F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola

Il correttore d'assetto Lotus Renault fa già discutere!

Il correttore d'assetto Lotus Renault fa già discutere!

La FIA aveva dato un parere favorevole, ma le altre squadre hanno chiesto un ulteriore chiariemento

Lo scoop di OmniCorse.it fa discutere il mondo della Formula 1. Il geniale correttore d'assetto in frenata sviluppato dalla Lotus Renault è diventato uno degli argomenti di maggiore attenzione nel Circus. Mentre i tecnici di Enstone per il momento si sono chiusi in un silenzio che vale più di mille parole (non abbiamo ricevito alcuna smentita), dell'argomento ha parlato Stefano Domenicali nella conferenza stampa di Wroom a Madonna di Campiglio. Il responsabile della Gestione Sportiva della Ferrari, analizzando le regole 2012, ha detto che “...pare che al momento non ci siano in giro soluzioni strane”. A chi gli ha domandato lumi sulla soluzione tecnica che la Lotus Renault ha provato nei test di Abu Dhabi ha aggiunto: “Sappiamo che è un dispositivo legato alla stabilità della vettura in frenata. So per certo che ci sono state delle comnicazioni scritte fra la FIA e i team e ora aspettiamo che la Federazione ci dica se questo dispositivo sia a norma o no. Bisognerà vedere se questa soluzione darà dei vantaggi prestazionali: ovviamente tutto è vincolato a quello che deciderà la FIA”. La Ferrari, quindi, si è informata su cosa stessero preparando i tecnici di Enstone: un correttore di assetto che dovrebbe mantenere costante l'altezza da terra della Lotus Renault nonostante le varizioni di carico dovute a frenate e accelerazioni. Grazie ad una immagine pescata nei box di Yas Marina, siamo stati in grado di offrirvi il disegno di Giorgio Piola dell'interessante congegno è apparso nei portamozzi della R31 sperimentale, ma dalle parole di Domenicali si capisce che l'argomento non era un segreto fra le squadre di F.1 che hanno aperto un dibattito con la FIA sulla leicità della trovata. La Federazione Internazionale, infatti, ha instaurato una prassi comunicativa: un team sottopone una nuova idea tecnica a Charlie Whiting, responsabile dei tecnici FIA, che valuta insieme alla sua equipe qual è l'interpretazione regolamentare: vale a dire se il sistema è sicuro e se rispetta le norme scritte. Se la FIA promuove l'idea, risponde per iscritto al team che ha presentato la richiesta, dando l'ok alla trovata. In questo caso la squadra può fare tesoro della massima riservatezza e giocarsi un grande vantaggio nel tenere nascosta la novità tecnica il più a lungo possibile prima che venga scoperta e copiata dagli avversari. Diversamente, se la valutazione è negativa, si estende il responso a tutti i team iscritti al mondiale di F.1 per avvisarli che quella idea è stata bocciata, onde evitare che altri possano lanciarsi su concetti molto simili. Insomma, oltre al regolamento scritto della F.1, ci sono interi faldoni sui quesiti tecnici ai quali gli uomini della Federazione hanno dato delle risposte, che sono diventati parte delle norme e che spesso generano delle polemiche per certe opacità interpretative. Si tratta di carteggi fra le parti che non sono destinati a essere pubblici e conferiscono un grande potere agli uomini di Jean Todt. Non sono rari i casi in cui un team chiede spiegazioni a Charlie Whiting su temi che potrebbero essere stati sviluppati da altri: estremizzando i concetti, infatti, si può spingere i tecnici federali a dare interpretazioni più restrittive, mettendo in luce aspetti della trovata che possono avere riflessi diversi da quelli auspicati. Un conto è la lettura della norma e un altro è lo spirito con cui è stata scritta che può generare diverse “interpretazioni”. La Red Bull Racing, per esempio, aveva chiesto un parere sugli scarichi soffianti in fase di rilascio del motore Renault, motivando che l'esigenza era dettata da motivi di affidabilità del V8 francese: avendo progressivamente “allungato” la vita del propulsore con i ripetuti cambiamenti regolamentari, per i tecnici transalpini era necessario usare un po' di comburente come refrigerante della parte alta dell'unità. Abbiamo poi scoperto quale è stato l'effetto aerodinamico che è riuscito a inventarsi Adrian Newey sulla RB7. Ora la nostra anticipazione, condivisa con La Gazzetta dello Sport, ha bruciato la segretezza della FIA e ha aperto un nutrito scambio di mail fra i responsabili tecnici dei team e Charlie Whiting. Se il correttore di assetto meccanico della Lotus Renault sarà in grado di funzionare, potrebbe regalare a Kimi Raikkonen un inizio di stagione con gli occhi di tutti puntati addosso. Può essere che la squadra di Enstone sia riuscita ad accapparrarsi l'ex campione del mondo 2007 mostrandogli anche questa trovata. È chiaro, che se a Enstone hanno investito nel correttore di assetto, è segno che hanno già avuto un ok preventivo dalla FIA, stando ai colleghi inglesi di Autosport già a fine 2010!. Il portamozzo montato ad Abu Dhabi non era affatto un pezzo sperimentale, ma il frutto di un accurato studio ingegneristico in una zona molto complicata della monoposto. Non era un semplice “giochino”, ma deve essere una soluzione che ha richiesto anche un certo investimento nel team diretto da Eric Boullier. E se si è scatenata l'attenzione su questo particolare è perché il correttore di assetto potrebbe essere una trovata che funziona, altrimenti sarebbe passata sotto traccia, come la maggior parte delle altre... Dopo i diffusori a doppio stadio del 2009 e gli scarichi soffianti in fase di rilascio del 2011, il Circus teme che emerga un nuovo “tormentone regolamentare” intorno al correttore di assetto della Lotus Renault. Il bello della F.1 è che non ci sono regole scritte, per quanto accuratamente, che non possano essere interpretate da qualche ingegnere che sa leggere le norme con un pizzico di fantasia, stravolgendo concetti e valori. Non dimentichiamoci che nel 2006 il mass damper della Renault aveva avuto l'imprimatur della FIA, prima che scoppiasse il caso che poi lo rese illegale... Aspettiamoci un montare di polemiche, nel frattempo i team cercheranno di correre ai ripari...

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