazione, perché sono anche più alti nella parte esterna delle pance, rispetto al lato del telaio. Questa scelta consente di avere una buona svasatura della fiancata nella parte inferiore, e porta facilmente lo sfogo di aria calda dei radiatori nella zona centrale della monoposto, senza nocivi bloccaggi che, invece, si vedono su altre esecuzioni meno raffinate.

LA MP4-30 E' UN LABORATORIO DA SGREZZARE
La McLaren MP4-30, insomma, è ancora un “laboratorio” da sgrezzare, ma le scelte di progetto sono piuttosto ardite per conseguire risultati importanti in uno spazio di tempo di appena due anni. L’apprendistato, quindi, dovrà essere il più rapido possibile: se lo augura Fernando Alonso che si augura di non aver sbagliato la scelta di mercato, vedendo una Ferrari che a Jerez sembra aver dato una decisa sterzata per cancellare il ricordo del pessimo 2014…

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Piloti Jenson Button , Fernando Alonso
Articolo di tipo Ultime notizie