Lowdon conferma che la Marussia non si arrende

Lowdon conferma che la Marussia non si arrende

Ha rivelato che c'era l'ok per usare la vettura 2014 da dicembre, a patto di aggiornarla ai nuovi regolamenti

La Marussia non ci sta a vedersi accantonare proprio ora che vedeva la luce al fondo del tunnel. La squadra finita in amministrazione controllata nella parte conclusiva della scorsa stagione, saltando gli ultimi tre Gp, ha trovato un investitore disposto a rilanciare il team, ma giovedì ha trovato un ostacolo nello Strategy Group.

Alcune squadre, prima tra tutte la Force India, hanno votato contro la possibilità di consentire alla Marussia di schierare la monoposto della passata stagione (ormai è tardi per pensare di completare quella del 2015 in tempo per Melbourne). Come vi avevamo spiegato anche noi ieri, il direttore sportivo Graeme Lowdon però ci ha tenuto a sottolineare che la partita non è finita qui in un comunicato diffuso nella serata di ieri dalla Manor Gp (dovrebbe essere questo il nome nuovo della squadra).

Lowdon, infatti, ha voluto spiegare che in realtà nell'incontro dello scorso dicembre dello Strategy Group il team aveva già ottenuto la possibilità di presentarsi al via con la monoposto dello scorso anno, a patto di realizzare un muso in linea con i nuovi regolamenti e di fargli superare il crash test frontale.

"Sono rimasto sorpreso nel sentire tutti questi commenti, specialmente riguardo al fatto che si dice che abbiamo fatto questa richiesta solamente nella riunione di giovedì. Ma posso confermare che non è affatto così" ha esordito Lowdon, rispondendo alle critiche di Rob Fernley della Force India, che diceva che non riteneva giusto dare una deroga a fronte delle pochissime informazioni date dalla Marussia sul suo nuovo progetto.

"Abbiamo fatto una richiesta lo scorso 17 dicembre e da allora abbiamo lavorato per raggiungere i requisiti che ci erano stati richiesti, più nello specifico per rendere la vettura conforme ai regolamenti. Qualcuno ha detto che nella nostra richiesta non c'era sostanza o alcuna documentazione che giustificasse questa speciale deroga" ha continuato a spiegare.

"Ribadisco quindi che giovedì non abbiamo fatto alcuna richiesta e che invece stiamo procedendo con il processo di conformità che ci è stato richiesto. Stiamo facendo tutto il possibile per rispettare la procedura che ci è stata richiesta e tornare in griglia nel 2015" ha aggiunto.

Anzi, Lowdon ha spiegato che c'è già un gruppo di lavoro che si sta dando parecchio da fare: "La squadra ha un numero significativo di persone che sta già lavorando su entrambe le vetture, quella del 2014 e quella 2015. Inoltre abbiamo il vantaggio di poter assumere dei tecnici molto rapidamente, perché ce ne sono tanti di esperienza e talento rimasti senza lavoro dopo i tagli nostri, della Caterham e delle altre squadre".

Riguardo al nome del potenziale "salvatore", per ora Lowdon preferisce non fare nomi, dicendo che la riservatezza è fondamentale per una trattativa tanto delicata, ma in Gran Bretagna sono sicuri che si tratti di Justin King, ex amministratore delegato della J Sainsbury, società che possiede una delle principali catene di supermercati britannici, ma soprattutto padre di quel Jordan che quest'anno farà il suo debutto in GP2. Insomma, la tempistica dell'operazione non sembra affatto casuale...

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