Il costo non è certo il problema del quinto motore

Il costo non è certo il problema del quinto motore

I motoristi per assicurare quattro unità per pilota a stagione producono un centinaio di esemplari!

Domani nello Strategy Gruop si deciderà il destino del quinto motore, anche se la Mercedes ha già fatto sapere la propria contrarietà al cambiamento delle regole in corso d'opera. E dietro alla Casa della Stella a tre punte si sono accodate le squadre che hanno una fornitura della power unit di Brixworth.

Scelta legittima, visto che la squadra di Brackley a Monte Carlo porterà il primo propulsore, vale a dire quello che ha iniziato la stagione in Australia. Si tratta di un record che non ha precedenti nella storia della Formula 1, anche se la tendenza è quella di avvicinarsi di più alle regole delle gare di durata che a quelle dei Gp.

Alcune contrarietà sul quinto motore erano sorte sul problema dei costi: i team clienti già devono sborsare almeno venti milioni di euro per avere una fornitura e non sono disposti a tirare fuori un centesimo in più.

Si tratta di una richiesta legittima, perché è giusto che gli appassionati sappiano che per garantire la durata delle power unit i motoristi producono in realtà un centinaio di motori nell'arco della stagione, fra queli puramente sperimentali sui quali si provano i nuovi gettoni concessi dalla FIA e quelli che devono superare al banco le simulazioni di durata.

Appare evidente che togliere dal mazzo un'unità e girarla ai propri clienti non può essere quindi un costo esorbitante come qualcuno lo vorrebbe far credere. La questione, quindi, è solo politica. Alla fine Toto Wolff potrebbe anche piegarsi al volere degli avversari, ma non vorrà sentir parlare di altri cambiamnti di regole  dopo aver fatto questa concessione...

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