Il muretto Red Bull ha aperto la porta alla vittoria di Hamilton

IL GP dell'Emilia Romagna ha consacrato il successo di Hamilton, ma sono state le scelte della Red Bull a favorire la vittoria numro 83 dell'esa-campione a Imola. L'anticipo del pit stop di Verstappen al giro 18 ha costretto la Mercedes a rispondere con la sosta di Bottas, mentre Hamilton, che era terzo, si è ritrovato al comando pronto a costruire una limpida vittoria con un rush da campione con le medie a un passo quasi da qualifica.

Il muretto Red Bull ha aperto la porta alla vittoria di Hamilton

La vittoria conquistata oggi a Imola da Lewis Hamilton è figlia di una notevole performance del sei volte campione del Mondo, ma non solo. A spianare la strada al pilota della Mercedes verso la vittoria numero 93 è stata una scelta fatta al muretto box della Red Bull, una decisione che ha aiutato molto Hamilton rivelandosi poi un boomerang per lo stesso Max Verstappen, che al via era riuscito a passare la Mercedes numero 44 sfilando in seconda posizione.

Il terzetto di testa ha preso il via con gomme medie, ed il primo stint di gara era stato pianificato su una distanza dai 25 ai 30 giri. Un po' a sorpresa la Red Bull ha richiamato ai box Verstappen al giro 18 (quando era a 2”5 da Bottas) mettendo un po' in crisi il muretto box della Mercedes che ha dovuto prendere una decisione: rischiare l’undercut da parte di Max, mantenendo il piano originale, o richiamare subito ai box Bottas per coprire l’olandese?

Ha prevalso la scelta più conservativa ed, infatti, il leader della corsa è tornato in pista il giro successivo, completando il suo pit-stop (gomme hard come per Verstappen) e tornando in pista con un piccolo ma cruciale margine sulla Red Bull.

Questa situazione ha aperto uno scenario che ha favorito il ritorno nella lotta per il successo di Hamilton, che ha visto la possibilità di prendere il comando della corsa senza dover provare un doppio (ed impossibile) sorpasso in pista.

Non deve stupire che Lewis abbia proseguito il suo stint dopo i pit-stop di Bottas e Verstappen, poiché è stato il tandem di testa a cambiare i piani e non il contrario. Per poter sperare nella vittoria, Hamilton era però chiamato a costruire un margine tale da consentirgli di completare il suo pit-stop e tornare in pista in prima posizione, ovvero ventisette secondi.

Facile a dirsi, ma Lewis una volta in testa ha cambiato ritmo. “Dai Bono, andiamo a prendercela”, ha urlato via-radio al suo ingegnere Peter Bonnington, e così ha fatto.

Dal girare sul passo del minuto e diciannove secondi, Hamilton a partire dal giro 19 è passato ad una sequenza impressionante: dieci giri a passo da qualifica che lo hanno portato al giro 29 (coperto in 1’17”502!) ad un margine su Bottas di ventotto secondi, contro i 22”8 che aveva nel momento in cui il suo compagno di squadra è uscito dai box dopo il pit-stop. Nel giro in cui Hamilton è entrato in pit-lane la corsa è stata anche congelata in regime di virtual safety car, ma il sorpasso di fatto era già portato a termine. Il congelamento gli ha consentito di poter scaldare il set di hard senza affanni, potendo contare su un vantaggio di quattro secondi.

Dopo essere stato sfilato da Hamilton, Bottas ha visto acutizzarsi i problemi (accusati già dal secondo giro) legati a un detrito della Ferrari di Vettel finito sotto la sua monoposto. Il finlandese non ha solo perso una posizione su Verstappen, poi recuperata con il ritiro dell’olandese, ma ha dovuto alzare il ritmo, consentendo a Hamilton di prendere un margine di 24 secondi. Un gap che ha permesso a Lewis di poter mantenere la testa al giro 51 quando la corsa è stata congelata in regime di safety car in seguito all’incidente di Verstappen.

Bottas ha imboccato subito la corsia box, montando un set di gomme soft, mentre Hamilton ha completato l’operazione il giro successivo tornando in pista di un soffio davanti al compagno di squadra. È stato l’ultimo momento di tensione per Lewis, che ha poi completato gli ultimi sei giri in programma dando la caccia al giro più veloce, obiettivo raggiunto proprio sotto la bandiera a scacchi.

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