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F1 | Hamilton deluso: "Setup sbagliato dovuto alle mie richieste"

Da secondo nella sprint a una zona punti risicata nella gara della domenica. Il weekend di Hamilton è stato molto altalenante, complice un cambio di setup voluto dallo stesso britannico che non ha dato gli esiti sperati. Il britannico ha analizzato cosa non abbia funzionato, a partire dal fastidioso sottosterzo che si è innescato a inizio gara.

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

C’è poco da salvare in casa Mercedes al termine del Gran Premio di Cina, che ancora una volta ha visto la squadra di Brackley finire alle spalle di McLaren e Ferrari, con il prospetto di chiudere anche dietro ad Aston Martin se Alonso non fosse stato costretto per motivi strategici a fare un pit stop in più.

Se George Russell è riuscito a portare a casa il sesto posto, descritto in modo onesto come il massimo a cui potesse ambire la Mercedes, per Lewis Hamilton è stato un Gran Premio altalenante, soprattutto al sabato. Dopo il secondo posto nella sprint race, seppur nato da alcune situazioni favorevoli, qualche ora più tardi la situazione si è ribaltata, dato che nelle qualifiche il britannico non è riuscito nemmeno a superare la tagliola del Q1.

Un risultato difficile da digerire, ma che trova le sue radici anche in alcune modifiche di assetto volute proprio dal britannico tra la fine della sprint race e l’inizio delle qualifiche, in quel breve lasso di tempo in cui, a partire da quest’anno, i team possono nuovamente intervenire sul setup.

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Molte squadre ne hanno approfittato per apportare dei cambiamenti alle vetture che si sono poi rivelati fondamentali in vista della corsa, mentre altre sembrano aver fatto un passo indietro. Tra quei piloti che hanno spinto per delle modifiche c’è anche Lewis Hamilton, le cui richieste hanno però indirizzato l’auto nella direzione sbagliata, riducendo ulteriormente la finestra operativa.

"In definitiva, sabato ho fatto una modifica all'assetto della vettura che non ha funzionato e ne ho pagato le conseguenze. Ho intenzione di assicurarmi di non farlo in futuro", ha spiegato il pilota britannico, che anche via radio a fine gara si è assunto la responsabilità della scelta fatta, data che è arrivata dalle sue indicazioni.

Uno dei grandi problemi è stata la carenza di anteriore nella prima parte di gara, che si è tramutata in un evidente e fastidioso sottosterzo, tanto da spingerlo a pensare che vi fosse qualche elemento rotto sulla vettura. Non è un mistero che nel corso degli ultimi anni Mercedes abbia sofferto la mancanza di carico al posteriore, aspetto che si è evidenziato nel corso dell’ultima stagione e nell’inizio di questo mondiale, in particolare nelle curve a media- alta velocità in cui serve tanto apporto e stabilità.

La scelta di provare a ribilanciare la vettura ha però avuto un effetto contrario: “All'inizio ho pensato di aver tamponato qualcuno perché non ho mai avuto così tanto sottosterzo in vita mia. Ho pensato di aver danneggiato qualcosa, come altri, perché a un certo punto c'erano detriti dappertutto, ma era solo l'assetto che avevo scelto".

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15, Kevin Magnussen, Haas VF-24

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15, Kevin Magnussen, Haas VF-24

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

"Con decisioni migliori sull'assetto, forse saremmo intorno a dove si trova George [Russell, che ha concluso sesto], ma dobbiamo solo continuare a lottare. Sono andato avanti e sono entrato in zona punti, ma è stata una gara difficile", ha aggiunto il sette volte campione del mondo.

"La vettura sembra funzionare in una piccola finestra e ho pensato che quelle modifiche fossero la cosa giusta da fare. Purtroppo, oggi è stato molto difficile. La squadra ha comunque fatto un ottimo lavoro con i pit-stop e George [Russell] è stato bravo nel conquistare punti importanti per il team".

"Speriamo di fare qualche passo avanti nella prossima gara. Fino ad allora, torneremo in fabbrica la prossima settimana per cercare di posizionare meglio la macchina per Miami e speriamo di avere un weekend migliore".

Hamilton è stato uno dei pochi ad utilizzare la soft in gara, specie alla partenza, con l’idea di sfruttare una prima parte di gara aggressiva come avevano fatto altri piloti in Giappone, per poi andare sulle due soste. Tuttavia, il tentativo non ha funzionato, rimanendo bloccato nel gruppetto in fondo alla classifica. Andrew Shovlin ha spiegato qualcosa in più in merito ai problemi accusati dal britannico e anche come questi abbiano influito negativamente sulla sua corsa.

Sparks kick up from the rear of Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15

Sparks kick up from the rear of Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

"La gara di Lewis non è stata facile, perché non ha guadagnato molto in partenza con la gomma soft. Poi è rimasto bloccato in un ingorgo all'interno della seconda curva e ha perso terreno nei confronti delle vetture che si trovavano sulla linea più esterna.

"Avevamo apportato alcune modifiche alla sua vettura dopo lo sprint e chiaramente non sono servite a migliorare la macchina. Questo ha reso difficili le qualifiche e la gara. Aveva difficoltà a girare la macchina e doveva usare la potenza per farla girare, il che chiaramente danneggiava gli pneumatici posteriori”.

"Abbiamo deciso di farlo rientrare ai box sotto la Virtual Safety Car, ma la maggior parte dei nostri rivali ha fatto lo stesso una volta entrata la Safety Car. Abbiamo beneficiato di un paio di vetture che si sono ritirate davanti a noi ma, considerando la parte iniziale della gara, è stato un sollievo ottenere dei punti".

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