La Ferrari modifica o cambia il suo simulatore?

La Ferrari modifica o cambia il suo simulatore?

Pedro De la Rosa sostiene che l'hardware del sistema di Maranello è meno avanzato di quello McLaren

Pedro De La Rosa è il pilota più esperto della Formula 1. Lo spagnolo, nonostante i 42 anni che ne fanno il pilota più vecchio del Circus dopo il ritiro di Michael Schumacher, è stato fortemente voluto dalla Ferrari per sviluppare il simulatore. Pedro, oltre ad essere apprezzato per le sue indubbie doti di collaudo, ha una sensibilità spiccata nel distinguere le varie funzioni di una monoposto, è stato “corteggiato” da diverse squadre dopo che la HRT ha chiuso il suo programma nei Gp per l’esperienza pluriennale che ha maturato al simulatore della McLaren. HAMILTON LO VOLEVA ALLA MERCEDES Lewis Hamilton aveva “raccomandato” lo spagnolo alla Mercedes: il pilota inglese era consapevole che lo spagnolo potesse essere una risorsa importante per fare crescere le potenzialità della squadra nell’area della simulazione, un terreno nel quale la squadra di Woking ha scommesso per prima, investendo importanti risorse quando erano ancora possibili i test in pista. DOMENICALI E ALONSO IN ANTICIPO Gli uomini di Stefano Domenicali sono stati abili nel convincere De la Rosa a scegliere Maranello e, certamente, deve aver fatto la sua parte anche Fernando Alonso che è da sempre amico del connazionale. Pedro ha avuto modo di saggiare le doti della F138 nell’ultima giornata di prove della prima sessione collettiva che si è svolta a Jerez: la squadra del Cavallino ha voluto che il nuovo tester avesse un’immediata sensazione di quale fosse la lontananza (o vicinanza) fra la nuova Rossa guidata in pista e il simulatore di Maranello. HARDWARE MENO AVANZATO DI MCLAREN Un test probante che ha dato dei risultati molto chiari ai tecnici del Reparto Corse, incuriositi di avere un feed-back immediato dell’iberico. Pedro è stato molto bravo nel fare una relazione molto dettagliata e ricca di informazioni, ma con il mondo esterno è stato piuttosto lapidario: “Devo ammettere che il simulatore Ferrari è meno avanzato di quello McLaren, sia per quanto riguarda l’hardware sia per quello che riguarda il software, ma la nuova Ferrari F138 è una buona monoposto”. F138 MIGLIORE DEL SIMULATORE? Insomma, volendo interpretare le parole di De la Rosa verrebbe da dire che è migliore la macchina di quanto non sia il simulatore. I tifosi del Cavallino avranno tirato un sospiro di sollievo, sapendo della promozione della F138, ma in realtà ora si pone il dubbio se vale la pena insistere sull’attuale simulatore o se, invece, non sia necessario mettere mano anche all’hardware per cercare di chiudere il gap dalla migliore concorrenza (McLaren e Red Bull Racing)? STRUTTURA ATTIVA DA FINE 2009 Il simulatore del Cavallino è attivo a Maranello dalla fine del 2009 (in precedenza veniva usato quello più primordiale del Centro Ricerche Fiat ad Orbassano): è ospitato all’interno di una struttura che è tutta dedicata alla realtà virtuale applicata alla F.1, dove c’è anche il race control diretto da Neil Martin, il luogo dove si studiano in remoto le strategie di gara. LA NAVICELLA SPAZIALE Al centro della sala principale, alta tre piani, c'è una piattaforma curata dalla Moog, alla quale si accede con una scaletta, proprio come se si fosse in una navicella spaziale: si tratta di una struttura in alluminio e compositi che ospita l'abitacolo di una monoposto ed i dispositivi per la visualizzazione delle immagini e la diffusione del suono. 
 C’E’ UN RAGNO CHE SI MUOVE Quando si mette in... moto, il “ragno” si alza al centro della sala grazie agli attuatori controllati elettronicamente, sei bracci telescopici muovono un'astronave di 2 tonnellate in grado di riprodurre dei movimenti in tutte le direzioni, ricostruendo parte delle sensazioni percepite dal pilota. 
 CI SONO CINQUE MEGASCHERMI Il simulatore ha movimenti bruschi e repentini e asseconda accelerazioni e frenate, oltre che eventuali dislivelli. Il tester, insomma, si ritrova seduto nell'abitacolo della sua monoposto, ma è avvolto da cinque mega-schermi che coprono una visuale di oltre 180 gradi nei quali si riproduce lo scenario che il pilota vedrebbe se fosse realmente alla guida di una macchina reale, inclusa la visione offerta dagli specchietti retrovisori. A WOKING IL SIMULATORE E’ SU PIATTAFORMA Il “ragno” potrebbe essere superato? Stando ai suggerimenti di De la Rosa verrebbe da pensare che sia così: la McLaren utilizza un sistema molto meno complicato che viene ospitato in una normale stanza del Technical Centre di Woking. C’è una piattaforma che si muove, mentre la “monoposto” è ad essa ancorato nel punto di baricentro che fa da fulcro: le reazioni che percepisce il pilota, quindi, sono il frutto dei movimenti combinati dei due elementi. Le sensazioni sono più immediate e, pare, che le possibilità di sviluppo sia maggiori e con costi minori. PEDRO CONSIGLIA DI CAMBIARE STRADA È difficile che la Ferrari butti a mare tre anni di esperienza ma non è da escludere che valuti di adeguare la sua struttura a quanto di più moderno offre oggi la tecnologia. La competitività di una monoposto si trova anche in alcuni degli aspetti più reconditi del Reparto Corse. A Maranello hanno una struttura con l’hardware identico a quello della Dallara, mentre il sofware è specifico e sviluppato secondo le esigenze della squadra. L’esperienza di Pedro consiglierebbe di guardare ad altri sistemi di simulatori, ma chi ha lavorato sul “ragno” come Marc Gené, Jules Bianchi, Davide Rigon e Andrea Bertolini auspica di non disperdere la conoscenza acquisita, perché significherebbe partire di nuovo da zero. Una valutazione che è in corso, ma non si dimentichi che la Ferrari ha chiuso la galleria del vento di Maranello fino ad agosto per adeguarla alle necessità attuali, per cui non dovrebbe sorprendere se venisse cambiato anche l’orientamento sul simulatore…

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Campionati Formula 1
Piloti Pedro de la Rosa
Articolo di tipo Ultime notizie