Imola sarà il GP del Made in Italy e dell'Emilia Romagna

Il governatore dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, illustrando il calendario degli eventi sportivi della Regione ha ufficializzato che la gara di Imola di F1 si chiamerà GP del Made in Italy e dell’Emilia Romagna. E' il chiaro segno che ci sarà un supporto economico nazionale per coprire il budget di 10 milioni di euro che sarà necessario riconoscere a Liberty Media.

Imola sarà il GP del Made in Italy e dell'Emilia Romagna

Si chiamerà GP del Made in Italy e dell’Emilia Romagna. La seconda prova del mondiale di Formula 1 che si disputerà all’Enzo e Dino Ferrari di Imola cambia denominazione rispetto alla gara del 1 novembre scorso.

Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna, ha ufficializzato il nome della gara in calendario prevista per il 18 aprile, illustrando il calendario degli eventi sportivi della Regione per il 2021.

Il fatto che ci sia il coinvolgimento di un marchio che rappresenta l’intero Paese, lascia pensare che nella copertura dei 10 milioni di euro di fee da riconoscere al promotore Liberty Mediaci sia stato anche il coinvolgimento della politica nazionale, allargando la platea degli Enti che contribuiranno a erogare la cifra necessaria ad avere a Imola la seconda gara tricolore oltre al GP d’Italia a Monza che si disputerà come sempre nel mese di settembre.

Oltre all’impegno della Regione Emilia Romagna e del Con.Ami, il consorzio di 23 Comuni che gravitano attorno a Imola, è prevedibile un coinvolgimento romano a tutela di un appuntamento che la Formula 1 ha ufficialmente inserito nel calendario.

È curioso notare come i GP stiamo cambiando la loro denominazione per effetto del COVID-19: in passato il promotore della F1 pretendeva che le gare fossero espressione di Stati, mentre dallo scorso anno abbiamo avuto una fioritura di realtà locali (GP dell’Eifel, GP della Toscana, GP dell’Emilia Romagna, GP di Sakhir).

Ora arriviamo a un ulteriore passaggio che apre a un’indicazione di provenienza. L’operazione è molto interessante per l’effetto che l’operazione di marketing potrebbe generare a tutela dei prodotti italiani.

Secondo uno studio di mercato pubblicato nel 2017 da Forbes e realizzato da Statista in Made-In-Country-Index (MICI), il Made in Italy è censito al settimo posto in termini di reputazione tra i consumatori di tutto il mondo, mentre per KPMG è il terzo marchio al mondo per notorietà dopo Coca Cola e Visa.

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