La FIA vergognosa sul ritorno del Gp del Bahrein

La FIA vergognosa sul ritorno del Gp del Bahrein

Jean Todt pronto a rivedere la posizione della Federazione, ma non c'era da esitare un attimo

Bernie Ecclestone ha espresso spesso una sua concezione del mondo. In diverse interviste e in tempi successivi ha manifestato la sua opinione sui regimi totalitari. Mister E crede nell'uomo forte che serve a tenere l'ordine. Tanto che a proposito di Hitler disse: “Suppongo sia terribile da dire ma, al di là di ciò che ha fatto, era nella condizione di poter comandare molte persone e di fare le cose. Alla fine si è perso, perciò non era un così buon dittatore“. Rincarando poi la dose con Saddam Hussein: “I politici si preoccupano troppo delle elezioni. Abbiamo fatto una cosa terribile quando abbiamo sostenuto l’idea di sbarazzarci di lui. Era l’unico in grado di controllare l’Iraq”. Parole pesanti che a suo tempo avevano creato sdegno e imbarazzo. Qualcuno ci aveva riso sopra, sostenendo che Bernie cominciava a dere evidenti segni di cedimento, per i suoi 80 e passa anni. Ecclestone è stato fra quelli che hanno spinto perché il Gp del Bahrein torni nel calendario della Formula 1 dopo che la gara di apertura del campionato 2011 è saltata per le proteste che erano scoppiate nell'Emirato arabo a sostegno dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Eppure è proprio Ecclestone è che sul Times di oggi prende una posizione molto diversa e chiara, in controtendenza con la Federazione Internazionale, quasi a voler lasciare nelle mani di Todt il cerino che brucia: "La gara si dovrebbe fare il 30 ottobre: c'è tempo per vedere cosa succede in Bahrein. La FIA ha votato il ritorno della corsa in calendario perché tutto sarebbe calmo, ma io non ho queste voci. Non è una questione di soldi: se non ci sono le condizioni di sicurezza non andremo nell'Emirato". Come in Egitto, Tunisia, Libia e Siria, anche in Baherein c'è stata una dura repressione con molti morti e feriti. Si dice che fra le vittime ci siano anche dei dipendenti dell'autodromo che avevano iniziato le proteste proprio per far saltare il Gp. Un paio sarebbero ancora imprigionati, secondo una petizione apparsa su internet, e sarebbero stati torturati. Se Gheddafi, Mubarak e Ben Ali sono stati indicati come dei sanguinari, non si capisce come mai l'Occidente tolleri che si ritorni a Sahkir per la disputa del Gp di F.1. È bastato che l'emiro Hamad bin Isa al Khalifa, garantisse il ritorno della normalità in Bahrein per riparlare di 20 Gp in calendario. È come chiedere all'oste se il vino è buono! E stupisce che l'avallo sia arrivato dal Consiglio Mondiale della FIA che si è riunito in seduta plenaria a Barcellona venerdì scorso, dopo una serie di tentennamenti vergognosi. Ora il presidente Jean Todt non sembra più troppo convinto ed è pronto a rimettere in discussione il provvedimento che ha scatenato anche la reazione di alcune squadre poco propense ad allungare la stagione 2011 fino a metà dicembre. "Carlos Gracia, inviato FIA - ha ammesso Todt - ha avuto diversi incontri con i responsabili delle società umanitarie in Bahrein. Ha parlato con tante persone prima di presentare la relazione finale che è stata approvata all'unanimità nel corso del Consiglio Mondiale".
 Alex Wilks, responsabile della Aavaz, una associazione che difende i diritti umani lo smentisce: "Le notizie secondo cui in Bahrein è tornata la calma sono completamente false. Nella scorsa settimana la polizia hanno continuato ad utilizzare gas lacrimogeni, proiettili di gomma e granate assordanti per rompere marce pacifiche, uccidendo e ferendo decine di persone". È assurdo che una Federazione Internazionale, pronta a sanzionare in modo esemplare i piloti ogni volta che sono protagonisti di un'intemperanza per strada, dal momento che devono essere un esempio per l'educazione dei giovani, poi si conceda di organizzare una gara in un Paese che reprime duramente chi protesta per i diritti umani. A questo punto non c'è una ragione valida per andare in Bahrein, specie dopo che anche l'"Emiro" della Formula 1 ha preso un posizione molto tattica in questa situazione. A meno che non voglia guadagnare tempo e scaricare ogni responsabilità sulla Federazione, portando pure questo tema nella guerra che divide Bernie e la FIA in vista del rinnovo del Patto della Concordia 2012. E sarebbe interessante sapere qual è il parere di Ferrari, McLaren e Mercedes che hanno importanti intrecci economici con gli emirati più vicini al Bahrein. La questione farà discutere in questi giorni, tanto più che molti team non sono in grado di sostenere due trasferte a fine anno (Il Gp dell'India slitterebbe all'11 dicembre per fare spazio al rientro del Bahrein): in quel periodo, infatti, c'è chi giustamente viene mandato in ferie per scaricare quelle accumulate nell'anno e chi, invece, si occupa della costruzione della nuova monoposto. Con il taglio del personale imposto dalla FIA per la riduzione dei costi le due cose non possono coesistere. Voi cosa ne pensate?

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