F1: le inutili polemiche su un litro di benzina che non c'era

Marko ha preso le difese di Vettel ritenendo esagerata l'esclusione del tedesco dal GP d'Ungheria dopo il secondo posto conquistato in pista. Sulla Aston Martin #5 non è stato trovato il litro di carburante necessario per analisi e contoanalisi, per cui la squalifica della verdona è inappuntabile. L'austriaco ha voluto sottolineare l'esagerazione del provvedimento rispetto alla penalità inflitta a Hamilton nel GP di Gran Bretagna, ma non conosce le regole?

F1: le inutili polemiche su un litro di benzina che non c'era

La scia delle polemiche sull’incidente alla curva Copse del GP di Gran Bretagna non accenna a spegnersi. Ogni occasione è buona per rivoltare la frittata e proseguire un contenzioso con la FIA sui diversi metri di giudizio che i collegi dei commissari sportivi stanno applicando nei provvedimenti presi durante la stagione 2021 di Formula 1.

Helmut Marko, consigliere personale di Dietrich Mateschitz, padrone di Red Bull, non perde occasione per sparare cannonate contro le decisioni dei giudici sportivi. Il manager austriaco non ha esitato a prendere le parti di Sebastian Vettel che è stato escluso dalla classifica del GP d’Ungheria perché sulla sua Aston Martin AMR21 il delegato tecnico della FIA, Jo Bauer, non ha trovato il litro di benzina necessario a effettuare una verifica del carburante.

Nel serbatoio della verdona erano rimasti solo tre decilitri, per cui automatica è scattata l’esclusione dalla classifica. La decisione ha destato molta sorpresa, come se gli addetti ai lavori della F1 non conoscessero i regolamenti e perché vengono applicate certe sanzioni. E questo certo non aiuta a mantenere calmi gli animi di un ambiente che è già di per sé molto surriscaldato.

“È evidente la causa per la quale Vettel è rimasto con meno carburante nel serbatoio di quanto è previsto – ha detto Helmut a Speedweek – in Aston Martin avevano calcolato un quantitativo di benzina per disputare una gara normale, ma nel momento in cui si sono trovati a lottare per la vittoria con l’Alpine di Ocon Vettel il team non ha pensato a risparmiare carburante”.

“Vettel è stato squalificato, se prendo in considerazione questo metro di giudizio e questo tipo di sanzione mi chiedo dove sia la decisione appropriata pensando a quanto ha fatto Hamilton a Silverstone e come se la sia cavata con una penalizzazione di appena 10 secondi”. 

Qualcuno dovrebbe spiegare a Marko che il litro di benzina nel serbatoio a fine gara è richiesto per effettuare la verifica del carburante: mezzo litro serve per l’analisi e l’altro mezzo litro per le controanalisi. Senza il quantitativo minimo non è possibile avere i risultati chimici e il controllo sarebbe al di fuori delle garanzie previste dalle norme.

Arrivare alla bandiera a scacchi con un quantitativo di carburante inferiore al previsto equivale a sottrarsi alla verifica, avvalorando il sospetto che la monoposto possa aver corso con una benzina non omologata e, quindi, illegale.

Siccome la storia delle corse è piena di episodi eclatanti legati al carburante (ci sono stati veri e propri tentativi di frode) la FIA ha voluto tutelarsi con una norma molto chiara che è nota a tutti da anni e che è scritta nell’Art. 3.2 del Codice Sportivo Internazionale FIA e non solo nel regolamento di Formula 1.

L’Aston Martin ha tentato di ribaltare il giudizio del collegio dei commissari sportivi facendo valere l’articolo 14 del CSI che consente il diritto di revisione, ma non ha portato prove nuove che le permettessero di riottenere il secondo posto di Sebastian Vettel.

La squadra di Silverstone si è riservata la facoltà di portare avanti anche l’appello alla FIA, ma a questo punto solo per dimostrare la buona fede: i tecnici hanno registrato che c’è stato un consumo anomalo rispetto alle previsioni, ma, comunque, il famoso litro di benzina nel serbatoio non è stato trovato. Per cui Marko ha perso una buona occasione per stare zitto…

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