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F1 | Il consiglio di Ben Sulayem ad Andretti: “Comprate un team”

Dopo il rifiuto da parte della Formula 1 a inizio anno, il Presidente della FIA Mohamed Ben Sulayem ha suggerito ad Andretti di entrare sulla griglia di partenza non con un team indipendente creato da zero, come provato a fare nell'ultimo anno, bensì acquisendo direttamente un'altra squadra già esistente.

Mohammed Ben Sulayem, President, FIA

A inizio stagione, Andretti si è vista rifiutare l’ingresso in Formula 1 nel 2025 o nel 2026 sulla base delle considerazioni formulate da Liberty Media, che non ritiene la squadra americana un valore aggiunto per la griglia, quantomeno non fino a quando debutterà la Power Unit di GM nel 2028.

Andretti si è subito detta delusa dalle motivazioni che hanno spinto la Formula 1 a rigettare la richiesta formulata dal team americano, sia dal punto di vista dell’immagine che tecnico, continuando il proprio piano di assunzione per rafforzare l’organico. Nelle scorse settimane, ad esempio, è stato ufficializzato l’arrivo di Pat Symonds, che ha abbandonato il suo precedente ruolo, con cui ha contribuito alla stesura dei regolamenti 2022 e 2026, per unirsi al progetto Andretti.

La squadra statunitense pensava di avere le carte in regola per trovare un posto sulla griglia già nel 2026, anche perché precedentemente aveva superato il primo scoglio, ricevendo l’approvazione della FIA. La Federazione, attraverso il suo Presidente Mohamed Ben Sulayem, ha sostenuto l’espansione dello schieramento oltre le dieci squadre esistenti, aprendo nel febbraio dello scorso anno il processo di selezione per dare modo alle parti interessate di presentare le proprie richieste.

Michael Andretti, Owner,retti Global

Michael Andretti, Owner,retti Global

Foto di: Alexander Trienitz

Dopo un processo di selezione, in cui sono stati valutati aspetti finanziari, tecnici e di sostenibilità, solo Andretti aveva ricevuto l’approvazione della Federazione, passando alla fase di contrattazione con la FOM, che però nei mesi successivi ha rifiutato la sua richiesta.

Questa differenza di prospettive sull’espansione della griglia, dato che la F1 ha sempre affrontato con molta cautela il team per le possibili ripercussioni sul piano economico dei team esistenti, ha messo in contrasto Ben Sulayem con Liberty Media.

Parlando con Reuters a Monaco, date le difficoltà nel ricevere il via libera dalla FOM, il Presidente della FIA ha cambiato la sua posizione, suggerendo ad Andretti di provare ad acquisire una squadra esistente piuttosto che insistere nel suo tentativo di entrare come undicesimo team.

"Non ho dubbi che la FOM e Liberty sarebbero felici di vedere altri team, purché siano grandi case", ha detto Ben Sulayem, sottolineando come probabilmente l’unico modo di far cambiare idea alla Formula 1 sarebbe quello di avere il supporto pieno di una grande casa. Proprio per questo la FOM ha lasciato la porta aperta ad Andretti nel 2028, quando dovrebbe debuttare la Power Unit GM costruita in America.

Partnership tra Andretti e Cadillac

Partnership tra Andretti e Cadillac

Foto di: Andretti Autosport

"Consiglierei ad Andretti di comprare un'altra squadra esistente, non di provare a inserirsi come undicesimo team. Ritengo che alcuni team abbiano bisogno di una rinfrescata. Cosa è meglio? Avere 11 squadre come numero o 10 che sono forti?  Credo ancora che dovremmo avere più squadre, ma non squadre qualsiasi. Le squadre giuste. Non è una questione di numero, ma di qualità".

Ben Sulayem ha detto che in linea di principio accoglierebbe comunque Andretti e il suo partner General Motors, dato il progetto messo dalle due società statunitensi, suggerendo come questa collaborazione porterebbe a questo sport più di quanto non facciano alcuni degli attuali team presenti in griglia.

"Senza fare nomi, ci sono squadre che fanno fatica. Sono in difficoltà sul piano delle prestazioni, ma in difficoltà anche con la gestione della scuderia stessa. Si tratta di avere la squadra giusta, per non perdere un'occasione o un'opportunità in cui qualcuno del calibro di GM, con una Power Unit, arriva in Formula 1".

"Immaginate l'impatto. Abbiamo tre gare in America. Abbiamo un'enorme fan base. Ma non abbiamo un vero e proprio team statunitense. Sono molto felice di avere Ford [con Red Bull], ma immaginate di avere GM e di avere piloti americani", ha aggiunto il Presidente della FIA. Tra i piani Andretti legati all’ingresso in Formula 1 ci sarebbe anche il debutto nelle categorie propedeutiche Formula 2 e Formula 3, in modo da dare l’opportunità ai piloti americani di spostarsi in Europea e trovare un punto di riferimento con cui proseguire la loro carriera.

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

In questo discorso si inserisce anche la recente proposta da parte di Liberty Media in merito all’aumento della tassa di ingresso per i nuovi team, che potrebbe passare dai 200 milioni attuali a una base di 600 milioni di dollari. Questo fondo di diluizione andrebbe a compensare i mancati ricavi che subirebbero le squadre già esistenti nel caso di ingresso di un’undicesima squadra, dato che i proventi andrebbero redistribuiti in undici parti e non più in dieci.

Data una cifra così elevata, ciò potrebbe spingere Andretti a riconsiderare non solo l'idea di prendere parte al mondiale, ma anche di partire da zero con un progetto completamente nuovo. Non è un mistero che la scuderia americana abbia valutato la possibilità di comprare alte scuderie ma, dati gli alti costi, ha preferito puntare su un progetto indipendente. Tuttavia, con cifre così elevate il discorso cambia: i soldi spesi per acquistare l'ingresso nella serie potrebbero essere investiti nell'acquisizione di un team esistente.

Al di là delle obiettive difficoltà nel superare la fase di contrattazione con la FOM, questo cambio di posizione da parte di Andretti potrebbe essere percepito anche con un tentativo per tranquillizzare le acque con la F1, complici gli episodi degli ultimi mesi che hanno raffreddato il rapporto tra le parti: “La pace è sempre un bene, non si possono avere sempre problemi inutili", ha riconosciuto Ben Sulayem.

“Entrambi capiamo che dobbiamo andare avanti e l'unico modo per farlo è avere molta più chiarezza tra di noi. Siamo con la FOM quando si tratta di affari. Siamo partner e dobbiamo anche dimenticare le piccole cose e trovare una soluzione per affrontare questi problemi".

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